Divorare il cielo

Paolo Giordano

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 8 maggio 2018
Pagine: 430 p., Rilegato
  • EAN: 9788806222277

10° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Fra

    17/09/2018 20:47:46

    Un libro denso, questo di Paolo Giordano, dalla scrittura più matura e dai personaggi meglio caratterizzati, rispetto ai suoi precedenti, sebbene gli abbia apprezzati. Una storia da "divorare", che è un romanzo di formazione, crescita, amicizia, amore, ma anche molto altro. L'ambientazione è quella di una Puglia vera, di una masseria, della natura, della terra. E' un libro che parla della vita, che consiglio anche a chi è rimasto deluso da "La solitudine dei numeri primi".

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    Rosaria

    17/09/2018 19:58:14

    Mi capita raramente di piangere dopo aver terminato un libro, e questo non perché io non riesca ad empatizzare con i personaggi o a far mia la storia narrata dall'autore, ma semplicemente per via del fatto che, quella storia e quei personaggi, sono distati anni luce da me e dalla mia vita. Con "Divorare il cielo" ci sarebbe dovuto essere lo stesso distacco emotivo, considerando che le vicende che hanno per protagonisti Teresa, Bern, Tommaso e Nicola non le ho vissute e non credo che le vivrò mai. Ed invece non è stato così. Mi sono innamorata perdutamente di Bern, ho vissuto la sofferenza e i turbamenti di Teresa, ho vestito la gelosia di Tommaso e mi sono sentita un'esclusa esattamente come Nicola. Tutto questo per "colpa" della penna di Paolo Giordano che, a 10 anni dalla pubblicazione del celebre "La solitudine dei numeri primi", torna in libreria con un romanzo emotivamente travolgente che vi lascerà con il cuore a pezzi e con la consapevolezza che i sentieri che l'amore può percorrere sono davvero infiniti.

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    Antonio

    17/09/2018 17:35:45

    Leggere Giordano non è semplice. "Divorare il cielo" è un libro in cui c'è tutto. Tutto. Un libro che alla fine mi ha talmente spiazzato che ho avuto bisogno di un intero giorno per assimilarlo e razionalizzarlo, Leggendo "Divorare il cielo" sarà inevitabile non affezionarsi ai personaggi. Personaggi singolari, unici e per certi versi epici. Un libro toccante, entusiasmante, strascinante.

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    Sofia

    10/09/2018 14:06:50

    Leggo diverse stroncature con alcuni commenti pesanti: non sarà un capolavoro, il finale forse un pochino deludente, ma l'amore per la terra, l'amicizia ed il senso di appartenenza che si respirano nel corso del libro valgono la lettura. Ho trovato le descrizioni della masseria con i profumi ed i colori del sud molto belle. C'è di molto peggio in giro.

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    Eva

    06/09/2018 12:31:15

    Ho comprato questo libro ricordando quanto mi avesse entusiasmato "La solitudine dei numeri primi", ma non ha niente a che vedere. Si legge agevolmente, la lettura scorre, ma la trama è banale, lo stile narrativo è melodrammatico e molti dei fatti narrati sono assurdi. Ancor più assurdo il finale. Ben al di sotto delle mie aspettative. Non lo consiglio.

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    Emanuele

    01/09/2018 15:31:46

    Questo sarebbe un libro? Mio figlio di dieci anni avrebbe scritto una trama migliore, meno prevedibile e più profonda. È il primo libro che leggo di questo autore e non sono per niente inciriosito di leggere altro. È un libro che non lascia niente se non la gioia di averlo finito e dimenticato, Pessimo, un libro che se non c'era era meglio, purtroppo questo è il male moderno, troppa immondizia che finisce per nascondere anche le cose buone, se mai ce ne siano... Questo è uno di quei libri che toglie la speranza e mi fa ributtare sui classici.

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    Romina

    31/08/2018 13:46:43

    Un libro ben scritto. Una storia intricata che ti porta a volerlo leggere tutto d'un fiato. Belli i personaggi; interessante la trama sottesa. Un finale che ti lascia un pizzico di malinconia, abituati al classico "lieto fine". Assolutamente consigliato!

