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Filippo Facci

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2009
Pagine: 518 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804592587

Recensioni dei clienti

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    paolo

    03/12/2009 11.01.55

    Un saggio che si divora come un romanzo.Del Di Pietro politico sapevo molto, dell'uomo nulla. Il ritratto che ne esce è devastante. Leggere per credere il trattamento che ha riservato all'amico di infanzia Pasqualino Cianci e come ha utilizzato il denaro del lascito Borletti.

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    seba

    16/11/2009 03.46.26

    voto 1/5 per lo sforzo intellettuale dello scrittore(altrimenti avrei dovuto giocare al ribasso, non potendolo fare)che per tutto il libro non fa altro che manifestare il suo odio viscerale verso DiPietro. Che il politico ex-magistrato non fosse il dio delle legalità in terra era fatto noto. In questo libro l'autore dimostra di essere un modesto romanziere. Da un fatto oggettivamente confermato, riesce a ricamare tutto attorno una tesi dietrologistica non da poco(merito allo sforzo d'immaginazione). Di inchiesta giornalistica questo libro non ha proprio nulla, ben che meno di biografia(solitamente le biografie si basano sui fatti, non sulle ipotesi complottistiche da post TwinTowers). Almeno posso spezzare una lancia in favore di Facci, è rimasto sempre coerente con la sua morbosa antipatia verso il personaggio DiPietro, glielo va riconosciuto.

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    luigi

    10/11/2009 16.31.14

    Io trovo molto positivo che si pubblichino libri come questo,perchè prima di giudicare un personaggio,specie se politico,bisogna informarsi bene su chi sia veramente,e devo dire che questo libro fornisce molte informazioni su Di Pietro che non si conoscevano,e quindi ben venga.Però vorrei sapere a questo punto che cosa dobbiamo fare tutti noi italiani,io non lo so,voi avete una risposta?Filippo Facci ha scritto questo libro per la Mondadori che è la casa editrice di Berlusconi il quale governa l'Italia e sul quale sono stati scritti decine di libri come questo,cioè sui lati oscuri e vicende mai chiarite.E quindi io non lo so,dobbiamo espatriare?

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    Michele

    05/11/2009 19.37.44

    Ho letto il libro per curiosità, per scoprire di che cosa fosse capace il "famoso" giornalista. La lettura rende chiari i motivi della sua fama, ma mi chiedo perché vengano pubblicati libri di questo calibro. Di Pietro non piace a nessuno, ma il libro è infangante e ripugnante. Un omaggio ai padroni del libero pensatore.

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    alberto pezzini

    30/10/2009 15.15.41

    L'unica biografia scritta da chi Di Pietro lo conosce meglio di lui stesso, scritta da chi fu cronista dell'Avanti ai tempi della Milano da bere (oggi opinionista e front-man a Libero). Quando Di Pietro si cominciava a muovere a Palazzo di Giustizia a Milano, Facci era un giovane che voleva fare soltanto il giornalista. Aveva ventitre anni e cominciò a scrivere su Di Pietro. Venne contattato da un oscuro editore d'oltre manica che gli consegnò quattro milioni in contanti dentro una busta. Questo per avere quelle pagine su Di Pietro buttate giù con fedeltà. Ed eleganza. Quello che mancava a Di Pietro in savoir faire e cultura, ce lo metteva Facci di suo. Sembravano cane e gatto ma è difficile pensare ad un Facci senza il suo alter ego Di Pietro. Quel libro cominciò ad uscire in una versione clandestina e Facci dovrà negare di esserne l'autore. Ma il dado era tratto. Di Pietro cominciava ad essere disvelato. Non era quel Dio, quella Madonna che si credeva, anche se sommergerà Facci di querele. Facci,oggi, in cinquecento pagine documentate inquadra tutte le fasi della carriera dell'eroe di Mani Pulite. Da contadino ad immigrato,a poliziotto, a magistrato e poi a politico. . Sappiamo che l'unica Procura ad indagare su Tonino fu quella di Brescia.Che si scontrò contro una mole di archiviazioni ed un procedimento disciplinare che costò al Pm Fabio Salamone, forse colpevole di avere incrociato in un'indagine il fratello di Tonino. Solo incrociato perchè trasmise subito l'indagine per competenza ad altra Procura. Quello che conta è che l'unica sentenza di quegli anni – parliamo del 1997 – andata oltre la linea maginot de

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    Mazzo

    21/10/2009 22.40.39

    Davvero interessante! Da far leggere ai Dipietristi convinti che vedono in Tonino una sorta di cavaliere senza macchia che lotta per un Italia piu' giusta e che invece si scopre essere un uomo la cui unica ambizione e' il successo personale da raggiungere ad ogni costo!

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    gianca

    21/10/2009 12.38.53

    Ho letto questo libro nella sua prima edizione del 1997, che non mi pare abbia avuto molta fortuna, visto che uscì quasi subito di catalogo: immagino che questa del 2009 ricomprenda anche il Di Pietro politico. Che dire? Facci scrive molto bene, è ironico e anche graffiante, leggendolo mi sono divertito molto, sembra quasi un thriller: però dico subito che non credo a tutto quello che dice: la storia della finta laurea (sembrerebbe addirittura fornitagli dai servizi), il fatto che Di Pietro abbia lavorato per il SISMI, che sia stato poi il terminale di un complotto per liquidare per via giudiziaria un' intera classe politica - corrotta, questo va detto, ma infinitamente migliore di quella di adesso, secondo me -, tutte queste cose non stanno in piedi... Il sistema era arrivato al punto di rottura, e se non ci fosse stato Di Pietro, un altro sarebbe stato scelto come simbolo di quella stagione. Facci, e lo dice con onestà, non prova alcuna simpatia, anzi, per il personaggio e quindi ne viene fuori un ritratto demolitorio, ai confini della denigrazione: fa onore all' autore la sua amicizia con Craxi nei giorni del declino, quando costui era evitato da tutti come un appestato: diciamolo però che quei politici di allora si celarono vergognosamente dietro l' immunità parlamentare e furono quasi tutti insofferenti al controllo di legalità.

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