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La democrazia del narcisismo. Breve storia dell'antipolitica - Giovanni Orsina - copertina

La democrazia del narcisismo. Breve storia dell'antipolitica

Giovanni Orsina

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Editore: Marsilio
Collana: I nodi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 26 aprile 2018
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788831749534
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La democrazia del narcisismo. Breve storia dell'antipolitica

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Se il populismo è sintomo e non malattia, da dove deriva il nostro rancore? Da Tocqueville a Tangentopoli, dal Sessantotto ai giorni nostri, la storia del lento divorzio tra cittadino e politica.

«La politica non controlla più il futuro. Ha sempre meno senso, potere, respiro. La sua funzione principale, ormai, è fare da capro espiatorio per il risentimento universale. Solo se riconosciamo che questa crisi ha le sue radici nel cuore della democrazia, e sta montando da almeno un secolo, potremo comprenderla a fondo»

Fino a pochi anni fa l’ascesa del populismo veniva interpretata quasi esclusivamente alla luce della crisi finanziaria. Ma se l’economia è tornata a crescere e il peggio sembra passato, perché i cosiddetti «partiti del risentimento» continuano a raccogliere consensi? Siamo forse di fronte all’epilogo di una storia che ha origini più profonde? Giovanni Orsina cerca queste origini all’interno della democrazia, ragionando sul conflitto tra politica e cittadini che ha segnato gli ultimi cento anni. Se alcune fasi di quel rapporto – il connubio inedito tra massa e potere a partire dagli anni trenta, la cesura libertaria del Sessantotto – sono comuni a tutto l’Occidente, Orsina individua la particolarità del caso italiano nella stagione di Tangentopoli. Il sacrificio simbolico di un’intera classe di governo conclude la repubblica dei partiti e allo stesso tempo inaugura un venticinquennio di antipolitica. Con la quale tutti hanno dovuto fare i conti – Berlusconi, Renzi, Grillo, i postcomunisti, la Lega –, ma della quale nessuno è riuscito a correggere o contenere le conseguenze nefaste.
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    Luca Sciri

    24/09/2019 09:37:26

    Libro simpatico. Interessanti inprimi capitoli riferiti a Toqueville e Ortega e Huizinga. Interessanti anche altri punti descrittori degli avvenimenti del novecento. Leggermente faziosa l'introduzione, sembra schierato per partito.. E un põ semplicistica la visione totale come a voler interpretare gli eventi solo in base al narcisista evitando di nominare i veri protagonisti dell storia, quelli che non si vedono..

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    ruddivarisco@tin.it

    21/07/2018 10:26:19

    Piacevole e stimolante all'inizio, poi meno. Pessimista sulla contraddizione democratica. Poco rilievo, per capire la crisi, alla fine delle grandi narrazioni ideologiche, più causa che effetto del narcisimo. Il giudizio espresso su Tangentopoli - la mancata difesa di un sistema politico ha fatto perdere la politica tout court - mi pare poco contestualizzato. Comunque sempre interessante.

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    Gian Camillo Manzoni

    10/06/2018 17:54:12

    Sorpresa frammista a delusione. Forse Giovanni Orsina ci aveva abituato troppo bene con L'alternativa Liberale, esempio pregevole di analisi di un interessante passaggio storico con taglio ad un tempo scientifico e divulgativo, e con Il Berlusconismo nella Storia d'Italia, lucida e chiara spiegazione di recenti avvenimenti che hanno interessato il nostro Paese. Perchè mai il più valido e promettente, ancorchè già affermato, storico dell'Italia contemporanea ha voluto avventurarsi in un'operazione complessa e ardita, come quella di tentare di applicare le teorie di Canetti su massa e potere agli avvenimenti politici degli ultimi decenni? Ne scatuirisce un testo, a mio avviso, poco scorrevole, zeppo di richiami alle opere di Canetti e di conseguenti correlazioni spesso forzose e non sempre convincenti. L'evidente sforzo interpretativo dell'Autore genera una scarsa chiarezza espositiva (mi costa parecchio un'affermazione del genere, perchè ho sempre ammirato la grande capacità di scrittura di Orsina) e non può che comportare purtroppo, una difficoltà di lettura. Nel giudizio, una mezza stella in più "alla carriera".

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    Antonio

    06/06/2018 19:17:29

    Di nuovo Orsina scrive un libro notevole, che si legge tutto d'un fiato e dal fascino narrativo singolare e avvolgente. In chiave di interpretazione storica conduce un'analisi profonda dentro i meandri della politica e del suo prodotto a noi piu caro, la democrazia. Ma solo per individuarne le contraddizioni interne, quelle che nei decenni hanno svuotato l'agire politico della capacità di incidere sulla realtà. Perché questo? Semplice, afferma Orsina: la promessa, connaturata alla democrazia, di totale emancipazione soggettiva e quindi la garanzia da essa offerta che gli uomini possano essere qualsiasi cosa desiderino mina alle basi il processo democratico che ha bisogno invece, per funzionare, di limiti all' espansione delle individualità. Altrimenti a perire saranno proprio i valori collettivi, necessari ad impedire che gli individui approfittino fino in fondo della promessa di autodeterminazione assoluta. Alla tavola riccamente imbandita della democrazia non bisogna mangiare tutto.

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