Departures

(Okuribito)

Titolo originale: Okuribito
Regia: Yojiro Takita
Paese: Giappone
Anno: 2008
Supporto: DVD
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Descrizione
Quando l'orchestra in cui suona il violoncello è costretta a chiudere i battenti, Daigo, ormai disoccupato, decide di tornare con la moglie nel suo paese natale. Leggendo gli annunci sul giornale trova un'inserzione interessante per un lavoro in cui non è richiesta esperienza, ben pagato e che ha che fare con le "partenze". Quando si presenta al colloquio si accorge che quelle partenze sono in realtà dipartite e che il proprietario dell'azienda, il signor Sasaki, prepara, lava e veste, secondo il rituale tradizionale giapponese, i morti per consentire ai parenti di dare loro un ultimo dignitoso saluto. Daigo, seppur riluttante, è costretto ad accettare il lavoro per far fronte alla sua situazione economica senza tuttavia dire a nessuno, moglie compresa, quale è la sua nuova attività.

Recensioni dei clienti

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    FTLeo

    20/05/2019 13:26:03

    "Departures" (Giappone, 2008) è un film diretto da Yōjirō Takita. Vincitore del Premio Oscar 2009 quale miglior film straniero, il lungometraggio, a mano a mano che si va avanti nella storia, attraverso il dispiegarsi della trama, porta il protagonista (e non solo) a riflettere sulla vita e su ciò che ci attende nel corso di essa. Il film è davvero di un livello notevole, quasi un capolavoro, direi!... Da vedere assolutamente almeno una volta nella vita!

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    Ugo

    20/09/2018 18:14:25

    Le "partenze" (Departures) di cui si parla sono quelle dell'ultimo viaggio: le partenze dei morti verso il mondo dell'aldilà. Il protagonista Daigo è un tanatoesteta, ovvero colui che ricompone le salme, le trucca, le prepara per l'ultimo incontro con i famigliari prima della partenza (cremazione). Quel che colpisce è che in Giappone è un vero e proprio rito: i morti vengono trattati con rispetto e venerazione, sono lavati in modo particolare per "pulire" dal loro corpo la sporcizia del mondo, la loro fronte è sfiorata con un fazzoletto per levar loro la fatica che hanno provato in vita. Il tutto avviene in silenzio, con grande spiritualità. Non stupisce che in Giappone questo mestiere venga esercitato in tal maniera. I giapponesi hanno davvero una cultura lontanissima dalla nostra, sia nel bene che nel male. Da una parte, il loro comportamento è improntato alla morigeratezza, al senso civico e al rispetto reciproco, di contro, però, è molto formalista e rigido. Si inchinano gli uni verso gli altri per salutarsi, per dire "grazie", "prego" o qualsiasi cosa - tant'è che viene il dubbio che questi gesti rispettosi, così portati all'eccesso, creino più barriere interpersonali o sociali piuttosto che confidenza, intimità e vicinanza fraterna Ottimo, scritto bene ed interessante anche sotto il profilo culturale, mi resterà impresso.

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    luca bidoli

    25/12/2017 10:55:20

    L'ho visto, per la prima volta, in questi giorni, in pieno clima natalizio. Potrebbe sembrare fuori luogo o tema, ed invece mi è piaciuto molto; a tratti, mi ha anche commosso. La storia è semplice: un violoncellista, forse non troppo talentuoso, perde il lavoro; l'orchestra, in perdita, viene sciolta. Per poter mantenere sé e la giovane moglie è costretto a : vendere il suo amato strumento, trasferirsi nei luoghi nativi, cercare lavoro. A causa di un refuso tipografico, o ad una subdola interpretazione, risponde, con iniziale entusiasmo, all'annuncio per un posto di lavoro presso un'agenzia di "partenze", che si rivelerà non una ditta di viaggi ma di "partenze finali", ossia nel lavoro, antichissimo, di preparare, di fronte ai congiunti, il corpo del caro estinto per l'ultimo viaggio, seguendo i dettami di una procedura rituale molto complessa ed elaborata, nella sua apparente semplicità. come da tradizione orientale. Anche bere un tè, lo sappiamo bene, in certi luoghi non è solo o semplicemente bere un tè ( Okakura Kakuzo, se non ricordo male, insegna...). Dopo le fasi iniziali, di un apprendistato necessariamente goffo ed incerto - con problemi di relazione coniugale e rapporto con amici - ( non è da sottovalutare il fatto che presso molte culture coloro che si occupano dei morti e delle cerimonie per la loro conservazione e sepoltura, sono considerati come esseri appartenenti ad una categoria "inferiore"), grazie al carisma e alla devozione rituale del suo anziano datore di lavoro, l'ex-violoncellista, musicista medio/ mediocre, diviene un asceta ed un maestro in questa fase rituale di cura del corpo di un ...cadavere, al quale, grazie alla sua maestria e dominio del rito, si ridonano, negli ultimi istanti che precedono la cremazione, le fattezze e la vita che è stata e che ancora è, perdura, negli affetti dei famigliari. A tutto ciò, se non bastasse, vi è anche la vicenda personale e privata del protagonista, alla ricerca di un padre, che ritroverà. Intenso.

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    Daniele

    09/01/2016 18:35:22

    Davvero un capolavoro!

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    Mara

    13/12/2011 23:06:16

    Uno dei pochi film che affronti l'argomenti dei fuoricasta in Giappone al giorno d'oggi. Delicato e commovente, mai scontato, anzi sorprendente. Da vedere.

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    Zione

    05/02/2011 01:24:47

    Al cinema sono tornato a vederlo una seconda volta. Un capolavoro, con un finale triste che ti fa sorridere.

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    KATIA

    17/12/2010 18:02:51

    davvero bello e commovente!pieno di delicatezza!

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    Marco

    08/11/2010 18:21:05

    Un capolavoro di rara delicatezza, un'interpretazione magistrale, fotografia e regia ai vertici, sceneggiatura compatta, dialoghi dosati, pochi personaggi ma tutti essenziali. Un film che trasuda Giappone da ogni poro e che scorre con la leggerezza dell'acqua di torrente.

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    Alex

    01/11/2010 11:22:54

    Uno dei pochi film degli ultimi anni (e oserei dire anche della storia del cinema) che si possano definire "poetici" nel vero senso del termine. Un capolavoro. Una storia che racconta della morte e ti trasmette un'incredibile voglia di vivere. Una perla assoluta del cinema nipponico. Potrei andare avanti per ore ed ore ad elogiare questo lavoro di Takita che in due ore di narrazione ti catapulta in un mondo magico. Il tutto senza effetti speciali, senza movimenti di macchina da venti milioni di dollari, senza quel insopportabile isterismo e divismo che contraddistingue le programmazioni dei cinema contemporanei. "Departures" intrattiene, commuove e ci rende partecipe di una dolce malinconia che solo un grande film ci sa trasmettere. Una poesia audiosvisiva di rara intensità.

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    Virghil

    01/11/2010 09:19:54

    La trasposizione cinematografica della vita , in versione poetica . Perfetto eqilibrio tra i fotogrammi delle scene , delle musiche , e delle vicende dei protagonisti che svelano un Giappone legato profondamente alla rispettosa ritualita' in tutte le occasioni . Imperdibile ,si potrebbe osare persino raccontare il film ai ...."sassi parlanti " !!!

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  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2010
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 131 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Giapponese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); documentario; trailers