Definitively Django (180 gr.) - Vinile LP di Django Reinhardt

Definitively Django (180 gr.)

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Artisti: Django Reinhardt
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Vinyl Passion
Data di pubblicazione: 21 giugno 2019
  • EAN: 8719039005659

€ 13,90

Punti Premium: 17

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Disponibile dal 21 giugno 2019
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Gaia la libraia

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When from the mid-thirties the clouds above Europe became darker and more threatening, the quintet from Django Reinhardt and Stephane Grappelli played and recorded some of the best tunes in their career in Paris. The concept of “lead guitar” (Django) and backing “rhythm guitar” (Joseph Reinhardt or Pierre Ferret) was born with this band. They were also famous for using an inventive style of employing their guitars for percussion purposes, as they had no true percussion section. Freddy Taylor appears as vocalist on two tracks, but the absolute highlights are the instrumentals that focus on jaunty “hot club” rhythms and the remarkable solos by Reinhardt and Grappelli.
Disco 1
1
Nuages
2
Belleville
3
Honeysuckle Rose
4
Naguine
5
I Got Rhythm
6
Tears
7
After You’ve Gone
8
Night And Day
9
Swing Guitars
10
I’ll See You In My Dreams
Disco 2
1
Minor Swing
2
St. Louis Blues
3
I Can’t Give You Anything But Love
4
Swing 41
5
Blues Clair
6
Manoir De Mes Rêves
7
Sweet Georgia Brown
8
Limehouse Blues
9
When Day Is Done
  • Django Reinhardt Cover

    Propr. Jean-Baptiste Reinhardt. Chitarrista belga di origine tzigana. Originalissimo solista di jazz, realizzò una perfetta fusione del linguaggio musicale tzigano con quello dello Swing, inventando una nuova tecnica per lo strumento, impostagli dalla semiparalisi di una mano riportata in seguito a un incendio, nel 1948, nella carovana della sua famiglia. La sua fama è legata alle incisioni, a partire dal 1934, con il Quintette du Hot Club de France formato con il violinista Stéphane Grappelli. Incise in Europa con musicisti americani (Benny Carter, Coleman Hawk­ins, Dicky Wells) e suonò nel 1946, negli Stati Uniti, con l'orchestra di Duke Ellington. Nel dopoguerra fu in parte influenzato dal bop. Anche suo figlio babik (Parigi 1944) è chitarrista vicino ai moduli del jazz. Approfondisci
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