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Dante Alighieri

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: LIX-1179 p. , Brossura
  • EAN: 9788804546542

Recensioni dei clienti

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    lois

    21/05/2014 21.47.17

    Non credo ci sia il bisogno di commentare la "Divina Commedia". Il nome parla da sè.

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    Simone

    16/05/2008 12.49.48

    Senza commento. I capolavori sono capolavori, dispiace solo che qualcuno strumentalizzi l'opera ideologicamente.

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    Dany

    02/01/2008 17.32.58

    Che leggo! Dante sopravvalutato! Ma quando mai? La verità è che Dante NON è mai valutato a dovere! E poi: Dante clericale? Credo sia meglio APRIRLI E LEGGERLI APPROFONDITAMENTE, i libri, prima di sproloquiare in questo modo (e ricordo che il Sommo Poeta ha inserito il Saladino non nelle profondità dell'inferno, ma nel limbo, tra gli spiriti magni: sarebbe davvero meglio collegare il cervello, prima del computer)! Dante, è vero, è Poeta ed Artista del suo tempo, ma è senz'ombra di dubbio capace di travalicare qualsiasi barriera - temporale o spaziale che sia! Non diciamo eresie, per favore! "La Divina Commedia" NON è datata, casomai sono datati i metodi con cui professori IDIOTI e decisamente ANACRONISTICI la propinano INDEGNAMENTE agli studenti! Perciò, grazie a Benigni, Sermonti, Gassman, che ne hanno proposto una lettura differente - più vicina a noi, non imposta ma scelta. A Dante, grazie ... Ma non c'è parola sufficiente, per esprimere quanto ti siamo debitori, tutti!

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    Roberto Andreoli

    03/11/2006 15.01.38

    In 7 secoli precisi (auguroni!) da quando l'umanità ha ricevuto questo capolavoro è stato detto di tutto su Dante e la Commedia e io non posso aggiungere altro. Però qui ci tengo a far notare alcune cose ai lettori modernisti tipo ciccio. In primo luogo, riguardo alla frase secondo cui "la vera arte deve essere universale". Questa massima, che mai nessun pensatore prima del XIX secolo si sarebbe mai sognato di esprimere, è in realtà la formula migliore per uccidere la vera arte come dimostra la storia della cultura dal XIX secolo ad oggi, ovvero i secoli in cui quella frase è sempre stata più ripetuta. La vera arte è invece proprio come quella di Dante, ossia legata alla propria terra (nel caso di Dante, la Toscana, l'Italia, al massimo l'Europa, non più), alla propria tradizione culturale e religiosa (per D. quella Cristiano/Cattolica e Greco/Romana, e non altre provenienti dall'altra parte del pianeta o inventate ex-novo). L'arte insomma deve abitare in qualche luogo e deve essere in qualche modo: dire "universale" equivale a dire "nulla". Altro atteggiamento modernista - francamente diventato ormai un luogo comune fastidiosissimo - è quello di giudicare le epoche passate - soprattutto il medioevo - secondo il metro di valori artificiale della mentalità moderna: gli uomini del medioevo cattolico non erano cittadini del mondo, internazionali, globalisti, massificati e multiculturali come lo siamo noi oggi? Allora erano dei bigotti ottusi, razzisti e reazionari. Avevano delle idee eterne, organiche, immutabili e non artificiose, posticce, sottoposte alla moda e ai continui cambiamenti come noi oggi? allora erano dei superstiziosi ignoranti e le loro produzioni culturali sono di serie B. Ormai oggi dovrebbe essere chiaro a tutti che siamo agli antipodi di una vera civiltà evoluta, a meno di non confondere, come fanno i peggiori modernisti, il progresso tecnico e materiale con l'evoluzione culturale, civile e umana. In tal senso scambierei volentieri tutte le televisoni del mondo per una Divina Commedia :-)

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    alex aosta

    25/10/2006 17.54.49

    come a tutti mi è stata inflitta la divina commedia a scuola,come la maggioranza l'ho odiata.Ho comprato questa edizione perchè cmq è un libro che in casa si DEVE avere.In una sera di crisi di astinenza da libri nuovi(credo che capiti a molti fra noi) ne ho aperto a caso una pagina...e non ho più smesso.Il commento,le note ,le introduzioni di Chiavacci Leonardi mi hanno finalmente convinta ad amare quest'opera unica.Un solo rammarico:arrivarci con 30 anni di ritardo.Grande gioia:esserci arrivata lo stesso

