Recensioni Departures

Departures Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomo Yamazaki, Kimiko Yo, Tetta Sugimoto, Kazuko Yoshiyuki Cecchi Gori Home Video
€ 9,99
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    16/05/2020 11:40:00

    Departures del regista giapponese  Yojiro Takita e' un film sublime , senza dubbio la miglior pellicola dell' anno 2010 e il suo oscar per il miglior film straniero e' strameritato. E' la storia di Daigo , giovane violencillista, che perso il lavoro nell'orchestra della sua citta', decide di tornare nel paese natio con la propria ragazza. Trova lavoro presso il signor Nokanshi, un maestro dei preparativi per l'ultimo viaggio.Il tanatoesteta e' colui che trucca, lava e veste il defunto tramite una rituale e silenziosa  cerimonia. Dei bravissimi attori  , una regia delicatissima , una poetica colonna sonora e il saper trattare un argomento cosi' difficile con tale bravura , rendono la pellicola di Takita un vero capolavoro. Molto spesso e' proprio grazie ad alcuni registi asiatici che possiamo intrattenerci con film che sono pura poesia. i vari Kim Ki Duk , Wong kar Wai , il primo Kitano ci hanno regalato le migliori pellicole degll'ultimo decennio cinematografico. Nonostante questo, negli ultimi anni , la distribuzione del cineoriente e' declinata o mal distribuita. la conferma avviene con questo incredibile film del 2008 , arrivato in italia con 2 anni di ritardo grazie ad una piccola distribuzione . Grazie Tucker film , per non averci privato di un simile capolavoro. Voto : 9

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    13/05/2020 08:01:03

    Un film da altri mondi. Violoncellista in orchestra giapponese che deve sciogliersi, trova un nuovo lavoro segreto come persona che " accompagna alla partenza" preparando le salme all'ultimo addio. Un lavoro serio e sacro ai giapponesi che assistono a questa ultima cerimonia come a un estremo atto di omaggio al defunto. Il violoncellista trova in questa esperienza la sua vera vocazione artistica. Oscar 2009 film straniero.

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    12/05/2020 19:59:53

    meritatissimo premio oscar come miglior film straniero nel 2009, Departures è un film che parla di morte con poesia, delicatezza e profonda speranza. racconta della cura verso chi se ne va che è al tempo stesso accudimento del dolore di chi resta. splendide immagine seguono registri narrativi diversi (si ride per poi commuoversi profondamente), accompagnati da una perfetta colonna sonora. da vedere e rivedere, assolutamente.

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    20/05/2019 13:26:03

    "Departures" (Giappone, 2008) è un film diretto da Yōjirō Takita. Vincitore del Premio Oscar 2009 quale miglior film straniero, il lungometraggio, a mano a mano che si va avanti nella storia, attraverso il dispiegarsi della trama, porta il protagonista (e non solo) a riflettere sulla vita e su ciò che ci attende nel corso di essa. Il film è davvero di un livello notevole, quasi un capolavoro, direi!... Da vedere assolutamente almeno una volta nella vita!

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    Ugo
    20/09/2018 18:14:25

    Le "partenze" (Departures) di cui si parla sono quelle dell'ultimo viaggio: le partenze dei morti verso il mondo dell'aldilà. Il protagonista Daigo è un tanatoesteta, ovvero colui che ricompone le salme, le trucca, le prepara per l'ultimo incontro con i famigliari prima della partenza (cremazione). Quel che colpisce è che in Giappone è un vero e proprio rito: i morti vengono trattati con rispetto e venerazione, sono lavati in modo particolare per "pulire" dal loro corpo la sporcizia del mondo, la loro fronte è sfiorata con un fazzoletto per levar loro la fatica che hanno provato in vita. Il tutto avviene in silenzio, con grande spiritualità. Non stupisce che in Giappone questo mestiere venga esercitato in tal maniera. I giapponesi hanno davvero una cultura lontanissima dalla nostra, sia nel bene che nel male. Da una parte, il loro comportamento è improntato alla morigeratezza, al senso civico e al rispetto reciproco, di contro, però, è molto formalista e rigido. Si inchinano gli uni verso gli altri per salutarsi, per dire "grazie", "prego" o qualsiasi cosa - tant'è che viene il dubbio che questi gesti rispettosi, così portati all'eccesso, creino più barriere interpersonali o sociali piuttosto che confidenza, intimità e vicinanza fraterna Ottimo, scritto bene ed interessante anche sotto il profilo culturale, mi resterà impresso.

