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Michail Bulgakov

Collana: Pillole BUR
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788817016131
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    12/05/2017 07.32.54

    Pallino ha imparato pazientemente, lettera per lettera, il significato di un'insegna precisa: Macelleria. Ed è lì fuori, ogni volta ossequioso, ad aspettare qualche piccolo obolo da parte del padrone di turno. E' già in questo cardine non comune che si snoda l'idea di talento a sopravvivere in una Russia di gelo e di regime, di viuzze misere e malridotte, di lotta di classe sempre più accentuata. Assai più dei pensieri di un cane, peraltro spesso offerti in prima persona, muove questo bellissimo racconto; qualcosa che sfonda in un'analisi politica misuratissima e attenta, in un gioco di dinamiche umane dove le differenze fra strati sociali sono talmente note al cane che sa toccarle nello sguardo di chi incontra: spazzini, dattilografe, cuochi: "perché gli occhi sono un barometro". E allora l'adozione, da cui si affaccerà la volontà di potenza, l'enorme sentimento titanico della scienza a dominare ogni atomo e a penetrare nelle fibre più buie, più intonse di ogni essere, con la sua ignobile sete di certezza. Il semplice diverrà complesso, il lineare avrà presto sembianze guaste, il trapianto peggiorerà ogni azione e parola della povera bestia. Un Bulgakov senza tremori lancia le sue frecce contro orride burocrazie e ceti di rango, contro presunzioni e conquiste vanitosamente vuote nel loro desiderio di creare ibridi tristissimi e genetiche folli. E contro ogni logica a forzare nei normali tessuti della natura, resta la commozione per questa bestiola sensibilissima, ricettiva e umile nelle sue digressioni sui fogli, degne davvero di un magnifico trattato di storia sociale. L'uomo e la sua lucida statura di studioso ne usciranno a pezzi in questa narrazione, frustrati come aridi mestieranti nella loro lurida polvere. Vincerà la parola di strada di Pallino, l'obbedienza al proprio istinto, alle proprie radici, a una fedeltà di bisogni e abitudini che nessuna violenza potrà educare. L'uomo è libero, fosse anche un cane dal fianco bruciacchiato e preso a pedate.

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    Annarita

    24/02/2015 22.31.28

    Libricino gradevolissimo, istruttivo e divertente. Bulgakov condensa in poche pagine, quasi la misura di un racconto, una visione ironica, fantasiosa, arguta e sostanzialmente derisoria della società russa, ed io aggiungo dell'umanità tutta, e del suo non sopito fermento negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione di ottobre. E' la storia di Pallino, cane randagio che inaspettatamente ascende la scala sociale grazie alla apparentemente disinteressata benevolenza di un ricco medico con pochi scrupoli morali impegnato in ardite sperimentazioni. Pallino viene utilizzato come cavia e subisce il trapianto dell'ipofisi e delle ghiandole seminali di un ladruncolo. Da qui la sua graduale trasformazione in un essere umano del quale finisce per sviluppare naturalmente e prima di ogni altra cosa i tratti caratteriali più negativi. Il nuovo cane-uomo però sfugge presto al controllo del suo creatore, rivendicando con forza e rabbia la propria autonomia. Pallinov si umanizza, ma il suo "cuore" resta quello di un cane. Non c'è quindi speranza per l'uomo, non c'è evoluzione che possa incidere sul nocciolo "animale", istintivo e letteralmente "volgare" dell'individuo. E d'altronde cosa altro è se non volgarità la presuntuosa pretesa di onnipotenza del medico?

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    Veronica

    04/03/2014 08.26.22

    Il libro è scritto in maniera semplice e spontanea e in tutto il romanzo è più che mai presente l'ironia. Quest'ultima non risparmia neppure lo scienziato che lucra sul quotidiano desiderio di ringiovanimento dei suoi pazienti. Un romanzo attuale... imperdibile.

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    Giovanna

    21/08/2013 14.12.50

    Sono amante degli animali. Trovo questo breve romanzo molto significativo. Usare un cane per migliorare l'uomo .... Alla fine è l'uomo che peggiora il cane. Non c'è di niente di più vero.

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    Cinzia - Madame Selle 28

    04/08/2013 18.41.17

    Davvero e decisamente moderno rispetto al periodo di pubblicazione del romanzo. Riconosco che ha uno stile abbastanza prolisso e che alcune volte sia piuttosto noioso, ma la curiosità di sapere come andrà l'intera dinamica, ti porta a sorvolare sugli aspetti monotoni. La storia è del tutto paradossale, perché un esperimento mal riuscito genera questa evoluzione del cane a tal punto da farlo divenire un essere umano, anche piuttosto spigoloso e altezzoso. Divertente.