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    paolo

    06/10/2006 11.38.04

    Libro fondamentale per la cultura mondiale, la Divina Commedia ed in particolare l'inferno sono un capolavoro inarrivabile che solo un GENIO come Dante poteva creare, un fondamento per la nostra cultura ed il medioevo non c'entra niente caro ciccio, lo ritengo un periodo molto più civile di quello che stiamo vivendo. Quanto a Maometto all'inferno non mi sembra che Cristo si sia macchiato degli efferati delitti di cui invece è stato personalmente responsabile Maometto, questo è il motivo di Maometto all'inferno, mi spiace per te ciccio ma Dante non è politicamente corretto.

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    MARUELLI PIERO

    11/05/2006 10.27.19

    Secondo me Dante era un extraterrestre. Uno fra i piu' grandi benefattori per l ' umanita'. Sara'pur vero che aveva qualche difetto, come uomo , ma non si puo'scrivere, in cosi' poco tempo, tre "Cose" cosi'SUBLIMI come Inferno,Purgatorio e Paradiso e per di piu'tutte in rima !!! Non facile da capi re anche per l ' " antichita' " del linguaggio, ma il tempo gioca a favore di questo GENIO , la Divina Commedia , anno dopo anno , viene sempre piu' apprezzata,amata e letta in tutto il mondo ,e'un punto di riferimento per tutta l'umani- ta'. Nei tanti momenti di sconforto che mi sono occorsi nella vita mi sono detto : " Se non fossi nato non avrei potuto conoscere Dante " per cui : Meglio essere !! Quindi fra i suoi tanti meriti, questa Divina Opera ha anche quello di avere " moralmente " salvato una vita. Grazie Dante , grazie di esserci, non mi stanchero'di rileggerti , di declamarti , di esaltarti e di " farti pubblicita' " perche', purtroppo, ancora tanti, troppi, non ti cono- scono. Grazie ancora. Piero.

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    ciccio

    03/03/2006 15.27.53

    Nettamente sopravvalutato. Ci sono momenti di alta poesia (un verso su tutti: "Amor, che al cor gentile ratto s'apprende"), ma in generale è la storia di un esiliato che sputa veleno su tutti i suoi avversari politici. Li sbatte all'Inferno senza troppi complimenti, in preda alle più atroci torture, senza spiegare realmente che cosa abbiano fatto di male per stare lì. Un'opera che trasuda odio e fanatismo religioso. Come si fa a mettere Ulisse e Maometto, che per come la vedo io hanno la stessa dignità di Gesù, nei più infimi gironi dell'Inferno? è vero che Dante era un uomo del Medioevo, ma la vera arte non dovrebbe essere universale? Ora capisco da dove proviene l'Italia ottusa e clericale di oggi.

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    foky

    05/07/2005 21.21.58

    Come dare un voto inferiore a cinque a questo capolavoro della letteratura italiana? L'Inferno (così come le altre due cantiche) è meraviglioso, i suoi versi forti e dolci a seconda delle necessità (basti vedere la crudezza del linguaggio di Ciacco nel canto VI e l'elevatezza delle parole di Francesca da Rimini nel V) espressione sublime di tutto lo scibile medievale, unione di letteratura, teologia, scienze e tante altre discipline. Per definire lo stile dei versi basta citare Dante stesso: "lo bello stilo che m'ha fatto onore"

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    Carmelo Parrinelli

    21/06/2005 10.05.18

    Non ci sarebbe neanche bisogno di commentare questo grande poeta italiano. La forza dei suoi canti corre da sola verso la leggenda. Sicuramente l'inferno è la realizzazione meglio riuscita dell'intera opera "Divina". Personalmente sono innamorato del V canto, dove si parla dell'eterno amore, però dannato, di Paola e Francesca, amanti nella vita e nella morte. Voto maximo al grande Alighieri.

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    Fabio

    01/06/2005 03.11.34

    Il più grande poeta del mondo, in un commento che, per dolcezza e cura, solleva un'eco, femminile, dalla parola del canto.

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