Il demone. Magdeburg. Vol. 3

Alan D. Altieri

Editore: TEA
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 maggio 2018
Pagine: 666 p., Brossura
  • EAN: 9788850249312

87° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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Recensioni dei clienti

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    Voltaire

    07/09/2009 11:34:23

    "Nessun lettore verrà risparmiato". Con il terzo ed ultimo tomo della trilogia l'Altieri riesce, e non era facile, a riabbassarsi a livelli forse addirittura inferiori al primo volume ("L'Eretico"). O forse no. Forse è solo la stanchezza del lettore, che arrivato al terzo massiccio libro non ne può davvero più di massacri descritti con lo stampino, di colpi ascendenti obliqui (di decapitazione, of course) e diagonali basse, di sangue a ventaglio e invincibili superuomini con daikatana. E comincia a ridere. Riso nervoso? No, riso di autocommiserazione per aver pervicacemente voluto concludere la trilogia, sperando in un "colpo ascendente" della scrittura dell'autore. E trovandosi invece ormai nel fumetto vero e proprio. Qui veniamo gratificati anche di un "Maledetto per l'eternitaaa!", si, proprio con tre "A": ancora un volume e poi saremmo arrivati ai "Gasp!" ed agli "Aaaargh!". Gulp, fumetti in TV. Dal punto di vista della presunta "ricostruzione storica", qui ci viene frettolosamente presentato l'ultimo dei Grandi di quella guerra, il re svedese Gustavo Adolfo. Descritto con una antipatia, palese già dagli accenni nei volumi precedenti, che fa a pugni con quello che gli storici gli hanno sempre riconosciuto, ovvero una relativa maggior attenzione alle sofferenze della popolazione ed anche dei soldati. Beninteso, qualche rarissima cosa si salva, anche in questo capitolo della "saga". La descrizione del primo fallito attacco degli imperiali a Magdeburg, al rullo incalzante dei tamburi, probabilmente il brano migliore dell'intera trilogia, dove anche la banale onomatopeica alteriana riesce a trovare una sua dignitosa funzione. Il resto è la solita autocompiaciuta macelleria e veniamo privati anche dell'ultima illusione: che Altieri sia in grado, finalmente, di sorprenderci. Non lo è. Chi sia Wulfgar, quali siano i suoi rapporti con Madre Erika il lettore l'aveva già capito da un pezzo. E così pure della misteriosa "scomparsa" di Alessandro Colonna. "La guerra è eterna". La trilogia di Altieri, fortunatamente, no.

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    Pier Luigi

    04/06/2009 22:37:25

    Devo e voglio fare i miei complimenti ad Altieri per questa magnifica trilogia. Ce ne ho messo di tempo prima di decide di leggerla. Ma una volta iniziata l'ho divorata tutta in un solo mese. Bellissima. Sono sicuro che mi rimarra' a lungo impressa nella memoria.

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    Lalla

    09/01/2009 15:32:47

    Altieri ha una scrittura molto cinematografica. Leggendo la Trilogia, immaginavo un film in cui Vin Diesel era Wulfgar e Russell Crowe Von Dekken...

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    maria

    08/09/2007 17:32:51

    Ho trovato molto belli i primi due volumi della saga, soprattutto il primo in cui la narrazione sembrava ferma in un eterno giorno dei morti dal colore buio . L'epilogo invece ha ecceduto in sangue, guerre, marciumi, veramente troppo. Scontata la rivelazione finale su Wulfgar e madre Erika. Quella che negli intenti dell'autore probabilmente voleva essere un'apoteosi bellica e narrativa è leggermente scaduta nel kitch.

