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Recensioni Doromizu. Acqua torbida

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    16/12/2019 09:47:14

    Spinto dalle recensioni positive ho cominciato con entusiasmo a leggere il romanzo, ma devo confessare che mi aspettavo di più dall'ex paroliere e vocalist "Katanga" ( o come i suoi fan più affezionati lo ricordano: "Gamba di legno" ) dei mitici "Sottofasciasemplice", ridente gruppo Rock della Capitale. Non c'è dubbio che come musicista riusciva ad esprimere al meglio le sue indiscutibili doti artistiche. Rimangono memorabili le sue performance su alcuni prestigiosi palchi d'Italia. Attendiamo con ansia, fiduciosi, un suo prossimo ritorno alla musica.

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    04/07/2019 16:38:52

    Doromizu. Acqua torbida è il primo romanzo di Mario Vattani, esperto conoscitore del Giappone, così a fondo tale da venire nominato console italiano ad Osaka; la sua passione per la cultura e le tradizioni nipponiche lo hanno portato ad essere un’autorità nel terra del Sol Levante, del quale conosce e parla perfettamente la lingua. Il libro può essere interpretato come una sorta di autobiografia dell’alter ego di Vattani stesso e narra della vita di Alex, un giovane venticinquenne squattrinato, che si trova a Tokyo con un visto di studio, per inseguire la sua passione: fare del cinema. Entra in contatto però con ambienti equivoci della capitale, che gli permetteranno di mettere le mani su una ingente somma di denaro e di poter intraprendere il suo sogno di fare il cameraman, ma partendo dal livello più basso e squallido delle produzioni pornografiche. Conoscerà così vari personaggi che avranno su di lui un diverso impatto: casalinghe annoiate, studentesse in cerca di trasgressione e produttori senza scrupoli, ma anche alcuni famigerati membri della yakuza, la mafia giapponese. Il romanzo è per questo chiamato «acqua torbida», perché è un viaggio in una Tokyo viscerale, sudicia e melmosa – oltre che quella caotica, pulsante, fatta di grattacieli illuminati ed autostrade affollate - che Alex si troverà ad affrontare e con un atto di coraggio riuscirà a «purificare» anche se dovrà pagarne di persona le conseguenze. La prosa di Vattani è scarna, asciutta e si basa per lo più sui dialoghi che le descrizioni, anche se queste non mancano, e talvolta sono incisive e taglienti. Le scene porno non sono mai descritte in modo esplicito e volgare e questo è un punto di merito per l’Autore nella trattazione di un argomento così scabroso. Nel complesso è un buon romanzo d’esordio del console, che ci fa avvicinare ad un Giappone postmoderno ed ipertecnologico, abbastanza lontano a chi si è formato sulle opere di Mishima in cui modernità e tradizione erano in costante conflitto.

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    FB
    24/05/2018 12:09:28

    Bellissimo romanzo, vivo, coinvolgente e intenso. Spero in un seguito.

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    11/06/2016 19:43:00

    Devo dire che ho trovato questo romanzo piuttosto deludente. Discretamente interessanti le descrizioni del Giappone e del modo di vivere e di pensare dei suoi abitanti, ma abbastanza noioso per il resto, dato che non sale a livelli da stimolare una certa adrenalina se non nelle ultime poche decine di pagine dove (finalmente) si fa avvincente, ma con un finale vagamente interlocutorio e che lascia molto amaro in bocca.

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    23/03/2016 12:33:08

    Un grande romanzo a vari livelli. Il noir della trama "portante", il percorso di formazione del protagonista, un viaggio nella Tokyo tentacolare che si snoda come un serpente mitologico e che da labirinto si trasforma nel mezzo per raggiungere la Luce e la Montagna, un racconto "nascosto" che spiega come trovare il sacro nel torbido, un viaggio a 360 nella cultura giapponese dove i diversi secoli convivono nello stesso istante. Da leggere e ri-leggere almeno una seconda volta per assaporare tutti gli aspetti di questo piccolo capolavoro narrativo.

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    Ada
    18/03/2016 14:33:49

    Uno dei romanzi più belli pubblicati negli ultimi anni. Fa vivere il Giappone in maniera appassionante e chiara, diretta e intrigante. Un viaggio iniziatico tra tenebre e luce.

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    17/03/2016 14:44:31

    Gran bel romanzo, con una trama avvincente e una scrittura pulita e cinematografica, che ci porta con il protagonista (l'italiano Alex Merisi) in giro per una Tokyo che è l'archetipo della metropoli moderna dalle tante facce, capace anche di nascondere nel suo ventre segreti, lati oscuri e, appunto, acque torbide. Acque torbide che Doromizu racconta senza veli e senza compiacimento, come fossero uno specchio della personalità in evoluzione dello stesso protagonista, la cui parabola nell'arco delle trecentosessanta pagine fa di Doromizu un insolito ma appunto godibile romanzo di formazione. Da leggere tutto di un fiato.

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    02/03/2016 15:11:19

    Per me leggere Doromizu è stato come un viaggio nel paese che ha sempre suscitato in me un'attrazione irresistibile, amplificata dalle leggende che lo circondano.. Mi sono sentita guidata come nell'oscurità, attraverso complesse e affascinanti tradizioni giapponesi. Secondo me il libro permette anche di comprendere l'essenza di un paese tanto lontano quanto affascinante. Lo stile dell'autore è accattivante e vibrante, di una scioltezza esilarante. lo rileggerei mille volte..

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    28/02/2016 11:03:27

    La terra del sogno, il Giappone cui il protagonista Alex è così spasmodicamente attaccato, quando gli si rivela del tutto mostra un volto che nemmeno lui si attendeva. E così la storia, iniziata con un delitto, finirà con l'esilio. È, dopotutto, il triste destino dell'eroe. Chi ha visto, chi ha conosciuto, chi davvero ha camminato il sentiero dell'illuminazione, dopo, alla fine, non potrà riposare tra chi è rimasto immobile. Chi ha sognato non potrà più comunicare con chi ha rinunciato al sogno. Il Romanzo rende ancora più evidente questo tratto con l'uso ossessivo e sincopato, dell'eterno presente. La storia non è temporalmente collocata, poiché tratta di temi acronici. Le pietre miliari con cui si identifica la fisionomia della narrazione sono i segni della decadenza morale e culturale. E quelli del viaggio iniziatico, nascosti, mai sfacciati. Là da vedere per chi sa dove cercare.Lo stile è unico. Rapisce il lettore. Fa stridere l'attrito dei registri, in superficie leggero, ma in cui ogni dettaglio, ogni parola, ogni omissione, scavano livelli su livelli. Ed il più grande rimpianto, almeno per chi scrive, è saperne così poco sul mondo Giapponese da non capire tutte le sfumature nascoste nei nomi e nei luoghi. Il successo del libro si capisce appieno quando, domandosi cosa ci si stia perdendo, ci si scopra a chiedersi a cosa si sarebbe disposti a perdere per scoprirlo. Ed alla fine, quasi per caso, si sente l'anima dell'autore, un'anima che ormai non si può più toccare perché appartiene ad un mondo che ci è precluso.

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    26/02/2016 16:03:28

    Bel libro che riesce ad esprimere al meglio l'amiente noire di Tokyo tramite la figura di Alex giovane europeo e la sua esperienza nelle viscere del Giappone più vero

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