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Editore: Mondadori
Edizione: 18
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804492955
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    24/12/2016 15.44.21

    Ingredienti: un giovane ufficiale al suo primo incarico, una fortezza sospesa nel tempo e isolata dal mondo, quattro mesi di guardia diventati una vita intera, un mondo esterno diventato inospitale e ostile. Consigliato: a chi vive nel proprio microcosmo schiavo di regole e abitudini, a chi è in perenne attesa di ciò che non avrà il coraggio di essere e fare.

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    violoncella

    10/06/2016 15.04.50

    Per tutto il libro ho sentito molto forte l'angoscia del tempo che passa e che proprio per questo non si deve mai rimandare nulla....il coraggio di vivere e di agire è ciò che manca ai protagonisti ed è quello che dovrebbe far nascere in noi la lettura di questo libro...Credo che l'obiettivo che l'autore si è posto nello scriverlo sia stato pienamente raggiunto.

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    Max

    21/04/2016 07.47.39

    Attuale. Sembra quasi incredibile che sia invece stato scritto nel 1940. Il racconto di Buzzati porta il lettore in una località amena governata da regole militari in cui è d'obbligo l'allineamento al protocollo. E' indifferente se poi tutta questa attività è solo fine a se stessa. Ma tale luogo non è poi così tanto distante dalla nostra routine quotidiana, che sempre ci accompagna con i suoi stereotipi, la sua ripetitività e la sua carezzevole monotonia.

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    Giovanni

    18/02/2016 20.10.05

    Buzzati, Maestro del racconto breve, si rivela eccezionale anche come romanziere. La vita di Giovanni Drogo si evolve nel tempo immoto del Deserto dei Tartari come un continuo stillicidio, che intride le pagine di questo capolavoro di uno struggimento indelebile.

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    Elisabetta

    13/01/2016 17.33.42

    Può un libro tanto statico, ai margini della monotonia per la quasi totale assenza di avvenimenti degni di nota, essere tanto bello da incantarti? Non l'avrei mai detto, eppure è così. Il Deserto dei Tartari è un'opera grandiosa che ci propone, con stile impareggiabile, la storia non soltanto del tenente Giovanni Drogo, ma di numerosi altri individui totalmente incapaci di godere del momento presente e assolutamente inetti nel costruirsi un futuro che non sia soltanto dettato dall'illusione di una gloria futura. I personaggi del libro sono eterni insoddisfatti, uomini apatici, schiavi di una routine basata su ossessive regole militari, tanto più assurde se si considera il fatto che il tanto agognato 'nemico' non si è mai neppure affacciato in quella landa desolata e dimenticata da Dio che circonda la Fortezza Bastiani. Il tempo che scorre lento ma inesorabile, divorando strada facendo le vite di questi giovani soldati, è il vero protagonista della storia. Buzzati è un mago nello scandire questo stillicidio; con innata maestria ci catapulta in un paesaggio brullo e inospitale, spesso però flagellato da una pioggia e da un vento tanto violenti da mangiarti le membra. Ho trovato a dir poco affascinanti le descrizioni della natura selvaggia nel suo continuo mutare delle stagioni, ho provato enorme tristezza per la sorte di alcuni personaggi della storia, insomma mi sono sentita molto coinvolta. Ho amato moltissimo questo libro. L'ho trovato incantevole, un vero gioiello da affrontare però soltanto quando abbiamo bisogno di una lettura assolutamente rilassante e priva di frenesia.

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    Simone

    21/12/2015 10.41.30

    Più che un romanzo è un'esperienza e come tale ti lascia qualcosa. La storia di Drogo può essere intesa come la parabola della vita di tutti noi, ma può essere anche intesa come un ammonimento a non sprecare nemmeno un giorno della cosa più preziosa che abbiamo. Ho dato questa chiave di lettura al romanzo e penso di aver fatto la cosa giusta. Non fatevelo scappare.

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    KidChino

    14/12/2015 03.09.00

    Vorrei iniziare questa recensione con una citazione letta qualche tempo fa. "Pensavo di sapere cosa era la bellezza... Poi conobbi Buzzati." Detto questo sembrano quasi inutili altre parole. La lotta contro il destino. L'inevitabilità del tempo che scorre portandosi via la vita. Una lotta infinita contro un'esistenza misera. E nel momento in cui sembra che qualcosa possa succedere l'uscita di scena. Anni e anni passati in una fortezza (metafora di un luogo incantato e allo stesso tempo diabolico) nella vana attesa di qualcosa. E la vera felicità solo nella morte. Come un incontro tra due vecchi amici. Perché forse il nostro Drogo attendeva davvero solo la morte. Un po' come tutti noi. Capolavoro della letteratura italiana del '900 e non solo! Un magnifico Buzzati ed un incantevole romanzo!

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    Simone Bachechi

    14/07/2015 18.27.18

    Capolavoro assoluto!!! Magari è un associazione impropria ma mi viene in mente "La morte di Ivan Il'ic" (Tolstoj), sull'inesorabilità di un destino, di ogni destino.

