Editore: Croce Libreria
Collana: Off-side
Anno edizione: 2010
Pagine: 144 p.
  • EAN: 9788864020907

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    Sergio D'afflitto

    02/03/2011 04:36:01

    Esistono gli angeli? La domanda, posta a chi per inclinazione filosofica e vocazione razionalistica non crede al Trascendente, parrebbe implicare una risposta scontata; eppure pensiamo a un altro tipo di angelo, ben poco celestiale e molto terreno, quasi umano. Un angelo che non ha paura di affrontare la vita, di affondare con le braccia fino ai gomiti nel fango delle miserie quotidiane, perché caratteristico dell'esistenza è il ritmo alterno dei momenti belli con i momenti brutti, tale che spesso solo l'attesa e la speranza dei primi riscatta e fa sopportare i secondi. Un angelo che nonostante tutto riesce a restare nella sua purezza, a dispetto delle debolezze che tutti gli angeli dal volto un po' umano hanno: tifano allo stadio e giocano al Totogol, si arrabbiano, s'ingelosiscono e, udite, udite, s'innamorano. E cosa succede quando un angelo s'innamora di un essere che la natura ha costretto in un corpo non suo, dalla sessualità incerta, dalla quale solo aspetta di venirne fuori? Beh, succede che l'angelo si convince che, dopotutto, la vita terrena è molto più variegata, nelle sue fantasiose realtà, dell'asettica e univoca "Perfezione Celeste". E, parlando di perfezione, si scopre come l'idea stessa sia demolita nell'evoluzione del racconto dalla bellezza dell'"imperfezione", perché alla fine di queste pagine ci si accorge che essa non esiste. Per fortuna. Un libro insolito, quasi una favola metropolitana, che tratta con delicatezza la tematica transessuale. Una storia che può prendere vita anche sul grande schermo, per il quale sembra fatta apposta.

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    Liliana Gimenez

    02/03/2011 04:25:34

    Leila Daianis vive tra noi ed é una donna ex-transessuale. Il racconto in positivo della sua storia di vita non ripropone i soliti stereotipi che contribuiscono a marginalizzare le persone che si trovano nella condizione della disforia sessuale. Leila può dire davvero di aver conosciuto due mondi, di aver vissuto due vite che s'intrecciano e sfumano l'una nell'altra, da uomo e da donna, e ciò porta con sé una ricca molteplicità di esperienze. Viene da citare il mitico Tiresia, prima maschio poi femmina, l'androgino Middlesex di Eugenides, allevato come bambina anche se maschio, o il film Transamerica, centrato sulla figura di un padre che affronta l'operazione chirurgica che lo farà riappropriarsi anche fisicamente della sua identità mentale tutta al femminile. La vicenda diventa molto interessante giacché narrata da due punti di vista, quello dell'"angelo" e quello della "donna dell'angelo". Leila è la "donna dell'angelo", una lei nata lui, figlia di una ballerina cubana e di un militare, abbandonata troppo presto dalla famiglia d'origine e cresciuta in adozione. Lui è il suo angelo protettore, che la accompagna amorevolmente per tutto il Sudamerica e anche oltre. Finirà per innamorarsi così tanto di Leila da chiedere agli dei di poter diventare umano e di avere il "privilegio" di invecchiare insieme alla sua donna, vestendo i panni di un uomo comune. In mezzo, dapprima l'impegno artistico di Leila, il teatro di strada, poi la presa di consapevolezza del suo transessualismo, la lotta per i diritti dei diseredati della Terra, la scoperta dell'Europa e alla fine la decisione di stabilirsi a Roma, dove trova (finalmente) l'amore e tutt'oggi s'impegna per i diritti dei transessuali. Una sorta di viaggio nel senza tempo dei misteri umani e divini. Un racconto poetico, per molti versi divertente, sicuramente vero.

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    Davide Tolu

    02/03/2011 04:18:07

    Lo dirò subito: questo libro mi piace. Non perché tratti (anche) un argomento a me caro - il transgenderismo e lo scardinamento del binarismo di genere - ma perché sprizza voglia di vivere, allegria e coraggio. È uno stimolo a lasciarsi andare, sull'esempio di Leila, con divertimento e senza paura: perché siamo sempre protetti, che ce ne rendiamo conto o no. Già. La cosa che maggiormente mi colpisce, di questa storia, è la sua profonda spiritualità, il suo carattere interdimensionale. La vita di Leila - che incredibilmente è una persona reale e non il personaggio di una fiaba, a dimostrazione che la realtà supera sempre la fantasia - è raccontata da un punto di vista privilegiato e ultraterreno, da quel Nulla o Tutto in cui non c'è giudizio e le vicende umane non hanno niente dello spessore tragico che noi miopi mortali gli attribuiamo. Se gli angeli non hanno sesso, la problematica trans non si pone»: è con questa ineffabile leggerezza, con questa cristallina leggiadria che le avventure di Leila si pongono di fronte ai nostri occhi di meravigliati lettori. Nessuna tragedia. La nostra eroina va avanti nella vita spostandosi nel tempo e nello spazio inattaccabile agli eventi. Sfugge ai pericoli mortali, agli abbandoni, ai rifiuti, nulla sembra toccarla e ovunque vada, come una specie di fata della primavera, regala il sorriso dei suoi occhi grigioverdi. Fardelli pesanti come l'adozione, il rimbalzare da una famiglia all'altra, la confusione identitaria e la transizione, il pellegrinaggio di città in città, da un capo all'altro del mondo alla ricerca di radici e di casa: tutto sembra non avere peso per lei. Leila e Liliana, due donne piene di talento e bellezza che hanno scelto l'Italia come loro seconda patria. Hanno arricchito questo Paese e le vite di tutti coloro che le conoscono. Fortunato chi potrà incontrarle nella propria strada.

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    Giulia Meloni

    02/03/2011 03:57:31

    Sono un'anziana signora fiorentina, traduttrice, sensibilizzata dalla causa GLBT per il semplice fatto di avere una sorella omosessuale, accoppiata e felice. Ho letto il primo libro di Liliana Gimenez "Il Volo della Sirena", che ho ritenuto splendido. L'ho comprato e letto d'un fiato in due pomeriggi. Mi ha gradevolmente sorpreso la delicatezza con cui l'autrice tratta l'argomento pedofilia e transessualità. Già dalle prime pagine fa prendere al lettore le parti della bella protagonista (che vive a Roma e ha dato la testimianza diretta della sua esperienza di vita al Maurizio Costanzo Show). Potrebbe diventare un libro-simbolo nella lotta contro le discriminazioni a sfondo sessuale, l'ho trovato molto educativo per tutti i genitori, e perfino "terapeutico" nel senso che personalmente mi ha aiutato a rivedere gli ultimi preconcetti che mi ero fatta nel corso degli anni. Sarebbe un vero peccato che non arrivasse alla gente comune e rimanesse ghettizzato negli ambienti GLBT. E la stessa delicatezza ritrovo ne "La donna dell'angelo", della stessa autrice, che della causa Transex ormai e' ottima alleata. Ho trovato la stessa forza di una penna al femminile che emerge per farsi sentire fuori dal coro. Vorrei incoraggiarvi a leggerli e farveli "adottare". Vi lascio questo mio suggerimento: raccomandateli ad altri amici, sono un'opera sociale. Giulia Meloni

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