Editore: Bompiani
Edizione: 5
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 novembre 2000
Pagine: LI-262 p.
  • EAN: 9788845245374
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Recensioni dei clienti

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    Rossella

    31/08/2017 11:45:49

    Che dire, avevo letto La noia e me ne sono innamorata, ora con Il disprezzo lo amo ancora di più. Un romanzo vero, scritto in maniera impeccabile, e una storia che mi ha commosso veramente.

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    GIOVANNI

    06/05/2016 16:59:47

    Lessi questo libro la prima volta a 20 anni, non nascondo che mi attirò questo titolo inusuale ma giustificato dal solido e rassicurante nome di un monumento della letterartura che comunque non avevo ancora conosciuto. Fu un tentativo e come a volte accade si rivelò un'illuminazione che cambiò molto la mia prospettiva sulla vita e sulle relazioni tra le persone. Finito di leggere la prima cosa che pensai fu che chi scrive un libro del genere è un genio. Non saprei cos'altro aggiungere se non che un testo del genere dovrebbe essere obbligatorio per chiunque.

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    Enzo

    28/11/2014 14:24:55

    Questa seconda prova con Moravia dopo il buon Gli Indifferenti, è stata una rivelazione. Non sono riuscito a metterlo da parte se non una volta concluso nel giro di mezza giornata, mandando in malora gli studi universitari. L'instancabile indagine psicologica dell'autore, e secondariamente del protagonista narrante sull'origine del disprezzo della moglie disamorata ha, parimenti, monopolizzato la mia attenzione alla stregua di un giallo di cui si voglia sciogliere il mistero. La sceneggiatura sull'Odissea e la perfetta adesione della sua finissima interpretazione psicologica da parte del regista tedesco con la diatriba coniugale dei protagonisti, rappresenta un espediente quasi metaletterario di sorprendente originalità. Oltretutto il romanzo offre un'incursione nei retroscena del cinema piuttosto gustoso per chi, come me, è affascinato dai processi artistici e tecnici che compongono un film. Un punto alto per la letteratura nostrana

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    marc

    06/03/2010 11:12:58

    Grande tensione narrativa, solita incomparabile finezza nelle valutazioni psicologiche dei protagonisti, amara constatazione sui condizionamenti della realtà, sulle aspirazioni e gli ideali dell'individuo e su come ne determini, alterandoli, i rapporti interpersonali. Un giallo psicologico dalle vaghe atmosfere kafkiane: qual'è la mia colpa, perchè tanto odio e disprezzo? l'angosciata domanda del protagonista, Riccardo Molteni,dinanzi al radicale cambiamento dell'atteggiamento della moglie nei suoi confronti assurge ad interrrogativo universale sulla incomprensibilità delle relazioni umane.

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    francois sanders

    20/07/2009 09:40:30

    Mi ricorda La donna leopardo,terminato ad Alassio proprio un anno fa. La vita può capovolgersi anche da un giorno all'altro. Nulla è immutabile,soprattutto l'amore.Riccardo Molteni lo ha capito. "Durante i primi due anni di matrimonio i miei rapporti con mia moglie furono perfetti.Voglio dire che in quei due anni l'accordo dei sensi,completo e profondo,era accompagnato da quell'oscuramento o,se preferite,da quel silenzio della mente che in simili circostanze sospende ogni giudizio e si rimette al solo amore per ogni valutazione della persona amata.Emilia,insomma,mi sembrava priva del tutto di difetti e così ritengo che apparissi io a lei." Moravia è maestro nella descrizione della donna,offrendoci la possibilità di osservarla come da un buco di serratura.Emilia è poi il mio tipo. "Ella aveva le più belle spalle,le più belle braccia,il più bel collo che io abbia mai visto,eleganti nel disegno,languidi nelle movenze.Il viso era bruno,con il naso pronunziato e di forma severa:la bocca carnosa,fresca,ridente,con due file di denti di una bianchezza luminosa,sempre inumidita e resa brillante dalla saliva;gli occhi molto grandi,d'espressione sensuale e,talvolta nei momenti di abbandono,stranamente sfatti e smarriti.Ella non era veramente formosa;ma tuttavia tale appariva per non so qual motivo,forse per la snellezza flessuosa della vita che faceva risaltare il disegno dei fianchi e del petto;forse per il portamento eretto e pieno di dignità." I protagonisti dei romanzi di Moravia,mariti,fidanzati o amanti,sembrano sempre inadeguati ai desideri delle loro donne:maturi quando li vorrebbero infantili o romantici quando dovrebbero essere spietati. "Ella si voltò,finalmente,e vidi che aveva tutto il viso bagnato di lagrime:-Non te lo perdonerò mai,mai ti perdonerò di aver rovinato il nostro amore,io ti amavo tanto e non avevo mai amato che te..e non amerò mai nessun altro..e tu hai rovinato ogni cosa con il tuo carattere.." Anche per noi,come Riccardo, non resta che iniziare una nuova sceneggiatura o un nuovo amore.