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    Jack

    30/08/2018 17:23:24

    Ai tempi della scuola un romanzo simile si definiva di Formazione. Dentro si trova di tutto,ma soprattutto la forza dei sentimenti che legano maledettamente o stritolano maledettamente. L'ho trovato superiore ai Numeri primi,ma sono gusti soggettivi.

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    stef

    27/08/2018 13:16:55

    divorare il cielo ma anche divorare il libro...la tecnica narrativa è così avvincente e perfetta...la sapienza del raccontare impareggiabile. un libro stilisticamente notevole che cattura in un modo totalizzante ed assoluto. ma leggerlo significa pure esserne divorati: quanta durezza crudele in queste vicende...mai nessun barlume...una continua conferma del male senza mai un barlume. neppure la vita che nasce porta second.o me speranza. troppa amarezza, questa storia mi ha riempito di angoscia. Quale messaggio lascia alla fine? credo solo disperazione e sconfitta.

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    RossaMina

    27/08/2018 08:01:11

    Mi riesce un po’ difficile fare un confronto con un libro che ho letto dieci anni fa e che comunque mi era piaciuto. Questo ha iniziato in modo molto coinvolgente, ma poi, nonostante mi attirasse moltissimo continuare con la lettura, si è perso: troppi avvenimenti, avanti e indietro nel tempo, troppo fuori dal normale, che hanno appesantito la lettura rendendola inverosimile.

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    Lorenzo

    27/08/2018 06:57:49

    Ho amato moltissimo "La solitudine dei numeri primi". Non ho letto altre opere di Giordano ma dopo aver letto questo pastrocchio di storia a metà tra il banale e il delirante, credo che me ne terrò alla larga.

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    ampa

    26/08/2018 07:07:41

    La capacità di descrivere in modo completo le emozioni umane ancora una volta caratterizza il romanzo. Molto molto bello, l'attesa del nuovo libro di Paolo Giordano non è stata vana. Non indico 5 stelle solo perché è meno bello del primo.

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    Giulia

    21/08/2018 22:02:28

    Un romanzo intenso e travolgente. La storia è originale e non cade mai nel banale. La scrittura di Paolo Giordano conquista il lettore e lo invita a proseguire nella lettura. Un libro che regala forti emozioni.

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    andrea

    16/08/2018 11:03:58

    migliore rispetto ai precedenti romanzi, ma non è sicuramente un capolavoro. ci sono salti temporali inspiegabili e alcune parti sono leggermente confusionarie. la cieca devozione di Teresa nei confronti di Bern è a dir poco irritante. leggibile

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    Marta

    15/08/2018 12:55:58

    Paolo Giordano ci porta dentro una storia avvincente e tortuosa dove alla leggerezza della giovinezza subentra la complessità della vita adulta. L'ho letto senza riuscire a staccarmi e poi riletto riflettendoci di più. Davvero un grande romanzo.

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    Giacomo

    13/08/2018 09:59:08

    Paolo Giordano sa scrivere, non c'è dubbio su questo. Non so ben definire questo libro, c'è qualcosa nel complesso che ha stonato e che purtroppo invalida e rende questo libro uno qualsiasi. Peccato.

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    Lorenzo

    08/08/2018 14:33:20

    Aspetto con ansia ogni romanzo di Paolo Giordano e anche questo, come i precedenti, non mi ha deluso. Cosa apprezzo maggiormente è il suo modo di scrivere, lui ha la capacità di catturarmi sin dalle prime pagine e, questo, non è da tutti. Bellissima la storia e l'ambientazione, insomma un bel libro.

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    Lory

    31/07/2018 09:02:10

    Giordano sa raccontare, ma questa storia non mi ha convinta. Assurdo il finale.

