Dante e la matematica

Bruno D'Amore

Editore: Giunti Editore
Collana: Saggi Giunti
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 04/05/2011
Pagine: 224 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788809758865
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    maurizio .mau. codogno

    24/10/2011 16:47:39

    Credo che tutti gli italiani sappiano chi sia Dante, non foss'altro che per la curiosita di sapere chi è raffigurato sul verso della moneta italiana da due euro. Non sono così sicuro che, anche limitandosi a chi ha fatto il liceo e quindi dovrebbe aver studiato la Divina Commedia, siano così in tanti a sapere che Dante, umanista ante litteram, sapeva anche di scienze e ne ha parlato all'interno delle sue opere. Il matematico Bruno D'Amore ne aveva già parlato in alcuni suoi articoli e conferenze, ma stavolta ha pensato bene di scrivere un libro... romanzando il tutto. Abbiamo così diciassette capitoli che raccontano aneddoti più o meno basati su fatti reali (che Dante andò a studiare dialettica a Bologna, che aveva un figlio di nome Jacopo, e così via), con aggiunte alcune ipotesi piuttosto azzardate anche se non impossibili a priori, soprattutto per quanto riguarda le opere che il nostro potrebbe avere studiato o almeno conosciuto. Le ambientazioni dei racconti sono sempre molto vivaci, e anche le parti più matematiche - non numerologiche, attenzione! - e logiche si amalgamano bene, facendo perdonare alcune leziosità nei commenti e qualche svista, come dire che il centimetro sarebbe stato usato sei secoli e mezzo dopo quando in realtà ne è bastato uno di meno. Il libro si conclude con tre appendici: la prima elenca i matematici e logici presenti direttamente nella Commedia oppure che hanno probabilmente influenzato Dante, l'ultima contiene spigolature (minime) matematiche, mentre la seconda è un breve saggio più accademico sul tema, in cui D'Amore non si perita di menare qualche fendente contro la separazione delle culture umanistica e scientifica e soprattutto contro gli esperti letterati che cascano nelle più semplici questioni matematiche: per esempio "quadrare il cerchio" (Par XXXIII) è assolutamente possibile, basta non pretendere di farlo solo con riga e compasso! In definitiva, lettura assai godibile.

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    Roberta

    19/06/2011 20:50:40

    Forse avevo aspettative troppo alte, essendo innamorata di Dante e della matematica. Peccato. Ma si può leggere. Non è complicato, è per i "molti" ed è davvero non impegnativo. Lo consiglio a chi cerca una lettura piacevole e non impegnativa ma lo sconsiglio, giudizio personale, a chi conosce bene la Divina e ama la matematica. Semplicistico, in una parola. Appena sufficiente, se mi si chiedesse un voto.

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