Il dolore perfetto

Ugo Riccarelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 325 p., Brossura
  • EAN: 9788804537618
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Recensioni dei clienti

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    maurizio ronchi

    29/06/2014 16:33:38

    Ho trovato il romanzo molto bello,come tutti quelli di Riccarelli,ottimo scrittore,che se ne andato troppo presto,mi dispiace leggere delle recensioni negative,ma è proprio questa la bellezza degli esseri umani:la diversita',un consiglio:provate a rileggerlo.grazie

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    Sweeney

    20/12/2013 18:10:56

    Un supplizio mortale. Come arare un campo tirando l'aratro con un dito. Come mangiare assieme lasagne al forno, baccalà di secondo e una Sainthonoré come dolce. Un morto ogni dieci pagine. Personaggi affastellati senza alcun criterio, una saga multifamiliare senza alcun significato. Ripetitivo fino alla nausea. Inutile. Si vive bene anche senza averlo letto.

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    Renzo Montagnoli

    08/10/2013 12:34:10

    Il libro inizia con il momento della morte di Annina, che ha perso la memoria e la ritrova nel momento supremo, ricordandosi proprio della sua nascita, delinea in un arco di tempo brevissimo i due momenti salienti della vita di ogni essere umano: la sua comparsa sul mondo e la sua dipartita, due eventi che sono il recto e il verso di una stessa medaglia, la vita. È un destino, questo, che ci accomuna, ma è ciò che si è stati e si è fatto vivendo che lascia traccia di noi, e nelle storie di questo stupendo romanzo il ricordo è sempre presente, partendo, nella saga di due gruppi familiari, dall'Unità d'Italia per arrivare quasi ai giorni nostri, storie di individui che s'incrociano con la grande storia, che ne fanno parte, che contribuiscono a crearla. Alla famiglia del Maestro, ispirata da nobili ideali e da un profondo senso di libertà e di rispetto per la dignità di ogni uomo, si contrappone quella dei Bertorelli, commercianti di maiali, più inclini alla materialità, al guadagno e a un certo egoismo, piuttosto che alla solidarietà. Le vicende di queste due famiglie procedono parallele per un certo periodo di tempo, ma poi accade che, con un matrimonio, si incrocino, e sullo sfondo troviamo i grandi fatti, i moti popolari del 1900, le cannonate di Bava Beccaris, la prima guerra mondiale, l'epidemia di febbre spagnola, l'avvento del fascismo, il secondo grande conflitto, l'occupazione tedesca, la resistenza, il difficile dopoguerra. Riccarelli ha una grande delicatezza nello scrivere, frutto anche di una notevole sensibilità che si riflette nei tanti personaggi, nelle loro gioie, nei loro dolori. E al riguardo cos'è il dolore perfetto? È quello del Maestro che pensa alle ingiustizie del mondo oppure quello di quando va incontro alla morte con la forza solo dei suoi ideali, è quello di Rosa che accomuna la violenza insensibile sul maiale ammazzato a quella con cui il marito consuma il matrimonio, solo per fare degli esempi. Il dolore perfetto é un capolavoro.

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    xyzeta

    11/09/2011 09:18:55

    Una noia mortale, più di una volta ho avuto la tentazione di abbandonarlo perché mi interessava poco sapere come andava a finire. E' un romanzo epico che concentra le vicende di personaggi per la maggior parte negativi o ben poco interessanti presentati come degli eroi e racconta un mondo insulso descritto come un paradiso terrestre. A questo punto mi chiedo: nel 2004 non era stato scritto nessun altro romanzo degno del premio Strega?