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    25/12/2017 10:55:20

    L'ho visto, per la prima volta, in questi giorni, in pieno clima natalizio. Potrebbe sembrare fuori luogo o tema, ed invece mi è piaciuto molto; a tratti, mi ha anche commosso. La storia è semplice: un violoncellista, forse non troppo talentuoso, perde il lavoro; l'orchestra, in perdita, viene sciolta. Per poter mantenere sé e la giovane moglie è costretto a : vendere il suo amato strumento, trasferirsi nei luoghi nativi, cercare lavoro. A causa di un refuso tipografico, o ad una subdola interpretazione, risponde, con iniziale entusiasmo, all'annuncio per un posto di lavoro presso un'agenzia di "partenze", che si rivelerà non una ditta di viaggi ma di "partenze finali", ossia nel lavoro, antichissimo, di preparare, di fronte ai congiunti, il corpo del caro estinto per l'ultimo viaggio, seguendo i dettami di una procedura rituale molto complessa ed elaborata, nella sua apparente semplicità. come da tradizione orientale. Anche bere un tè, lo sappiamo bene, in certi luoghi non è solo o semplicemente bere un tè ( Okakura Kakuzo, se non ricordo male, insegna...). Dopo le fasi iniziali, di un apprendistato necessariamente goffo ed incerto - con problemi di relazione coniugale e rapporto con amici - ( non è da sottovalutare il fatto che presso molte culture coloro che si occupano dei morti e delle cerimonie per la loro conservazione e sepoltura, sono considerati come esseri appartenenti ad una categoria "inferiore"), grazie al carisma e alla devozione rituale del suo anziano datore di lavoro, l'ex-violoncellista, musicista medio/ mediocre, diviene un asceta ed un maestro in questa fase rituale di cura del corpo di un ...cadavere, al quale, grazie alla sua maestria e dominio del rito, si ridonano, negli ultimi istanti che precedono la cremazione, le fattezze e la vita che è stata e che ancora è, perdura, negli affetti dei famigliari. A tutto ciò, se non bastasse, vi è anche la vicenda personale e privata del protagonista, alla ricerca di un padre, che ritroverà. Intenso.

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    09/01/2016 18:35:22

    Davvero un capolavoro!

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    13/12/2011 23:06:16

    Uno dei pochi film che affronti l'argomenti dei fuoricasta in Giappone al giorno d'oggi. Delicato e commovente, mai scontato, anzi sorprendente. Da vedere.

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    05/02/2011 01:24:47

    Al cinema sono tornato a vederlo una seconda volta. Un capolavoro, con un finale triste che ti fa sorridere.

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    17/12/2010 18:02:51

    davvero bello e commovente!pieno di delicatezza!

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    08/11/2010 18:21:05

    Un capolavoro di rara delicatezza, un'interpretazione magistrale, fotografia e regia ai vertici, sceneggiatura compatta, dialoghi dosati, pochi personaggi ma tutti essenziali. Un film che trasuda Giappone da ogni poro e che scorre con la leggerezza dell'acqua di torrente.

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    01/11/2010 11:22:54

    Uno dei pochi film degli ultimi anni (e oserei dire anche della storia del cinema) che si possano definire "poetici" nel vero senso del termine. Un capolavoro. Una storia che racconta della morte e ti trasmette un'incredibile voglia di vivere. Una perla assoluta del cinema nipponico. Potrei andare avanti per ore ed ore ad elogiare questo lavoro di Takita che in due ore di narrazione ti catapulta in un mondo magico. Il tutto senza effetti speciali, senza movimenti di macchina da venti milioni di dollari, senza quel insopportabile isterismo e divismo che contraddistingue le programmazioni dei cinema contemporanei. "Departures" intrattiene, commuove e ci rende partecipe di una dolce malinconia che solo un grande film ci sa trasmettere. Una poesia audiosvisiva di rara intensità.

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    01/11/2010 09:19:54

    La trasposizione cinematografica della vita , in versione poetica . Perfetto eqilibrio tra i fotogrammi delle scene , delle musiche , e delle vicende dei protagonisti che svelano un Giappone legato profondamente alla rispettosa ritualita' in tutte le occasioni . Imperdibile ,si potrebbe osare persino raccontare il film ai ...."sassi parlanti " !!!

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