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La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto

Robert Hughes

Traduttore: M. Antonielli
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 242 p.
  • EAN: 9788845917851

21° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali

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Recensioni dei clienti

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    susanna bottini

    14/06/2017 08:28:28

    Opera interessante ma per addetti ai lavori. Testo molto tecnico, in effetti si tratta della messa in stampa di tre conferenze. Le cose migliori si trovano nella parte denominata "seconda conferenza". Se volevate capire come nasce il politicamente corretto, a cosa mira, chi ne sono i propugnatori e quali fini perseguono, e come reagiscono alle critiche, sappiate che non è il libro gusto per voi.

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    Daniel

    01/11/2012 13:48:50

    Parliamoci chiaro una volta per tutte. Bisogna riconoscere ad anni di distanza che non tutto ciò che è politicamente corretto, è da cestinare. Anzi! Ricordiamo come il politicamente corretto nacque nelle scuole americane dall'esigenza di governare i frequenti raid razzisti, omofobi e sessisti tra giovani. A Stanford una direttrice di college del Colorado, Gwen Thomas, sostenne in un dibattito pubblico però di essere contraria ad interventi che limitavano la libertà di espressione di chi usava violenza verbale, perché le parole nuove non cambiano le realtà vecchie. Le sue parole furono: "Per quanto riguarda la creazione di un ambiente educativo non intimidatorio, nei campus universitari i nostri giovani devono imparare a crescere. Noi dobbiamo insegnargli ad affrontare le situazioni conflittuali, e loro devono imparare a sopravvivere a un linguaggio sgradevole anche se li offende e li ferisce". Questa è utopia. Non è possibile insegnare ad ogni singola persona ad essere forte e saper reagire alla violenza del teppista bullo. La solitudine potrebbe regnare sul resto. Nessuno può poi ignorare che una persona può essere sensibile o ipersensibile all'insulto altrui. Ne è liberissima. La disperazione potrebbe essere la sua unica compagna. Nessuno può infine partire dalla condizione per cui tutti siano in grado di capire cosa vogliano dire queste parole che invitano a farsi forza e reagire. La stupidità, pur essendo riprovevole, non può essere reato. Ad avanzare qui quindi è una mera ingiustizia individuale e sociale. D'altronde i dati alti di ascolto dei Simpsons che da anni non cede di una virgola, stanno a dimostrare che...nessuno è riuscito a farsi valere. Autenticamente. Ma proprio per come Hughes ci aiuta a capire tutto ciò, il testo è ottimo.

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