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    stefano

    28/05/2015 12.57.18

    E' uno dei capolavori della letteratura italiana del '900. La storia di un uomo, Giovanni Drogo, che rappresenta la storia dell'uomo, di ogni uomo. Non a caso Buzzati non specifica nè il tempo nè il luogo in cui avviene l'azione. Drogo, prigioniero del proprio destino, rimane incantato dalla sottile malìa che emana dalle antiche mura della Fortezza Bastiani così come ognuno di noi resta preso e affascinato dal grande mistero che è la vita. Crede di scegliere e di decidere, in realtà è prigioniero del proprio destino e la sua attesa si conclude quando una carrozza viene a portarlo via dalla Fortezza nella quale ha consumato l'esistenza, proprio nel momento in cui i Tartari scatenano l'attacco tanto atteso. Ma l'uomo Drogo, come ogni uomo, non si rassegna alla sconfitta e dopo un'occhiata alla sua "ultima porzione di stelle", raddrizza il busto, sistema il colletto dell'uniforme e avanza verso le porte che si spalancano oltre le quali si intravede una luce e "benchè nessumo lo veda,sorride". Romanzo metafisico, esistenziale: sono stati tanti gli aggettivi spesi per quest'opera che andrebbe fatta studiare a scuola se solo ci fossero insegnanti sensibili e capaci e che vanta - tra le altre cose - uno degli incipit più famosi e più belli della nostra letteratura.Dino Buzzati: un gigante specie se confrontato con tanti... pigmei che vanno per la maggiore oggi.

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    Mauro

    24/11/2014 21.42.56

    Un bellissimo romanzo, antimilitarista. L'atmosfera della Fortezza è affascinante, avrei voluto viverci.Il film non è da meno.

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    Fabio74

    21/11/2014 09.14.06

    Romanzo struggente,malinconico e commovente scritto con un linguaggio semplice e diretto che rende la lettura piacevole e scorrevole.Capolavoro che non puo'mancare nelle nostre librerie perche'fa riflettere profondamente sulla vita,anzi puo'essere addirittura una lezione della vita stessa.Ciao a tutti e al prossimo

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    faffa

    09/11/2014 12.42.24

    "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati è ascrivibile a quella serie di romanzi (pochi) che riuniscono in sé il lirismo, il sublime, la profonda capacità di saper descrivere stati d'animo e sentimenti e di saper narrare il senso della vita con le sua fasi (dalla giovinezza alla vecchiaia), i suoi desideri, i suoi valori, i suoi inganni, le sue angosce, la sua -anche in extremis- vitalità.

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    elio

    28/09/2014 14.09.15

    Libro fantastico... "profondo come una caverna", che fa riflettere intensamente e commuove. Un capolavoro che resterà per sempre al fianco di altri libri che hanno segnato la mia vita.

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    maurizio

    25/08/2014 21.59.03

    Libro di una bellezza immensa. Più che un romanzo, una lezione di vita. Alcuni spezzoni sono poesia allo stato puro. Altro che Fabio Volo, Jim Morrison e Oscar Wilde. Consigliatissimo.

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    morena

    29/07/2014 22.45.29

    Questa attesa, l'illusione che il tempo non passi, che ci sia sempre la possibilità per fare quello che vorremmo ... Libro bellissimo, scorrevole, ma che fa riflettere. Da leggere.

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    Nino Amico

    10/07/2014 16.51.05

    “Il deserto dei Tartari” può essere considerato come la parabola dell'uomo che cerca di dare un senso alla propria esistenza. Nell'ambito immaginario del romanzo, in questo luogo-non luogo suggestivo e ricco di tensione, in questo fortezza che è casa e riparo, ma anche prigione e sofferenza, in questo deserto che rappresenta estraniamento e annientamento, si risolvono le ansie, i propositi, le speranze del protagonista. Egli è alla ricerca di qualcosa di grande, di glorioso, che lo possa distinguere e farlo sentire diverso dagli altri. In questo protendersi verso i propri ideali egli vive una tensione grandissima che lo porta verso un'aspirazione che è quasi bramosia, che è fame e sete insieme. Ma egli è anche e semplicemente un uomo, con i suoi limiti, la sua mediocre esistenza, la sua limitata concezione del mondo e degli altri, la sua incapacità di cambiare lo stato delle cose. Il protagonista rincorre un sogno, un miraggio di là da venire, e l'intera sua vita è il sacrificio di un uomo che si accorge di quanto breve sia la propria esistenza. In tutto questo vi è il riconoscere la limitatezza della vita di ogni essere umano e infine, al giungere dell'età senile e degli inevitabili rimpianti, arriva la consapevolezza del vero nemico che egli deve affrontare, non più i Tartari oltre il deserto, ma la morte. Il capitolo finale è certamente il più struggente, il più malinconico, il più amaro dell'intero romanzo.

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    Carla

    11/03/2014 17.25.00

    Drogo attende e riflette, immobile, con lo sguardo sempre teso all'orizzonte; speranzoso negli anni della giovinezza, credulo negli anni della maturità, rassegnato in età avanzata. Drogo non trova oasi nel suo passato e si adagia nella sua semplice vita quotidiana non facendo nulla per cambiare il corso delle cose. E' vero, lo scorrere del tempo è ineluttabile ma Drogo mai si adopererà per cambiare il suo destino trovando sempre un alibi alla sua immobilità. Poi la beffa della vita, l'evento tanto atteso quando per lui è troppo tardi cosicché, solo la morte, finirà per dar conto alla sua vita. Libro da leggere e da rileggere.

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    Biagio

    01/12/2013 12.03.39

    Capolavoro assoluto di Buzzati. Trasporta il lettore negli abissi più profondi dell'anima con la sua semplicità. Profondo e immaginifico.

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    Roberto

    27/11/2013 16.46.43

    Il vero protagonista del romanzo non è il tenente Giovanni Drogo, è il tempo, un tempo che blandisce con le sue promesse, con le su prospettive, con la sua apparente immensità.

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    stefaniag

    05/11/2013 14.04.54

    e' un libro magico, letto e riletto e riletto

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