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    Massimo Baldi

    23/07/2013 10.51.46

    "Cuore di cane" è la storia travagliata ed amara di un cane che, sotto il bisturi del professor Filippovic, viene trasformato in un uomo. Ma, contrariamente a quanto si pensi, dopo la trasformazione il cane scende a ben più bassi istinti rispetto alla sua originaria condizione: l'uomo - cane diventa un violento, una persona volgare, beve vodka e si ubriaca, è sempre insomma più lontano dal cane simpatico e affabile delle prime pagine del libro. Ci sono anche molte metafore e tanta ironia, raccontate attraverso i personaggi del libro, riguardo al conflitto di classe tra i proletari russi ed i controrivoluzionari: il cane vive insomma due vite, se non tre, quella di cane che sopravvive alla vita, alle sue angherie e alle sue crudeltà nelle prime pagine del libro, un cane oseremmo dire a-politico, quindi, dopo aver incontrato il professore che gli cambia la vita, diventa un cane dalla parte dei nostalgici dei tempi d'oro dello zar di Russia ed infine, trasformato in uomo, un proletario che dimentica, però ben presto, le lotte di classe e quant'altro per scendere in abissi di infinita depravazione. Personalmente mi fa tanta tenerezza questo cane, che mai dipende da se stesso. Ma scoprirete che non è lo spirito del cane a far scendere l'uomo a bassi istinti ma un altro motivo che non posso svelare per non togliere il gusto di leggere questo splendido libro di Michail Bulgakov che ritengo un capolavoro della letteratura russa e mondiale.

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    Rosa Barone

    05/06/2013 13.52.51

    Un piacevole romanzo, una curiosa storia di un cane che diventa, o meglio viene trasformato, trapiantato nel corpo di un uomo, sotto le abili mani e il bisturi del professore Filippovic. Ma ben presto Pallinov, l'ex cane Pallino, finisce col diventare più animale di quel che era: un essere dispettoso, insolente e con istinti animaleschi. Il professore decide allora di operarlo di nuovo e di riportarlo alla sua vecchia forma di cane randagio. Come già affermato, una piacevole e scorrevole storia, che si legge tutto d'un fiato, in cui il lettore è sempre in attesa, col fiato sospeso per scoprire soprattutto quali sembianze ha assunto il cane e quali canini atteggiamenti metterà in atto. Il tutto accompagnato da un pizzico di ironia (che non guasta mai) e un pizzico anche di "macabro", in special modo riguardo alla descrizione dell' operazione con la trasfusione del cervello. Non il romanzo del secolo, ma certamente un romanzo avvincente che vale la pena di leggere.

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    Nicola

    09/01/2013 19.45.10

    Scrittura,trama,ironia.La penna scorre leggera...In una parola: IMPERDIBILE.

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    Maro_Dina

    14/03/2011 19.58.25

    Prima esperienza con Bulgakov e sicuramente non l'ultima! Narrazione sempre scorrevole, mai pesante e storia surreale ma ricca di significati. Libro a mio parare da leggere assolutamente.

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    Giuseppe

    01/12/2009 14.34.05

    Poesia e surrealismo allo stato puro... Ci si immedesima a tal punto con il "cane-uomo" protagonista che si palpita quasi nella sua pelle.

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    Augusto

    25/03/2008 19.15.59

    Narrazione eccezionale, visionaria, priva di riverenza verso gli archetipi socio-politici del tempo (1925), emana nella sordidezza del personaggio(ibridazione da cane ad uomo) le paure di una borghesia ormai allo sbando.- Sebbene il proposito fosse di demolire l'ideale del "compagno" di partito, elucubrandone le meschinità e le nefandezze, la lurida rapresentazione del protagonista e il turpe finale, annichiliscono le mire di Bulgakov, celebrando l'avvento ed il consolidamento del comunismo Sovietico.-

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    Gaetano

    04/12/2007 11.40.06

    Davvero bello ed interessante. Nonchè originale considerando che è stato scritto nel 1925. Un comune cane che diviene oggetto di esperimenti disumani degni di Frankeinstein. Nasce così a poco a poco l'uomo-cane, dotato di istinti animali e sentimenti umani ma che in fondo raccoglie in sè il peggio dell'uomo, perchè in fondo l'uomo e le bestie si somigliano fin troppo. Un ibrido pericoloso per la società ma che tutto sommato è solo una vittima, l'ennesima, della scienza umana, del progresso,e della società stessa che rifiuta questa diversità mostruosa senza guardare prima al mostro insito in lei stessa.

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