Divorare il cielo

Paolo Giordano

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 08/05/2018
Pagine: 430 p., Rilegato
  • EAN: 9788806222277

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Loris

    12/07/2018 12:00:24

    Il racconto di formazione generazionale è un genere codificato che rischia la ripetizione manierata. Giordano prova a vivificarlo regalando ai suoi protagonisti un’aspirazione all’assoluto che attraversa varie declinazioni. Il sottotesto biblico è evidente: l’eden originale della masseria è contaminato dal desiderio e dalla superbia, il Dio cristiano (ibriditato con la dottrina della metempsicosi) è soppiantato da un’utopia comunitaria che asseconda la presunta benevolenza della Natura. Di fronte all’impossibilità di generare nuova vita, il passo successivo è affidarsi alla Tecnica, l’idolo della modernità. L’ennesima disillusione sfocia in una rabbiosa rivolta che conduce al fratricidio. Il nuovo Caino vaga ramingo cercando un luogo non toccato dall’uomo, ma conserva la nostalgia del paradiso perduto, fino a tornare in ultimo tra le braccia del Dio ripudiato. Il desiderio di assoluto pervade anche l’amore tra Bern e Teresa, comunione fisica che silenzia le domande e rifugge ogni sentimentalismo. Nello scorrere del tempo, tutti i personaggi paiono impegnati nella ricerca inesausta e tormentata di un senso, che passa dalla relazione con gli altri e al contempo necessita di qualcosa che trascenda l’accidentalità e la caducità delle singole esistenze. Nulla di inedito, ma Giordano costruisce un romanzo che invoglia alla lettura e si fa perdonare qualche forzatura negli snodi narrativi.

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    Ti serve un libro

    10/07/2018 22:59:23

    " Dal letto dov'ero sdraiata, guardavo gli oggetti della stanza allontanarsi e avvicinarsi, come se la casa intera avesse un respiro." "Scriveva enorme, al centro del foglio, -La nostra impresa è l'assalto al cielo!- scriveva -Noi dobbiamo divorarlo, il cielo!" Teresa trascorre le sue estati di bambina e poi ragazza a Speziale, in quella Puglia terra di origine di suo padre, che la incanta e la attrae a sè come una calamita. Quei tre ragazzi della masseria vicina, che scorge una notte farsi un bagno clandestino nella piscina della casa di sua nonna, segneranno per sempre la sua vita all'apparenza già ben delineata, sconvolgeranno quel destino di ragazza di buona famiglia che la attendeva senza troppi intoppi e sorprese. Bern, Tommaso e Nicola. Soprattutto Bern, il suo unico grande amore; un ragazzo pieno di contraddizioni, tendente ai fanatismi, capace soltanto di passioni assolute. Per lui Teresa lascerà ogni sua certezza, abbandonandosi ad una vita incerta, in una sorta di comune all'interno di quella masseria da cui non riuscirà mai a staccarsi, come stregata non soltanto dalla personalità di Bern, ma anche e soprattutto da quella terra, dalla sua gente, dalla natura impietosa. "Divorare il cielo" è un romanzo potente, lungo, scritto magistralmente perchè Giordano è un vero scrittore e su questo non ci piove. Narrato in prima persona da Teresa, indaga però molto bene nelle personalità e nei pensieri degli altri protagonisti. Tocca temi importanti quali l'ambientalismo, la religione, la fecondazione assistita, la solitudine. Delinea personaggi complessi, ingombranti, contraddittori nel loro modo di agire e di rapportarsi agli altri. Parla di amicizia, è forse più una storia di amicizia che non d'amore, e di sicuro è una storia non banale. Anni fa avevo adorato la sua opera prima, "La solitudine dei numeri primi",e con questo suo ultimo romanzo Giordano conferma senza dubbio di essere un grande scrittore.

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    Maria Letizia

    28/06/2018 18:02:34

    Divorato in pochi giorni,coinvolgente,originale,senza dubbio un romanzo da consigliare.Uno spaccato di Italia ed una gioventù impegnata che alla fine si scontra con la realtà della vita.Bellissimo.

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    Alessandro

    25/06/2018 10:40:32

    Un gran bel romanzo. Non vi è un solo punto di vista, uno sguardo attraverso il quale inquadrare una realtà, forse perché incontenibile e per questo l'unica opzione sarebbe quello di 'divorarla'. Bern, uno dei protagonisti è una sorta di medium con un messaggio da rintracciare, è il più puro fra tutti, persino il più profondo seppure in modo tacito. Questo romanzo è un elogio alla comunità intesa come forza d'animo e di intelletto. I personaggi possiedono piacevoli peculiarità franzeniane nel loro stare assieme anche quando sono soli.