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    Tonino

    25/07/2018 09:42:10

    Mi sembra che con questo nuovo romanzo Paolo Giordano abbia continuato una lenta discesa nel suo modo di esprimersi. Ottimo il primo e secondo; Il nero e l'argento : nella media ed infine "Divorare il cielo" tra il pessimo e lo scarso. Il finale poi lo giudicherei come una cattiva conclusione del genere Armony. Speriamo che Giordano riprenda quota:

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    Francesco

    21/07/2018 10:57:54

    A un certo punto, si ha la sensazione di entrare nel romanzo, di esserne circondati. Le parole e le descrizioni si trasformano in immagini, come se fosse un film. La scrittura di Paolo Giordano è di una semplicità straordinaria, anche i concetti più complicati vengono estrinsecati con una chiarezza e immediatezza, Un romanzo da vivere, più che da leggere.

Vedi tutte le 38 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Sono 430 pagine di scrittura densa, magmatica, questo nuovo romanzo di Paolo Giordano. Una scrittura che scorre lenta e piena sopra la curva degli eventi, tanto da rimanerci invischiati per alcuni giorni.

Quattro protagonisti, una storia suddivisa in tre parti, quasi tutta ambientata in una masseria in Puglia, vicino a Ostuni. Intorno alla vicenda personale dei quattro ragazzi, molte storie più grandi di loro e di noi. Torna al romanzo di formazione Paolo Giordano - dopo aver conquistato una fama fulminea forse effimera con La solitudine dei numeri primi – ma da uomo di scienza prima che di lettere, lo fa con un romanzo intenso e gravido, scritto con la precisione del thriller, dove però il delitto è soltanto la vita comune di quattro ragazzi.

Teresa all’inizio del racconto è una giovanissima studentessa di Torino, che passa le sue vacanze estive nella grande villa di sua nonna, in Puglia. È guardando fuori dalla finestra della sua torre d’avorio che scorge per la prima volta Bern, Nicola e Tommaso. Sono nudi e nuotano nella sua piscina, hanno scavalcato la recinzione di notte, vengono dalla masseria che si trova a poche centinaia di metri da casa sua.

La masseria attrae Teresa come il miele velenoso attira la mosca dell’ulivo. Tra quegli antichi muretti a secco, oltre il tratturo, ci sono Cesare e sua moglie, e poi ci sono di volta in volta ragazzini sempre nuovi, non proprio fratelli tra di loro, ma quasi. Sono i bambini dati in affidamento alla coppia. Nella masseria con Bern, Nicola e Tommaso, Cesare applica alla lettera le sacre scritture e recita lunghi sermoni, obbligando tutti al lavoro nei campi. La masseria è una Chiesa delle origini, un Eden prima che si compia il peccato originale. Almeno finché non arriva tra loro la ribellione.

La storia inizia in questa maniera, come inizia la storia del mondo, con una donna a sconvolgere la tranquillità della natura. E prosegue come prosegue la storia del mondo, tra amore, colpe e tradimenti. Nel mezzo c’è il racconto della vita nei campi coltivati con il metodo biologico, l’utopia di un gruppo di giovani che producono senza consumare risorse idriche o energetiche, c’è l’integralismo di chi difende gli ulivi secolari dalle ruspe, ma anche un’incessante, spossante, avvilente lotta contro la natura ostile: il raccolto rovinato dalla grandine, la Xylella, gli embrioni che non attecchiscono e quelli che invece crescono e si moltiplicano in ventri di ragazze minorenni.
Nel nugolo di queste quattro vite, tutte intrecciate e dipendenti, tutte conficcate l’una nell’altra pur avendo radici sottili e volatili, l’autore riesce a tracciare una storia potente e drammatica. Sin dall’inizio l’odore acre della morte si insinua nel racconto: il giardino dell’Eden ha in sé la gioia e anche il dolore, la benedizione e la dannazione. L’amore è imperfetto, è questo il messaggio più forte che ci restituisce questo romanzo, lo dice bene Paolo Giordano quando la sua riflessione si allarga alla vita di tutti.

Questa volta l’autore estende e approfondisce - portandolo all’estremo - il tema che gli è più caro: la fuga e il rifiuto della società borghese. Per farlo, con Divorare il cielo, arriva dritto fino al ventre del mondo.

Recensione di Annalisa Veraldi