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Michael Pollan

Traduttore: L. Civalleri
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 487 p. , Brossura
  • EAN: 9788845922886

Recensioni dei clienti

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    Sara Conter

    04/03/2010 12.05.17

    Un testo per saperne di più sull'industria agricola e alimentare che attraverso concetti semplici, appassionanti, per niente moralistici è arrivato dritto al sodo della mia scarsa cultura alimentare. Un libro moderno pieno di spunti interessanti e concreti. Ne consiglio a tutti la lettura!

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    Maddalena

    24/02/2009 09.51.19

    Molto scorrevole e approfondito, interessante poi il capitolo dedicato all'industria del biologico. Alla fine del libro mi sono chiesta come uscire dal dilemma. A mio avviso la soluzione va a braccetto con la scelta e con la varietà offerta dal nostro paese e dalle nostre tradizioni. Via libera a frutta, legumi e verdura, cereali preferibilmente di provenienza locale e di stagione (facilmente trovabili nei negozietti, nei consorzi e nei mercati comunali piuttosto che nella grande distribuzione). Poca carne, ma che sia buona (p.e. la carne del cuneese, eccezionale). Privilegiare la qualità alla quantità, riscoprire il cibo dei nonni(pane e marmellata o un frutto al posto delle merendine, una bella pasta e fagioli al posto delle lasagne da microonde), farsi aiutare dalla tecnologia. La macchina del pane e la pentola a pressione sono due strumenti magnifici, utilizziamoli largamente, ci consentiranno di risparmiare tempo e denaro a tutto vantaggio del gusto e della salute. Viviamo in un paese fortunato, almeno da questo punto di vista, sfruttiamolo con intelligenza...

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    francesca

    17/01/2009 16.16.40

    con il mio commento voglio manifestare tutta la mia stima nei confronti dell'autore. temevo fosse propaganda un pò fanatica e frikkettona ed invece dichiarandosi 'né animalista né vegetariano' si schiera in qualche modo dalla parte del 'comune mortale' e dà un taglio piacevole e poco smaliziato all'argomento... diciamo che questo lo rende in qualche modo 'umano' e dunque simpatico (almeno dal mio punto di vista). vero è che mentre lo leggo mi ritrovo di fronte a domande profonde e ormai non più ignorabili su cosa effettivamente mangiare e ritengo che la lettura di questo libro abbia in ogni caso migliorato me stessa (visto che 'mettere in crisi' è una parola grossa :). devo ancora finire le ultime pagine... perchè, come spesso mi succede quando leggo un libro che mi appassiona, appena vedo che sta per finire vado a rilento per farlo durare di più: oltre ad essere interessante è scritto in maniera scorrevole e a volte persino esilarante. credo che questo libro andrebbe letto nelle scuole e l'educazione alimentare sia il vero motore del progresso in senso stretto della nostra società. ho sempre pensato di detestare il mais e non ho mai mangiato i chicchi gialli nell'insalata. ho scoperto grazie a questo libro che in realtà ne ho sempre fatto larghissimo uso attraverso i vari suoi sottoprodotti che si trovano nominati nelle incomprensibili etichette degli 'ingredienti' del cibo comprato al supermercato. questo mi ha sconcertato... ed è solo il primo capitolo... forse l'unico neo è il prezzo, non proprio popolare, ma onestamente credo che il suo valore sia di gran lunga superiore.

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    Silvia

    23/07/2008 11.21.03

    Veramente un libro interessantissimo! Tutti dovremmo riflettere su come ci comportiamo e su come certe nostre scelte possono influire su di un sistema che sembra aver preso una via senza ritorno. Tutti dovrebbero leggerlo per essere coscienti che ogni volta che compriamo qualcosa in un supermercato senza sapere se è o meno un prodotto di stagione, senza guardare da quale parte del pianeta arriva, da cosa contiene, fa del male a se stesso ed a tutto l'ecosistema che va dalla terra, all'uso di risorse, all'aria, all'inquinamento ecc ecc. Riflettiamo per cercare di vivere in un mondo nel quale non si aspiri solo alla crescita economica, o del pil, ma alla crescita culturale o forse alla decrescita. Silvia

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    Livia Comandini

    13/07/2008 15.14.48

    Ottimo e divertente libro che esamina l'argomento "cibo" in tutti i possibile risvolti, dalla cultura del mais (monocultura...) che viene dato in pasto ai ruminanti (i quali si ammalano perchè dovrebbero mangiare erba... ) fino ai motivi dei vegetariani e fino all'esperimanto (improbabile!) di procurarsi da soli il cibo. Il tutto rapportato agli USA, il che ci fa un po' consolare ma anche ci mette sull'avviso di essere incamminati verso la stessa strada. Il nostro SLOWFOOD viene additato come un esempio vincente.

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    philo

    04/07/2008 16.14.47

    Libro interessantissimo. Concentrato però al solo territorio degli Stati Uniti. Ciò non toglie che dall'inchiesta di questo giornalista si imparino tante cose relativamente all'agricoltura, allevamento, bio ecc. Consigliabile a chi cerca di mangiare equilibrato.

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