Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi

Manfred Spitzer

Traduttore: A. Petrelli
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 31 ottobre 2013
Pagine: 342 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788863805918

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Psicologia - Fisiologica e neuropsicologia

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Descrizione
Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti. Questo vuol dire che l'uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all'ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all'uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi. Ma se questo nuovo mondo non fosse poi il migliore dei mondi possibili? Se gli interessi economici in gioco tendessero a sminuire, se non a occultare, i risultati di altre ricerche che vanno in direzione diametralmente opposta? Sulla base di tali studi, che l'autore analizza in questo libro, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli. Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google... finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi. L'uso sempre più intensivo del computer scoraggia lo studio e l'apprendimento e, viceversa, incoraggia i nostri ragazzi a restare per ore davanti ai giochi elettronici. Per non parlare dei social che regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l'insorgere di forme depressive. Manfred Spitzer mette politici, intellettuali, genitori, cittadini di fronte a questo scenario: è veramente quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?

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    Marina

    22/11/2018 12:22:23

    Mi unisco ai pareri totalmente positivi su questo saggio che consiglierei a chiunque, soprattutto in ambito scolastico. Occorre rilevare, come segnalato dall'autore stesso, che la sua posizione critica è stata molto osteggiata. In effetti gli interessi in gioco sono moltissimi e un cambio di rotta in direzione meno tecnogiuliva (termine che uso io) potrebbe dare molto fastidio. Il fatto che non esista nel mondo un'edizione in lingua inglese potrebbe essere un segno di tutto ciò? Certo che è molto curioso che ci siano edizioni in lingua originale (tedesco) e traduzioni in francese, italiano e spagnolo, ma in inglese no.

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    Valeria

    31/10/2018 11:24:05

    tutti dovrebbero leggere questo libro, specie i genitori

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    Lapo

    03/09/2017 18:49:50

    Chiaro e documentato, basato su esperimenti e studi scientifici, il volume mette in evidenza gli aspetti fortemente negativi della pervasiva ubriacatura digitale che costituisce un elemento tossico per lo sviluppo cerebrale, con particolare riguardo alle giovani generazioni. Dovrebbe essere manuale obbligatorio nei concorsi per diventare dirigenti scolastici, e anche docenti.

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    Il libraio di Firenze

    09/12/2015 18:04:03

    In Corea del Sud, già da qualche anno, il termine "demenza digitale" viene usato per designare i casi estremi e patologici di dipendenza dai nuovi media digitali. Spitzer, psichiatra e docente universitario, analizza in questo saggio i danni che l'uso eccessivo e massiccio delle nuove tecnologie ha su di noi e sul nostro cervello, ostacolando lo sviluppo della memoria, l'autocontrollo, la concentrazione, la socialità. Altri effetti collaterali che si stanno diffondendo sempre più nella nostra società sono la "nomofobia" (paura di dimenticarsi il cellulare), l'isolamento e la depressione. Paura del nuovo o triste presagio del nostro futuro? La domanda è interessante, una riflessione a proposito è d'obbligo.

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    roberto

    24/02/2014 10:08:41

    Quello che ho sempre pensato - insieme credo a molti altri - l'autore (da bravo scienziato tedesco) lo sostiene supportato da dati scientifici. Attenzione, non e' una condanna talebana di tutto il mondo digitale di per se, ma una seria denuncia di come l'uso smodato di queste tecnologie stia trasformando i "nativi digitali" in "cretini digitali". Una lettura che dovrebbe essere resa bbligatoria per tutti i genitori di figli da uno a 15 anni di eta'.

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