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    massimo77

    03/01/2011 16:40:48

    La cifra di questo bel libro è il raccontare e il ricordare, trama e ordito che legano insieme i fili delle storie di uomini e donne a formare il tessuto di una società e delle generazioni figlie delle stesse storie e della Storia che tutto e tutti avvolge e determina quasi ineludibilmente. L'incedere lento dei racconti e dei ricordi, grazie ad una scrittura piana e rotonda articolata in frasi ampie, accentua l'intensità dei passi che maggiormente coinvolgono l'emotività del lettore, trascinandolo inesorabilmente nel "dolore perfetto" che investe i personaggi. Un dolore che ferisce e uccide ma che funge da maestro per coloro che sono chiamati a continuare il "moto perpetuo" dell'esistenza nella reviviscenza del racconto e del ricordo e nella quotidiana lotta per la vita. Do il massimo del voto perché è un libro che fa riflettere e dà un insegnamento importante a chiunque voglia recepirlo e metterlo in atto.

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    jugiu

    07/12/2010 12:08:53

    Da leggere perchè ti lascia dei pensieri anche profondi, ma ho fatto fatica ad andare avanti: a tratti noioso e pesante.

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    alegia68

    06/05/2009 09:12:22

    Non ho ancora terminato di leggerlo( mi mancano le ultime 50 pag.) e senz'altro lo terminerò, però vorrei dare lo stesso il mio parere...Se è vero che l'avvio del romanzo è piuttosto promettente, poi però, pagina dopo pagina,è cresciuta pian piano una delusione, una disaffezione a tutto l'intreccio, a tratti davvero ben scritto ma poi sempre più spesso prolisso,carico di elementi e descrizioni poetiche che si fanno "pesanti". Cresce la noia e l'obiettivo di avvincere il lettore non viene centrato: peccato !

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    Michela

    19/04/2009 19:27:26

    Già durante la lettura mi chiedevo spesso come abbia fatto a vincere lo Strega! E' chiaro che l'autore sente forte la suggestione di Marquez (autore che amo alla follia) e che abbia tentato di portare il "realismo magico" in Italia, ma è altrettanto chiaro che l'operazione non gli è riuscita. Non è possibile accostare fatti e personaggi storici (Bakunin, Bava Beccaris, Adua, le guerre mondiali, ecc) al primo Sole che svanisce dopo il bagno o a Rosa che scompare seguendo il medico dei giocattoli! Vogliamo poi parlare della sfortuna?! I Malavoglia sembrano baciati dalla dea bendata a confronto di questa famiglia! Inoltre il romanzo non è per nulla organico. Può essere una scelta dell'autore dilatare alcuni momenti ed essere più sintetico in altri, ma il lettore non deve avvertire il senso di fastidio che ho avvertito io per questa disomogeneità. Mi ha pure infastidito lo sfasamento temporale, per cui la nascita dei gemelli Bertorelli per molte pagine mi è sembrata quasi contemporanea alla storia d'amore tra il maestro e la vedova Bartoli. Altro particolare assurdo: un aereo non viene collaudato prima di essere usato nei voli di linea?! La parte finale (soprattutto quella ambientata in Russia) è infine una delle parti più stiracchiate del romanzo, trascinata a stento verso una conclusione che dovrebbe dare un senso compiuto a tutta la storia (ancora una volta sul modello, mal imitato, di Cent'anni), ma non ci riesce. Non ho dato il voto minimo solo perché riconosco all'autore una certa abilità nella scrittura, che tuttavia non ha saputo utilizzare adeguatamente, dal momento che pagine innegabilmente ben scritte si alternano ad altre improntate a una sciatteria altrettanto innegabile.

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    BEPPE BALZARINI

    23/04/2008 10:31:46

    Stupendo, mi ha profondamente impressionato dalle prime pagine fino alla fine. Troppi morti? Si svolge in un periodo troppo lungo? Ma dai, conoscete qualcuno con un destino diverso dalla morte? Ma avete letto "Cent'anni di solitudine" di Márquez, Nobel per la letteratura, un capolavoro il cui titolo è... un programma? Beppe Balzarini

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    Clara

    01/04/2008 13:46:03

    Una storia che intrattiene e fa pensare. Elegante e semplice, un libbro che si puo' rileggere e trovare cose nuove.

