Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 12 gennaio 2017
Pagine: 249 p., Rilegato
  • EAN: 9788811672623
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 
 
Le prime frasi del saggio

Mi siedo a un piccolo tavolo di formica nell’ufficio angusto di Frau Schulz all’Ente federale per gli archivi del servizio di Sicurezza nazionale dell’ex Repubblica Democratica Tedesca: il ministero dei dossier. Aprendo la cartella, mi ritrovo a pensare a uno strano momento della mia vita nella Repubblica Democratica Tedesca.
Una notte del 1980, quando ero studente a Berlino Est, tornai con una ragazza, Andrea, nella mia camera, in un fatiscente caseggiato in stile guglielmino nel quartiere di Prenzlauer Berg. Era una camera con vista, nel senso che ci si poteva guardare dentro da fuori. Grandi porte-finestre davano direttamente su un balcone e, se non fosse stato per le tendine, la gente che viveva dall’altra parte della strada avrebbe potuto tranquillamente osservare l’interno.
Mentre ci abbracciavamo sul lettino stretto, Andrea all’improvviso sgusciò via, finì di spogliarsi, andò alla porta-finestra e scostò le tendine. Accese la luce del lampadario e poi tornò da me. Se fossimo stati, diciamo, a Oxford, probabilmente mi sarei un po’ turbato per la luce forte e le tende aperte. Ma eravamo a Berlino, e quindi non ci pensai più.
O meglio, non finché seppi del dossier. Allora mi ricordai di quel momento e cominciai a chiedermi se Andrea avesse lavorato per la Stasi, e se avesse aperto le tende perché ci potessero fotografare dall’altra parte della strada.
Forse quelle foto si nascondono nella cartella, che Frau Schulz ha già esaminato. Cos’è che ha detto? «Lei ha un dossier molto interessante.»
Sfoglio in fretta le pagine e sono sollevato nel constatare che non ci sono fotografie del genere e che Andrea non compare come informatrice. Ma ci sono altre cose che mi colpiscono. Qui, per esempio, c’è il rapporto di un pedinamento con la descrizione di un giro che feci a Berlino Est il 6 ottobre 1979 dalle ore 16.07 alle ore 23.55. La sigla assegnatami allora dalla Stasi era, meno romanticamente, «246816».