Collana: Battitore libero
Anno edizione: 2013
Pagine: 200 p.
  • EAN: 9788863963649
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    Melania Ceccarelli

    09/07/2014 13:49:05

    Mah, chissà chi era veramente Pellegrino Pellegrini, il signor dottore del titolo? Leggendo il bel libro scritto dalla figlia, ormai anziana anche lei, mi sono chiesta moltissime volte che cosa lo avesse spinto a intraprendere quel lungo e fecondo viaggio che è stata la sua vita. Chissà che tipo era, cosa lo rendeva così irrequieto e, forse, insoddisfatto, di quell'insoddisfazione che spinge continuamente alla ricerca di altro. Questa è una storia dell'inizio del novecento quando tutto era veramente possibile ed effettivamente Pellegrino ha fatto, quasi, tutto, compreso andare in america nord e sud e tornare in Italia per fare il medico al fronte. Solo da uomo maturo il dottore ha messo la testa a posto, si è fermato in Turchia, si è sistemato col fratello - medico anche lui - e ha iniziato una vita, apparentemente tranquilla, con la moglie molto amata e le figlie. Rosa Galli Pellegrini ha scritto un libro bello, una saga familiare, e l'orizzonte temporale da lei scelto è particolarmente interessante: ha scritto di quando lei non c'era,si è fermata sulla soglia della sua nascita. Allora, probabilmente le mie domande sono state anche le sue, immagino che lei per prima si sia chiesta: ma, chi era veramente mio padre? Da leggere, sopratutto amanti dell'avventura e della storia. Ah, si impara anche qualcosa della storia turca, che male non fa.

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    Silvia Carli

    25/04/2014 16:38:59

    Una lettura che scorre veloce, nell'immaginazione e nella realtà. La sua peculiarità è l'incredibile memoria storica, riportata attraverso gli appunti trascritti dal Doktor Bey mentre ascolta le storie dei suoi pazienti, che rivela talvolta una prospettiva diversa da quella più o meno conosciuta dai libri di storia. Come sempre, più che "gli storici", le memorie più sorprendenti sono proprio quelle della gente comune che ha vissuto in prima persona il susseguirsi degli eventi. Ad esempio, la descrizione del Sultano Rosso: tramite la memoria dell'eunuco del suo harem, il quale lo ricorda da bambino, poi le pagine dei vecchi testi dove appare come un uomo tormentato dalla paura, isolato, rinchiuso nelle sue stanze - probabilmente con poco o nullo potere decisionale. Un ritratto completamente diverso dall'idea che ci si fa di questo famoso Sultano, così atroce e sanguinario da meritare l'appellativo di 'rosso', rosso come il sangue fatto scorrere durante il suo sultanato. E invece quel feroce Sultano, qui risulta un omino impaurito e schivo, da cui si deduce che forse non fu lui a ordinare quelle stragi, quanto la gente del suo seguito. Altre storie spaziano dall'America all'Italia della prima guerra, e infine alla Turchia nel suo impero morente. In una veste umoristica e leggera.Da leggere e rileggere.

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    Marco Rodi

    13/04/2014 09:24:32

    Sul filo dei ricordi, la biografia di un padre importante raccontata attraverso gli occhi della donna e della bambina. Pagine bellissime di una figlia che, attraverso un'attenta e matura narrazione dei grandi eventi del Novecento, riesce anche a levare la sua vocina di bimba tra il fragore di gesta più grandi di lei e a ripercorrere le tappe del mesto tramonto dell'Impero Ottomano. Non solo un viaggio interessante nella storia, ma anche nelle profondità della psiche di una bambina nel rapporto figlia-padre. Un libro che mi ha lasciato il desiderio di una rilettura.

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    Francesco

    25/03/2014 19:57:27

    Un padre cercato nei cassetti di una vecchia scrivania, dove la dissipazione del tempo ha abbandonato appunti, foto ingiallite, ritagli di giornale, un portasigarette d'oro dai misteriosi caratteri arabi. Occasioni per ricostruire una storia: il giovane calabrese che dal liceo Galluppi di Catanzaro, dottore all'Università di Napoli, preferisce alla "condotta" in Calabria un suo straordinario viaggio per il mondo. Paris lumières, il ferrocarril in costruzione nella pampa argentina, Chicago tumultuosa di "bildinghe"... Poi, dentro la grande storia del mondo, le decisioni della guerra portano a Istanbul: la fine dell'Impero ottomano, le persecuzioni degli Armeni, i Greci di Smirne buttati a mare, la Turchia di Ataturk. La grande storia, le piccole storie: la giovane figlia di Müssü Antoine, titolare in Istanbul di un calzaturificio di qualità, Valentine, e l'incontro col dottore... Dal cassetto altre storie e racconti: vicende di Calabria, caccia al puma nella pampa, storie di gente di mare e petroliere, i racconti dell'eunuco capo dell'harem imperiale e degli artisti napoletani alla corte del Sultano. Un libro da leggere in tutti i suoi strati, dai quali affiora, infine, la voce argentina che dal cassetto estrae frammenti scintillanti di memoria infantile: suoni da piccole campane di bronzo, filastrocche e canzoncine, passi su scale di legno, il grrrfff, grooofff di una radio in sintonizzazione, il tuc tuc di un ferro da stiro, scricchiolio di foglie e musiche greche. E se, infine, il paradiso perduto fosse il ripetere estasiato del rosa, rosae, rosae...,la manina protetta nella grande mano del padre? Grazie a chi ci ha fatto parte di così tanto mondo e tanta emozione.

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    Elvis Felici

    12/02/2014 19:10:47

    E' un libro scritto veramente bene, come è sempre più raro trovare. Il periodo storico è affascinante e poco conosciuto: la fine dell'impero ottomano. La narrazione scorre attraverso le vicende di un medico che, partito da un paese della Calabria viaggia per il mondo nei primi decenni del secolo passato, per approdare in quella Turchia che sta cambiando con rapidità. Il medico frequenta lo sfarzo dei salotti e si misura con la gente del popolo, svolgendo la professione. Un personaggio animato dall'interesse, dalla curiosità intellettuale e dalla passione per le donne. Si direbbe un romanzo di pura fantasia, ma in realtà è la storia del padre dell'autrice, ricostruita attraverso le carte ingiallite ritrovate nei cassetti di casa. Leggendo il libro sembra di vedere scorrere un film, ed io mi auguro che il libro vada nelle mani di un bravo regista perchè ne varrebbe la pena. Mi sento di consigliarlo vivamente. E' raro provare un senso di appagamento pieno dopo aver letto un libro e Doctor Bey trasmette questa sensazione positiva.

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