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    Sara

    13/06/2018 13:49:51

    Dello stesso autore avevo letto tutte le altre opere, ma devo dire che con "Divorare il Cielo", Paolo Giordano, si è superato. Di questo libro, ho apprezzato tante cose: prima di tutto, i temi - molto inusuali - e il modo semplice ma profondo in cui vengono trattati. A libro terminato, gli spunti di riflessione che questa storia tenta di lanciare sono davvero tanti, ma il denominatore del tutto resta sempre e comunque uno solo: la Natura, posta al centro dell'intero racconto, come se Giordano volesse sottolineare per tutte quante le vicende quanto siano gli uomini a dipendere da essa. Lo si nota in più istanze, e quella di Divorare il Cielo è una Natura che sa essere ruvida e consolante, che sa togliere e dare, questo è un concetto ribadito in più istanze, e con esso, lo slancio con cui alcuni giovani tentano di proteggere un paradiso perduto, un sogno, anzi, un'utopia. Tutto questo ruota attorno a legami che rimangono inscindibili in una società che cambia, in modo repentino, irreversibile. Il libro è complesso, i salti temporali rendono ancor più intriganti le vicende, lo stile di Giordano è forte e delicato insieme, tocca dove deve toccare, accarezza e stritola insieme, in questo libro più che in ogni altra sua storia. I personaggi sono imperfetti e fragili, tanto vicini a noi, ognuno con debolezze, promesse, dolori. La storia mi ha tenuta attaccata lì e io l'ho divorata in un giorno e mezzo, ho visto tutto nella mia mente, sembra di guardare un film. Bellissimi i rimandi al Barone Rampante, io ci ho visto un po' di Thoreau, e con esso, la vicenda moderna di Christopher Mc Candless, sacrificato per difendere un ideale. Ho sorriso e pianto molto davanti a queste pagine, che alla fine di tutto, lasciano un gran sapore dolceamaro in bocca. Personalmente, l'ho trovato geniale sotto molti punti di vista.

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    Deludente

    09/06/2018 18:27:48

    Questa vollkta giordano non fa centro.

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    Maria

    08/06/2018 10:52:54

    Bello davvero, un quadro di una gioventù che deve ritrovare sé stessa, come spesso avviene oggi

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    Angela

    07/06/2018 08:42:12

    La trama e l'ambientazione vengono presentate inizialmente in maniera molto interessante, viene inoltre trattato il tema della Xylella in maniera esaustiva e degna di approfondimento, ma procedendo nei capitoli le storie personali dei personaggi rendono piatta la narrazione per culminare in un finale deludente e surreale.

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    Donatella

    05/06/2018 10:12:16

    Incipit coinvolgente e carico di aspettative che poi vengono pesantemente disattese. Temi di fondo già trattati da migliori penne, contemporanee e non. Ritmo narrativo lento, stile ripetitivo. Non sembra nemmeno lo stesso autore de "La solitudine dei numeri primi" , romanzo che, seppure non fosse un capolavoro, aveva avuto il coraggio di affrontare temi forti con una trama e una narrazione coinvolgenti e di impatto, specie per un pubblico giovanile. Non capisco come si possa definire un romanzo "potente e generoso" ma de gustibus....

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    Manca qualcosa

    01/06/2018 04:16:20

    Sono lontani i tempi in cui Giordano riusciva ad emozionare. Questo libro è un compitino ben svolto ma nulla più. Prevedibile e piuttosto banale anche nello svolgimento, probabilmente non lo consiglierei.

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    Michele

    31/05/2018 06:06:58

    Letto in una notte, bellissimo!

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    Stefano dionisi

    29/05/2018 07:04:36

    Tematica interessante affrontata con staticità. Si fa fatica ad entrare nella storia.

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    deludente

    26/05/2018 12:51:12

    Avevo amato la solitudine dei numeri, questo mi ha un po' delusa. tema già indagato nel precedente romanzo ma questa volta senza graffiare.

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    Chiara

    25/05/2018 19:10:26

    Leggendo le precedenti recensioni, ho pensato a quanto sia vero il detto de gustibus non disputandum. E' vero che Giordano a volte si lascia prendere la mano, che certe situazioni sono portate all'eccesso, che certe parti della storia avrebbero potuto essere snellite, ma un romanzo che mette in scena personalità così convincenti e una storia che ti tiene incollato alle pagine non può essere recensito con una stella. La scrittura è fra l'altro come sempre magistrale.

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    Laura

    25/05/2018 09:49:27

    Purtroppo sì è avverato ciò che temevo: Giordano non ha saputo aggiunto niente rispetto alle sue opere precedenti. Questa opera sa di già letto ed estremamente noiosa nella stragrande maggioranza delle pagine. Ahimè, stessa minestra riscaldata. Non lo consiglio , tranne a quelli che abbiano voglia di sbadigliare e che non abbiano già letto altre sue opere.