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    francesco

    19/01/2009 22:37:16

    COSA DIRE DI UN CAPOLAVORO? CHE RASENTA LA PERFEZIONE SOTTO TUTTI GLI ASPETTI. E' LA STORIA DI UNA DISPERAZIONE EPICA NARRATA SULLO SFONDO DELLA COSTANTE DECOSTRUZIONE PSICOLOGICA DI DIVERSI PERSONAGGI,ALMENO TRE,TANTE QUANTE ERANO LE VISIONI SOGGETTIVE INTERPRETATIVE DELL'ODISSEA...RARAMENTE IL PANORAMA LETTERARIO HA VISTO UN DRAMMA PSICOLOGICO TUTTO INTERIORE SVELATO IN QUESTE FORME ESPRESSIVE SUBLIMI.PARAKLAUSITURON CONTEMPORANEO,CONTORNATO DI STRAZIANTI GRIDA DELL'ANIMO FERITO,FUNESTATO DA LACERANTI DICOTOMIE,ALLUCINANTI APORIE,MACERANTI ELUCUBRAZIONI ,LO SGRETOLAMENTO PROGRESSIVO FOTOGRAFATO E VIVISEZIONATO IN NARRATIVA ENTUSIASMANTE.MITICA LA PROSOPOPEA DI RICCARDO,IL DOLORE LO TRASFIGURA ,GLI DEVASTA IL CAMPO ONIRICO ,SOGNA LA REALTA' ,TALVOLTA E'LO STESSO SOGNO AD ESSERE SOGNATO O FORSE E' SEMPRE SCONVOLTO NELLA PROFONDITA' DELLA PSICHE DAL DELIRIO DI UNA PASSIONE MAI CORRISPOSTA.E'FINANCO LA STORIA DELL' INSULSA EMILIA,FEMMINEA CARIATIDE CHE DECRETA LA MORTE SENTIMENTALE DI UN UOMO ,CON LE SUE AFFETTATE MANIERE DA CONTADINA RIPULITA E PARVENU VUOTA NEL PENSIERO,NULL'ALTRO CHE PRONTA A SODDISFARE IL PROPRIO INSOLENTE CAPRICCIO DI RIFIUTARE UNO E CONCEDERSI PRESTISSIMO ALLE AVANCES DEL PIGMALIONE DI TURNO,MUNITO DI MACCHINONE E PORTAFOGLIO BEN NUTRITO,LA QUAL FIGURA FUNESTATRICE POSSIAMO INCONTRARE SULLE STRADE OGGIGIORNO(DI QUI LO STRAORDINARIO CARATTERE DI ATTUALITA' DI QUESTO ROMANZO SCRITTO NEL 1954!), SPAZZATA POI VIA.AL LETTORE SENSIBILE ,VICINO AGLI INGIUSTI PATEMI INFLITTI ALL'ONESTO LAVORATORE CHE PER AUMENTARNE IL BENESSERE SI SOBBARCA LAVORO E DEBITI, VIENE QUASI LA VOGLIA DI TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO,POICHE'COSTEI HA DISTRUTTO CON LA SUA INSOPPORTABILE CINICA LEVITAS ,UNA VITA.LIBERA DI RESPINGERE LUI,MA CON DECORO E LEALTA'. UN REALISMO DI INTENSA DRAMMATICITA' CREPUSCOLARE,ESISTENZIALISTA,SCRITTO A LIVELLI ECCELLENTI ,VICINO ALLA PERFEZIONE DI FORMA E DI SOSTANZA,NON MI STANCHERO' MAI DI RIPETERLO,CAPOLAVORO DA NOBEL PER LA LETTERATURA.SUPERIORE A CAMUS DI DIVERSE CATEGORIE.

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    {bordeaux}

    08/11/2007 19:58:04

    Affresco inquieto ed inquietante di una coppia incapace di costruirsi, di fortificarsi e comprendersi. Descrizione minuziosa della vita parallela, mai trasversale, di un uomo e di una donna che alimentano il loro equivoco d'amore fino a rendersi impotenti l'uno di fronte all'altra. L'amore senza volontà, l'amore senza amore.

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    bene

    30/08/2007 15:55:54

    Ho preso in mano questo libro un po' scettica e l'ho riappoggiato entusiasta di questo splendido scrittore.

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    Mac_User91

    15/04/2006 23:41:24

    Straordinario. Forse è il miglior libro di Moravia ma, in ogni caso, è una storia lucida, specchiante, cristallina. Moravia riesce a farci scendere, una volta di più, nei profondi recessi dell'animo umano. Questa storia struggente ci rende tutti partecipi e ci fa anche rifletttere su come la sventatezza di certe azioni commesse per superficialità o peggio: per insensibilità, indifferenza, ci possa portare a guastare definitivamente un rapporto con chi, magari, più amiamo. Stupefacente, come sempre, l' effetto "cinema" della prosa di Moravia; si noti a tal proposito la descrizione di una notte caprese a pag. 165 di questa edizione Bompiani. Inarrivabile.

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    maria

    10/04/2005 17:34:31

    Dispiace, ma allo stesso tempo inorgoglisce ogni volta essere la prima a scrivere un parere su un libro di moravia... La storia è come al solito coinvolgente,i personaggi sono caratterizzati benissimo,impossibile non riconoscere in Emilia e Riccardo una parte di noi, o almeno degli stati d'animo provati...Geniale il parallelo della loro storia con l'Odissea. Insomma, ancora una volta, grande Moravia.

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