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Eleanor Druse

Traduttore: L. De Angelis
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2004
Pagine: 302 p. , Brossura
  • EAN: 9788820036935

Recensioni dei clienti

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    Leonardo Banfi

    05/12/2011 09.42.29

    Un diario e quindi scritto, logicamente, in prima persona. La prima parte del romanzo e' coinvolgente anche se dal ritmo lento, poi, nella seconda meta' diventa ancora piu' soporifero. Sarebbe stato meglio scriverlo con un po' piu' di ritmo. Arriva al finale lentamente. Un finale decisamente deludente.

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    maurizio crispi

    04/11/2004 21.36.57

    Il romanzo/diario è uscito di soppiatto nel pieno dell'estate. L'ho scovato su uno dei banchi della libreria Feltrinelli di Pisa, tra i quali mi aggiravo alla ricerca di un'oasi di frescura nel caldo afoso di mezzo agosto. Mi sono deciso subito ad acquistarlo, perchè leggo sistematicamente tutto quello che viene pubblicato di Stephen King. Il "diario" è chiaramente un artefatto, a somiglianza del precedente "Il diario di Red Rose". Dietro il personaggio narrante, c'è la mano del nostro "Re", che nella finzione del "Diario" è il destinatario di una missiva, inviata appunto da Eleanor Druse per affidargli il manoscritto con il racconto/prova degli straordinari avvenimenti al Kingdom Hospital di cui ella era stata testimone. Eleanor, nel far questo, dà allo scrittore carta bianca perchè lo utilizzi nel modo migliore, eventualmente promovendone la pubblicazione. Ma non soltanto questo: gli chiede anche un aiuto per completare ciò che ella ha tentato di fare, se vi dovessero essere ulteriori segni di attività paranormali nel Kingdom Hospital. Alla lettera, fa seguito il diario vero e proprio che si conclude con un apparente (temporanea?) risoluzione della causa alla base degli eventi straordinari che vengono esposti. La storia di Eleanor Druse si propone come una classica storia di fantasmi e della casa "infestata", in questo caso, da un lato, da un'anima che è rimasta catturata sulla "soglia" tra la vita e la morte e, dall'altro, da una forza malvagia che vuole interferire con questo tentativo. Stephen King non è nuovo alla costruzione di simili apparati scenografici specie adesso che, giunto all'apice di un successo che non accenna a declinare, può consentirsi ogni tipo di sperimentazione e d'incursione nel territorio del fantastico; d'affermare di aver deciso di porre la parola fine alla sua carriera di scrittore con la conclusione della serie della Torre Nera, facendo nello stesso tempo lo sberleffo a sè stesso per quanto ha dichiarato e a quei lettori che lo abbiano preso troppo sul serio

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