Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank - Silvia Pareschi,Nathan Englander - ebook

Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank

Nathan Englander

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Traduttore: Silvia Pareschi
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,46 MB
Pagine della versione a stampa: 193 p.
  • EAN: 9788858406373
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Gaia la libraia

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Si respira un'aria antica fra le pagine di questa nuova raccolta di racconti di Nathan Englander. C'è l'immutabilità della parabola e la sapienza della narrazione ebraica, c'è il grottesco di Gogol' e l'ineludibilità di Kafka, l'intelligenza caustica di Philip Roth e la spiritualità applicata di Marilynne Robinson. E intorno a tutto, incontenibile, liberatoria, un po' sacrilega, una sonora risata. La scrittura di Englander corre agile sul filo teso fra il religioso e il secolare, agile e mai leggera, esplora gli obblighi e le complessità morali dei due versanti, ne assapora le esilaranti debolezze, strappando sorrisi pronti a congelarsi in smorfie attonite. Il marito esemplare e avvocato di successo di "Peep show" cerca la trasgressione in uno squallido locale a luci rosse, e incontra invece la sua cattiva coscienza travestita (o meglio svestita) da rabbino della sua vecchia yeshiva. Le nudità flaccide e pelose dell'esimio dottore della legge restano comiche solo fino al successivo, terrorizzante, travestimento. Si ride di gusto anche delle piccole manie geriatriche degli ospiti del centro estivo "Camp Sundown", finché riguardano spray antizanzare e allarmi antifumo, ma quando le vetuste menti dei villeggianti credono di riconoscere in un compagno di soggiorno un carceriere nazista di ben altro campo del loro passato, la commedia si tinge di nero. L'ombra dell'Olocausto, o di una sua rivisitazione, occhieggia insistente...
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    Delia

    19/04/2020 11:08:26

    Il racconto che da titolo al libro è magnifico nella sua crudezza. Due coppie ebree che si confrontano, amici pur avendo preso posizioni diverse sull'essere ebrei e vivere da ebrei nel mondo di oggi. Ma l'ossessione di una di loro è l'olocausto. Noi ora, al pensiero di ciò che avvenne, parliamo, piangiamo, ci commuoviamo, ci indigniamo, ma.., noi cosa faremmo nei panni di coloro che denunciarono Anna Frank? Siamo sicuri di esser pronti a rischiare la nostra vita e quella dei nostri cari per difendere la vita degli "altri"? Interroghiamoci. Seriamente.

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    Falco

    22/07/2014 11:07:10

    Ancora una volta Englander - con la sua bella scrittura - ci fa sorridere, ci fa piangere ma soprattutto ci fa riflettere. Il primo racconto vale tutto il libro!

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    sordello

    13/02/2013 11:56:56

    Mi sono piaciuti abbastanza solo i due racconti rappresentati in copertina: quello che da il titolo alla raccolta e quello della donna ebrea e della sua "figlia acquisita" richiamato dal disegno. Un pò poco per giustificare le recensioni positive lette in quarta di copertina e la fascetta di P.Roth (addirittura!)

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    strummercave

    18/01/2013 15:40:01

    Racconti originali e ben scritti, che affrontano molte tematiche care alla letteratura ebraico americana degli ultimi anni. Sono molti gli spunti interessanti e l'autore dimostra indubbiamente talento, ma non riesco a dare un voto migliore, forse perchè anch'io sono infastidito dagli accostamenti a scrittori di maggior calibro e ai commenti ammiccanti che la casa editrice ha subdolamente messo sulla copertina.

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    Gianfranco

    13/11/2012 15:08:29

    Avendo letto ed essermi goduto "Per alleviare insopportabili impulsi" forse mi aspettavo un altro capolavoro. Questo non lo è. Mi son piaciuti gli ultimi due racconti ma in generale è come se mancasse la vena che aveva dettato la prima raccolta di racconti.

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    claudio

    11/11/2012 21:47:32

    Sembra anche a me un po' stiracchiato il richiamo a Roth, Singer e altri mostri sacri della letteratura ebraica americana degli ultimi decenni. A parte questo, la raccolta di racconti appena letti non mi è dispiaciuta. Tutti abbastanza strani, con personaggi quasi fuori dalla realtà. L'unico dei racconti ce non i è proprio piaciuto (e per questo il libro non emrita il voto più alto) è il penultimo, "Il Lettore".

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    enrico.s

    08/10/2012 11:02:58

    Mah. Cosi dire, se non: "che noia". Certo, il retro di copertina pieno degli entusiatici elogi (anche se vaghi, tanto che potrebbero riferirsi a qualsiasi opera di Englander),della meglio gioventù letteraria americana, avrebbe dovuto mettermi sull'avviso. Epperò ci sono cascato e ho acquistato questa insipida raccolta di racconti, destinati a cancellarsi rapidamente dalla memoria (a parte l'ultimo), causa la loro scipitezza letteraria. Sembrano esercizi da scuola di scrittura creativa, di cui rispecchiano tutti i dettati, e poco altro. Ciò che più mi ha colpito è l'assenza di anima nella forma, per quanto impeccabile questa possa essere. Mi domando come si possa scrivere, come ha fatto l'estensore del risvolto, che Engalnder ha qualche cosa in comune con Gogol, Kafka, Roth e M. Robinson. Va bene il marketing, ma quando è troppo è troppo. Voto 1, non potendo dare meno.

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    Fabio Ponzana

    24/09/2012 11:34:05

    Che bella questa nuova raccolta di racconti di Englander!Ci fa piangere, ci fa ridere, esaltare e vergognare, incantare e allibire. Il lirismo che scorre nelle vene di queste righe è molto, troppo diverso dal ruvidoe fiammeggiante yiddish di I.B. Singer. Si tratta di due stili completamente diversi anche se paralleli. Anche se la precedente raccolta aveva partorito gioielli inarrivabili, "Gli acrobati" o "Il ventisettesimo uomo", questa ha il dono di divulgare. Per questo motivo rimane meravigliosa e paradossalmente eroica.

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  • Nathan Englander Cover

    Nathan Englander è cresciuto a New York e vive a Gerusalemme. Alcuni suoi racconti sono apparsi sul "New Yorker" e su "Story". Pubblicata in contemporanea in otto Paesi dai maggiori editori, la raccolta di racconti Per alleviare insopportabili impulsi (Einaudi 1999) ha rivelato alla critica e al pubblico un autore che come ha scritto Ann Beattie «ha una nuova voce che ha rivitalizzato interamente la forma racconto». La raccolta gli è valsa il PEN/Malamud Award e il Sue Kaufman Prize for First Fiction. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Il ministero dei casi speciali (Mondadori 2007); Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank (Einaudi 2012), vincitore del Frank O'Connor Award e finalista al Pulitzer Prize for Fiction 2013; Una cena al centro... Approfondisci
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