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Zeruya Shalev

Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
Pagine: 286 p. , Brossura
  • EAN: 9788807031939

Dolore è un romanzo potente, semplice e indispensabile come un fenomeno naturale. Ed è pure un’esperienza di grande intimità con Iris, la protagonista, perché la voce del narratore esterno fin dalle prime righe è pregna del punto di vista, dei pensieri, dell’anima della protagonista. Iris è direttrice di una scuola a Gerusalemme, dove vive insieme al marito e a due figli. Una mattina viene svegliata da un dolore straziante, che la riporta dritta al giorno in cui, dieci anni prima, mentre andava al lavoro in auto, un autobus è esploso accanto a lei. Insieme al dolore fisico torna anche il ricordo di Eitan, il primo amore di Iris, forse anche l’ultimo, visto che dopo di lui non era più riuscita a provare un sentimento così totalizzante. Il bello è che non fa in tempo a tornarle in mente Eitan, che ecco che lo incontra per caso, dopo trent’anni. E in un concatenarsi di piccoli eventi, di per sé del tutto verosimili ma circonfusi di un’atmosfera magica, sacra quasi, i due tornano ad amarsi, con la stessa intensità, la stessa perfetta intesa di quando erano ragazzi. Il dolore che si è risvegliato in lei è una sorta di segnale fisico del sovrannaturale che sta per manifestarsi, come quando nei poemi omerici le perturbazioni atmosferiche annunciano l’arrivo della Divinità. E la Divinità qui è l’amore simbiotico, la fusione di identità, la cancellazione del tempo. Come tutte le Divinità, anche questa è selvaggia e imprevedibile, rischia di distruggere tutto: rispettabilità, famiglia... Ne ha paura Iris quando, sperando in un incontro fortuito, attraversa nottetempo una siepe per entrare nel giardino della casa di Eitan. Come un ladro nella notte, Iris va incontro al suo Giorno del Giudizio, perché in quel giardino troverà Eitan, e con lui la sé stessa di trent’anni prima. E in cambio rischierà di perdere la donna che è stata fino a quel momento. Ma in fin dei conti di cosa è fatta la nostra identità: apparteniamo più alla famiglia che abbiamo costruito, con tutte le approssimazioni ai desideri, le frustrazioni, oppure al nostro Assoluto, all’Assoluto come l’abbiamo conosciuto nella nostra vita, ai momenti di miracolosa coincidenza con noi stessi? E poi qualcosa accade: un altro Dolore chiama, un’altra Appartenenza, un altro Assoluto. La figlia è in pericolo, e nel cercare di salvarla Iris si ritroverà alle prese con due ragazze: la ragazza che lei è stata è la ragazza che sua figlia è, finché “insieme e ognuna per conto proprio si troveranno a imparare la gloria della realtà”.

Recensione di Marilena Rossi

Recensioni dei clienti

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    Tinama

    11/01/2017 17.42.46

    Piacevolmente interessante. L'autrice rimane a tratti un po' ostica. Non sempre o non subito si afferrano alcuni pensieri. Colpa della traduzione, della struttura sintattica, dello stile della scrittrice o della sua modalità di pensiero?

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    Diana

    24/12/2016 16.22.35

    Molto interessante, questo libro parla di amore e dolore, intrecciati indissolubilmente. Parla dell’amore per il marito, per i figli, per un antico fidanzato mai dimenticato; e parla del dolore, quello fisico (la protagonista e’ scampata per miracolo ad un attentato terroristico a Tel Aviv), che ora, dopo 10 anni, riesplode; e con questo dolore rinasce l’amore, ma anche il dolore stesso, per un vecchio fidanzato che l’aveva lasciata tanti anni fa. E’ un libro da cui non riesci piu’ a staccarti, e nel quale ti rispecchi, anche se non con le stesse modalita’, perche’ i dolori e l’amore sono universali. L’unico aspetto che non mi e’ piaciuto (ma e’ un gusto personale), e’ la scelta del tempo presente durante tutta la narrazione, che a me da’ leggermente fastidio e a causa del quale non gli do’ il massimo del punteggio.

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    AA69

    14/10/2016 18.57.58

    Libro Mondo Donna. C'e' tutto in questo libro, tutto quello che una donna moderna può vivere, sopportare, intuire, combattere ed accettare. Non come resa, ma come unica via per la salvezza di chi ama. Ci sono catene vecchie come il mondo, che la donna non subisce, ma "INDOSSA". Conscia che I vincoli ed I valori morali ti limitano la vita e la liberta' d'amare. Sempre consapevole che un altro amore, quello che ti lega ad un figlio, è forte come la Ginestra e tutto può rinascere dove meno te lo aspetti. L'intuito di una donna, madre e moglie, vede oltre ogni barriera da Roma a Gerusalemme o Telaviv.

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