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    massimo

    01/09/2007 21:17:00

    Finalmente l'epilogo, forse con un banale colpo di scena, della sterminata trilogia sulla guerra dei 30 anni. Che dire ? Altieri riesce come sempre a creare scenari apocalittici, tra massacri e violenze assortite, cavalcate e dominate dall'eroe solitario e dal suo pugno di sodali. Nichilistico, sopra le righe, forse "blasfemo", Altieri è una garanzia per chi lo apprezza da quasi 30 anni (rileggetevi il ciclo di Los Angeles, ancora freschissimo e profetico). Per nulla apprezzato dalla nomenklatura kolta (mai visto in TV, rarissime e microscopiche le citazioni su giornali e riviste) forse perche' non si apprezza questa sua visione del mondo, dove le storture sono riparabili solo con il piombo rovente o con un palmo di acciaio affilato. Onestamente questa trilogia è l'opera che mi è piaciuta di meno (forse anche meno della trilogia dello Sniper - opera minore da Segretissimo) per l'eccesso di manierismo e di ridondanze di molti scenari (diciamo che se sforbiciava via un volume era meglio) e per gli ossessivi riferimenti mistico-religiosi a tratti orientaleggianti. Ma Wulfgar è un personaggio che non ha niente da invidiare a Jericho Wolf o a Solomon Newton e il contorno, con tutti gli intrecci di nomi dell'Universo parallelo creato da Altieri, non è da meno. Se siete dei fan della letteratura italica che vince i Premi Strega e similia risparmiate tempo e soldi, Altrimenti Altieri è il vostro uomo.

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    giacomo

    27/07/2007 09:42:11

    Una trilogia bellissima. Epilogo favoloso. Altieri si è superato. I più bei personaggi di sempre dei libri di Altieri, solo il colonnello Russel Brendan Kane della serie Sniper se la batterebbe con il Wulfgar di Magdeburg. Ultimo capitolo commovente. Onore a Fredo Corigliano

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    Vittorio

    23/07/2007 15:23:20

    "Nessuna carne verrà risparmiata!" E nessuna carne e' stata risparmiata anche nel terzo volume della trilogia. Non c'e' stato il colpo di genio che risolve la trama in modo inatteso, e la conclusione e' quella che qualsiasi lettore un po' smaliziato si attendeva, ma il tutto e' risolto abbastanza brillantemente. La trilogia e' finita? Scherziamo? Ora c'e' spazio per un viaggio nella tera delle lacrime alla soperta dei tanti interorgativi sul passato che il libro non scioglie, e c'e spazio per un viaggio ulteriore oltre il colonnato del Bernini, oltre il fuoco di Magdeburgo e la fine della guerra die trent'anni, oltre Kolsadt e la Legione Nera. Non credo proprio che Altieri ci farà mancare i prequel ed i sequel praticamnte annunciati nella trama stessa. Intanto , godiamoci i commandos ninja, le maschere alla Diabolik, l'Altofono e il martello giustiziere del Bernini. Ne vale la pena ! (ma Dekken rimane un personagio mal sviluppato e il giudizio quindi rimane al 4)

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    Beppe

    05/07/2007 11:08:12

    Un capolavoro ! finalmente la degna conclusione della trilogia che non ha nulla da inviare a scrittori ben più conosciuti. Da leggere solo se si sono già digeriti i primi due volumi altrimenti il rischio di perdersi nei labirinti di tradimenti e voltafaccia è alto.

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    Valerie

    29/06/2007 01:46:21

    Ho comprato il libro cinque giorni fa e l'ho finito da pochi minuti. Non ho parole per dire quanto mi sia piaciuto, credo che l'unico paragone sia "Il Signore degli Anelli". Ho letto l'ultimo capitolo con le lacrime agli occhi, esattamente com'è accaduto per l'addio di Frodo ai suoi amici. Molte volte il volume finale di una trilogia si rivela una delusione, ma in questo caso è forse il più bello di tutti. L'autore mantiene ogni promessa, si vede che tutta l'opera è sostenuta da un progetto preliminare solido, concretizzato in maniera perfetta. Ovviamente non svelo nulla della trama, dico solo che non si rimane delusi... o almeno, a me è capitato così. Da oggi in poi Alan Altieri avrà un posto d'onore nella mia biblioteca, fra Bulgakov e Tolkien.

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    maurizio

    23/06/2007 17:09:12

    Finalmente l'ultimo atto della sterminata trilogia da 2000 pagine dedicate alla guerra dei trentanni. Un'opera controversa, lontana dal classico Altieri tutto logica, scenari lineari e piombo ad alta velocità.Qui c'è molto più spazio per mistiche e voli pindarici, per citazioni religiose e spunti orientaleggianti. Ma alla fine resta il più classico dei clichè di Altieri: homo homini lupus e il concetto che di fondo la violenza è la risorsa finale e la "soluzione" di ogni problema. Poi che si tratti delle guerre per l'energia, dei massacri di mafia o degli scontri tra luterani e cattolici cambia poco, solo "lo strumentario": ma le "demolizioni" fatte a colpi di Browning calibro .50 per chi le subisce non di discostano da quelle fatte con picche o alabarde.

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