Le cure domestiche - Delfina Vezzoli,Marilynne Robinson - ebook

Le cure domestiche

Marilynne Robinson

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Traduttore: Delfina Vezzoli
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 300,63 KB
Pagine della versione a stampa: 208 p.
  • EAN: 9788858424490
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Gaia la libraia

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Quando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un'altra anima, in città a occuparsi di Ruth e Lucille, le due bambine rimaste orfane, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l'America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia più un luogo dell'anima che di regole e mattoni. "Le cure domestiche è tuttora un capolavoro, un'indimenticabile dichiarazione di intenti immaginativi e letterari". "The Guardian" "Non è un romanzo da leggere in fretta, perché ogni sua frase è una delizia". Doris Lessing Ruth e Lucille non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l'attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. La cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di Helen, Sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. Sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. Ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. Dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. Ruth e Lucille, così esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: "Sylvie assomigliava a nostra madre, e inoltre si toglieva di rado il cappotto e ogni storia che raccontava aveva a che fare con un treno o con una stazione degli autobus". La stessa casa di famiglia, il nucleo originario cui Sylvie ha accettato di tornare per amore delle nipoti, con la sua gestione va rapidamente in rovina: una moltitudine di gatti e sporcizia, infiniti giornali e lattine vuote, un accumulo erroneamente scambiato per l'essenza di ogni cura domestica. Di fronte al modello aereo e sradicato della zia, le due sorelle, fino a quel momento una sola anima scagliata nel mondo, devono interrogarsi sul senso dell'appartenenza e del ritorno, venire a patti con la solitudine, e scegliere la loro idea - reale, metaforica e universale - di casa.
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    eli

    27/09/2020 11:19:39

    Ho letto altri libri della Robinson e la trovo sempre molto poetica, la storia è senza dubbio molto particolare ma raccontata in modo delicato e travolgente. Consigliato.

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    Silvia

    02/07/2020 14:47:59

    Libro poetico, bizzarro, forse anche un po' filosofico. Mi aspettavo uno sviluppo diverso da come è stato presentato, ma in ogni caso non mi ha delusa. Un po' di fatica a finire gli ultimi capitoli che lasciano tanta amarezza.

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    id

    16/05/2020 16:38:29

    Un libro fondamentale, scritto da una scrittrice immensa. Lascia senza fiato e commuove fino alle lacrime.

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    Fabiana P.

    18/07/2019 18:49:17

    Ho trovato la prima metà del romanzo molto lenta ma sono stata ripagata dalle pagine successive. La penna della Robinson mi ha colpita e sicuramente voglio leggere altro di suo.

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    Giulietta

    18/09/2018 07:10:01

    Dolcissimo, delicato, nostalgico, tranquillo. Uno di quei libri che una volta finito lascia una sensazione dolceamara, e del quale ci si ritrova a sentire la mancanza. I personaggi sono talvolta bizzarri, ma le loro ragioni li spingono ad agire in modo realistico, anche quando le loro azioni si rivelano dolorose o tristi. Mi è piaciuto molto.

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    MARA REGONASCHI

    01/08/2018 14:26:40

    Non mi ha convinto questa autrice, celebratissima in patria. Libro lentissimo nel quale ho trovato più assurdità che poesia, più astrattezza che autenticità. Troppo immaginativo e a tratti triste, quasi violento, nel destino che travolge le due piccole protagoniste del racconto.

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    Loris

    24/07/2017 07:46:32

    Immergersi in questo romanzo richiede una certa dose di fatica, ma la perseveranza è ripagata dalla grande intensità emotiva e dal lirismo che accompagna le pagine migliori. La Robinson, decenni prima della trilogia di Gilead, si interroga sulla possibilità e sul senso di ‘casa’. Ovviamente non si parla di un edificio fisico, pure presente nella narrazione: quello è destinato a perire, usurato dal tempo e dalle intemperie, come ogni cosa nell’esperienza umana. Ciò non toglie che ci si affanni per dargli una parvenza di stabilità, per instaurare cure e consuetudini che ne facciano un rifugio rassicurante. Il vero legame però è con le persone care e paradossalmente si fa più forte e vincolante nel momento in cui spariscono, ancor più se la separazione avviene in modo traumatico. Le immagini popolano i ricordi, invadono I sogni e tracimano nella quotidianità come le acque del lago, sepolcro e soglia di un aldilà ammaliante e inquietante. Le azioni e le regole del vivere sociale diventano irrilevanti per Ruth e di contro offrono uno scudo a Lucille. Tra immagini iconiche legate all’acqua e al fuoco, la Bibbia torna come riferimento principe, dal diluvio universale alla moglie di Lot trasformata in statua per essersi fatta attrarre dal passato e dalle cose perdute. La riapparizione(resurrezione) di chi si è amato è promessa e desiderio ultimo nel vagabondaggio dell’esistenza.

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    Antonella

    28/01/2017 16:34:22

    Quanta poesia nell'impeccabile scrittura di questo romanzo. L’ambiente è dominato dalle acque del lago che accompagnano l’intera vicenda. L’assenza si fa presenza forte nella memoria e nella mancanza. Andarsene per trasformare il corso naturale degli eventi, uscire di scena per restare in vita per sempre.

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  • Marilynne Robinson Cover

    Marilynne Robinson è docente all'Iowa Writers' Workshop e scrive sulle più importanti riviste letterarie. Il suo primo romanzo, Housekeeping (1980; Le cure domestiche, Einaudi 2016) ha vinto il PEN/Hemingway Award per la miglior opera prima e ha creato un enorme seguito di critica e pubblico. Successivamente Robinson ha pubblicato due raccolte di saggi: Mother Country (1989) e The Death of Adam (1998). L'acclamatissimo Gilead (Einaudi, 2008) ha vinto il National Book Critics Circle Award for Fiction 2004 e il Pulitzer Prize for Fiction 2005. Einaudi ha pubblicato nel 2011 Casa e nel 2015 Lila.Nel 2016 vince il premio Letterario Internazionale Mondello per la sezione autore straniero. Approfondisci
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