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    Esther

    13/01/2008 13:14:29

    Ho finito da poco di leggere questo libro e nel giudizio concordo in tutto e per tutto con quello dato da PaolaV il 19-07-2007. Il libro non è solo molto bello, nella sua "perfetta" drammaticità ha la capacità di coinvolgente e suscitare un interesse sempre vivo nel lettore. Trovo sia straordinario il modo in cui è stato ripercorso uno spaccato della storia d'Italia attraverso l'intreccio e il percorso dololoroso di personaggi nei quali forse si potrebbe riscoprire un pò nel passato di ognuno di noi. Sublime e profonda la scrittura di Riccarelli che penso ha degnamente meritato l'importante premio Strega.

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    Ros

    06/12/2007 20:16:59

    Triste sicuramente, ma anche poetico, coinvolgente e mai noioso. Sarà che mi piacciono le saghe familiari e perciò ho apprezzato molto la storia e lo stile di scrittura.

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    Giovanni

    10/11/2007 18:32:30

    Strano. Un libro insolito, a dire il vero non mi è piaciuto molto. Nella parte centrale si rivela più intrigante, ma poi si disperde eccessivamente. Molte situazioni e molti personaggi potevano essere tralasciati. Una sola certezza: non credo meritasse lo Strega

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    pietro taranto

    04/10/2007 10:53:41

    insopportabilmente prolisso. da evitare.

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    enza

    11/09/2007 15:45:21

    per chi ama le saghe famigliari e' un libro"perfetto".

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    PaolaV

    19/07/2007 15:51:58

    Uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Un libro estremamente drammatico, ma di una poeticità sorprendente e struggente. Penso in particolare al passaggio dove viene descritto il parto di Rosa. All'epoca moltissime donne morivano di parto e il leggere una ricostruzione tipica del rapporto dolce, forte e assolutamente temporaneo che si stabiliva fra la puerpera e la sua levatrice mi ha trasmesso un'emozione molto intensa. Ho letto gli altri commenti ed alcuni dicevano che ci sono troppe morti in questo romanzo. Che novità! Il libro racconta un periodo della ns storia in cui la gente semplice moriva a volte come mosche, spesso ancora bambini, o vittime di ingiustizie (es. la morte del personaggio Ideale a causa del pestaggio degli squadristi fascisti dell'epoca) che ancora oggi a volte non vengono trattate adeguatamente. Personalmente lo ritengo uno splendido tributo a persone come i ns bisnonni, persone delle quali raramente sappiamo qualcosa, perchè si è persa purtroppo l'abitudine di raccontare ai bimbi le vicende dei propri parenti lontanti, racconti che potrebbero servire validamente per dare una base, un vissuto ai ns figli, spesso adolescenti persi in problemi che non sono realmente problemi. I ns bisnonni, persone che vissero vite sicuramente molto più difficili di quelle che possiamo vivere noi e che seppe comunque andare avanti e costruire una società nella quale, comunque, nel bene o nel male, viviamo noi contemporanei.

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    alex

    15/07/2007 23:53:34

    concordo con chi dice 'troppe disgrazie': non è possibile fare un così lungo elenco di morti assurde..! e poi racconta un arco di tempo troppo lungo x essere ben dettagliato: su alcune cose glissa clamorosamente mentre su altre si perde in 1.000 parole.. con quale criterio di scelta? boh..! non mi ha convinto.. sconsigliato!

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    elisa***

    21/05/2007 19:06:37

    noioso, pesante, non sono riuscita a finirlo...peccato.

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    Giuliopez

    23/04/2007 17:29:43

    Triste ma commuovente e coinvolgente! Riccarelli scrive veramente bene.

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    Stefania

    27/03/2007 11:55:55

    Ben scritto, ma troppo, troppo drammatico!! E poi cavolo, ma uno vivo lo poteva lasciare, no?? Poi la trovata finale dell'aereo, quando ormai pensavi potesse salvarsene uno..Peggio delle tragedie di Shakespeare..

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