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    Manuela

    22/05/2018 10:05:14

    Ho letto tutti i libri di Paolo Giordano, e questo è a mio avviso il migliore: una storia potente, sorprendente, dove prevalgono sentimenti profondi che l'autore ha saputo trasmettere incollando il lettore alle pagine. Giordano non ha perso la propria vena artistica, era e si riconferma un ottimo scrittore che sa dosare nel tempo le storie che immagina, creando un'aspettativa sempre crescente. Bravo Paolo!

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    Michela

    17/05/2018 19:16:06

    Primo libro di Paolo Giordano che leggo, incuriosita principalmente dalla storia ambientata nella mia Puglia. Sarò breve: è un nì. Giordano scrive bene, ed ha la capacità di tenere incollati alle pagine. Però la storia me pare un po’ Beautiful, e cade totalmente nell’inverosimile, ovviamente secondo me, alla fine. I protagonisti sono interessanti e ben caratterizzati, ma si è fatto prendere un po’ la mano con gli intrighi del cuore Giordano, e magari poteva alleggerire la storia di qualche pagina. La Puglia fa vagamente da sfondo, non lasciando granché nel lettore.

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    Matteo

    27/04/2018 12:52:41

    Autore che amo, i suoi romanzi sono storie stupende (la solitudine dei numeri primi, il nero e l’argento) storie che ci permettono di vederci dentro. Scrittura magistrale, trame sempre ricche e piacevoli. Questo nuovo romanzo già mi incuriosisce, la trama è la copertina sono meravigliosi!

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Sono 430 pagine di scrittura densa, magmatica, questo nuovo romanzo di Paolo Giordano. Una scrittura che scorre lenta e piena sopra la curva degli eventi, tanto da rimanerci invischiati per alcuni giorni.

Quattro protagonisti, una storia suddivisa in tre parti, quasi tutta ambientata in una masseria in Puglia, vicino a Ostuni. Intorno alla vicenda personale dei quattro ragazzi, molte storie più grandi di loro e di noi. Torna al romanzo di formazione Paolo Giordano - dopo aver conquistato una fama fulminea forse effimera con La solitudine dei numeri primi – ma da uomo di scienza prima che di lettere, lo fa con un romanzo intenso e gravido, scritto con la precisione del thriller, dove però il delitto è soltanto la vita comune di quattro ragazzi.

Teresa all’inizio del racconto è una giovanissima studentessa di Torino, che passa le sue vacanze estive nella grande villa di sua nonna, in Puglia. È guardando fuori dalla finestra della sua torre d’avorio che scorge per la prima volta Bern, Nicola e Tommaso. Sono nudi e nuotano nella sua piscina, hanno scavalcato la recinzione di notte, vengono dalla masseria che si trova a poche centinaia di metri da casa sua.

La masseria attrae Teresa come il miele velenoso attira la mosca dell’ulivo. Tra quegli antichi muretti a secco, oltre il tratturo, ci sono Cesare e sua moglie, e poi ci sono di volta in volta ragazzini sempre nuovi, non proprio fratelli tra di loro, ma quasi. Sono i bambini dati in affidamento alla coppia. Nella masseria con Bern, Nicola e Tommaso, Cesare applica alla lettera le sacre scritture e recita lunghi sermoni, obbligando tutti al lavoro nei campi. La masseria è una Chiesa delle origini, un Eden prima che si compia il peccato originale. Almeno finché non arriva tra loro la ribellione.

La storia inizia in questa maniera, come inizia la storia del mondo, con una donna a sconvolgere la tranquillità della natura. E prosegue come prosegue la storia del mondo, tra amore, colpe e tradimenti. Nel mezzo c’è il racconto della vita nei campi coltivati con il metodo biologico, l’utopia di un gruppo di giovani che producono senza consumare risorse idriche o energetiche, c’è l’integralismo di chi difende gli ulivi secolari dalle ruspe, ma anche un’incessante, spossante, avvilente lotta contro la natura ostile: il raccolto rovinato dalla grandine, la Xylella, gli embrioni che non attecchiscono e quelli che invece crescono e si moltiplicano in ventri di ragazze minorenni.
Nel nugolo di queste quattro vite, tutte intrecciate e dipendenti, tutte conficcate l’una nell’altra pur avendo radici sottili e volatili, l’autore riesce a tracciare una storia potente e drammatica. Sin dall’inizio l’odore acre della morte si insinua nel racconto: il giardino dell’Eden ha in sé la gioia e anche il dolore, la benedizione e la dannazione. L’amore è imperfetto, è questo il messaggio più forte che ci restituisce questo romanzo, lo dice bene Paolo Giordano quando la sua riflessione si allarga alla vita di tutti.

Questa volta l’autore estende e approfondisce - portandolo all’estremo - il tema che gli è più caro: la fuga e il rifiuto della società borghese. Per farlo, con Divorare il cielo, arriva dritto fino al ventre del mondo.

Recensione di Annalisa Veraldi