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Theodore F. Powys

Traduttore: A. Motti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 1977
Pagine: 277 p.
  • EAN: 9788845903359

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    Maurizio Vitale

    20/12/2000 15.33.11

    Powys è molto poco noto in Italia e, a parte un paio di opere, in italiano non si trova quasi nulla a meno di non essere un affezionato frequentatore di bancarelle. (Segnalo almeno il "Mietitore di Dodder" nella vecchia Medusa e "Qualcosa succede" edito nel '47 da Longanesi. Peccato: meriterebbe ben altra considerazione. Figlio di un pastore protestatne, pigro e indolente da muoversi molto raramente dal suo paesino di campagna, Powys (Francis Theodore: erano molti fratelli di cui almeno tre scrittori) ritraeva con un gusto disincantato e un po' cinico le meschinità di piccole comunità. Uno stile secco, con molte ripetizioni, molti punti e periodi brevi (l'esempio del resto era quello della Bibbia). L'animo umano viene descritto con gusto da etologo per nulla partecipe e un humour nero, poi, pervade il libro dall'inizio alla fine. UNo splendido libro.

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