Traduttore: F. De Simone
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21/02/2008
Pagine: XXI-438 p., Brossura
  • EAN: 9788811360032

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    angelo

    25/09/2015 13:37:08

    capolavoro!

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    Cristiano Cant

    05/08/2015 08:36:44

    Un fiume di rancore guidato nel calcolo più seducente e amicale, la calma gelida di una burattinaia astutissima che riesce a far muovere con stratagemmi e mosse perfette un intero contesto familiare a suo piacimento. L'arrivismo infranto nel sogno di uno scultore ucciso dalla Società viziosa, la grazia sgraziata di una giovane romantica che cede davanti alla bellezza più vuota, personaggi come sempre raffigurati con impareggiabile genio descrittivo, in un corteo di situazioni dove il denaro è e resta il velenoso contagio che ammorba i respiri. Intreccio complesso e poderoso, uno dei quadri più corposamente profondi della Commedia, storia del non detto, del taciuto che erompe in azioni senza rimedio, storia di un cuore nobile che la vita guasta e imbratta di una astiosità anche comprensibile, mentre l'intorno cede a feste e a debiti che suonano di miseria e strozzinaggio. Farò riecheggiare un ritornello stantio, ma non c'è nulla in Balzac, non un dettaglio, una piuma sfuggente che trema su una panchina, lo sguardo carico di tutte le tonalità umane più ambigue, la carrozza che sfreccia incurante verso un conto da saldare, la mano che stringe con rabbia dei guanti costosissimi (magari pagati chissà come), la muffa che penetra in un'umile mansarda, i saloni più lucenti e sfarzosi, la chiacchiera più becera e sublime, nulla di tutto questo che non sia pienezza di autentico magistero. E poi i caratteri, l'immensa ineguagliabile cifra che rende l'autore la massima vita che la letteratura abbia allevato e cullato, l'infinito reso parola, luce, tutto.

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    laura

    07/05/2014 09:10:30

    finalmente l'ho finito di leggere....troppo lungo...pesante!!!!!

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    sandro landonio

    09/11/2010 14:03:13

    Una nuova passione dell’universo Balzac anima la cugine Bette: la vendetta. Non esiste niente che possa placare lo spirito mediocre ma contemporaneamente diabolico di Lisbeth se non la rovina della famiglia Hulot; si tratta di un desiderio prorompente che scaturisce da un infanzia invidiosa e che non si è mai placato. La dedizione all’odio sgorga dalla zitella fino all’ultimo respiro ed anche sul letto di morte il godimento di Bette nasce dal fatto che le persone da lei perseguitate non siano mai state capaci di scoprire i suoi veri sentimenti. Ottima prova dell’autore, che non dà speranze alla natura umana con le tipizzazioni umane di Hector Hulot, di Crevel e di Wenceslas che ci dicono come il mondo sia dei furbi e che comunque un pervertito si gode più la vita di un virtuoso. La Parigi di Luigi Filippo non toglie nulla all’attualità dei sentimenti umani descritti, identici ieri ed oggi nello scorrere lento del tempo.

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