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Dove eravate tutti

Paolo Di Paolo

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 224 p., Brossura
  • EAN: 9788807880193
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    Davide

    01/08/2015 11.21.25

    Uno dei tanti autori italiani che sanno scrivere molto bene, che hanno un gran bagaglio culturale, ma che, alle prese con la costruzione di un romanzo, stentano e vanno in affanno sulla lunga distanza. A tratti autocompiaciuto, a tratti efficace, "Dove eravate tutti" è un libro con delle buone potenzialità ma non sempre colte a dovere.

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    cristina

    06/09/2014 12.13.18

    Una storia abbozzata e tanti flussi di pensiero libero, senza senso, snervanti a volte. Del tutto assurda la seconda parte del libro. La politica e l'analisi sociologica sull'Italia di oggi non c'entrano niente con questa storia, anzi, il tentativo di fare della satira prendendosela con un facile obiettivo italiano, mister B., risulta persino patetico. Di Paolo sa scrivere bene ma non sa raccontare, ci propina le sue riflessioni giovanilistiche e alcune tirate moralisticheggianti. Alla fine della storia non sappiamo niente di quel minimo di trama che avevamo intravisto: cosa accadrà al padre, al figlio che ritrova l'amore (ma lo ritrova?), al matrimonio dei suoi genitori...? In conclusione, la lettura delle "note dell'autore" ci fa scoprire che alcune delle frasi più belle del romanzo sono state estrapolate da altri autori. Resta la sensazione di aver letto niente, seppur a tratti ben scritto.

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    claudio

    11/11/2012 20.09.41

    Commentare un romanzo, anche se, è ovvio, solo per dare una indicazione a potenziali lettori, non è, di norma, impresa facile. C'è tanta soggettività, nella lettura, che ogni commento, a seconda di chi lo legge, può risultare, a posteriori, fuorviante, errato, insufficiente, inadeguato (anche). E questo potrebbe essere il caso. Di Paolo scrive decisamente bene. E questa sua storia, pur semplice (ma neanche troppo), ha una iniziale capacità attrattiva notevole. Mano mano che va avanti, però, stenta, si perde un po' per strada. Ricavo quasi l'impressione che l'autore, a un certo punto, si sia un po' innamorato del suo bel scrivere smarrendo - o allungando a dismisura - il filo del romanzo. Così, ogni tanto, nella lettura salto qualche riga. Poi diverse righe. E, alla fine, quando mi chiedo se mi è piaciuto, mi rispondo:mah! Personalmente, e ad aver la sua innegabile capacità di penna, avrei investito qualcosa in più nella caratterizzazione dei personaggi e qualcosa in meno nel reticolato di digressioni. Ma trattasi, a mio avviso, di autore che va senz'altro seguito.

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    Deanna

    23/09/2012 23.45.56

    buon libro che, come sempre capita con i buoni libri italiani editi da Feltrinelli (vedi alle voci Mari, Santoni, Cornia) non ha ricevuto le attenzioni che meritava. Evidentemente preferiscono far cassetta col lit-trash di Baricco e De Luca.

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    ilse

    28/05/2012 12.11.37

    Come un incidente di percorso nella storia. Come una parentesi non significativa, chiudere gli occhi, stringere i denti e sicuramente la nottata passa. Intanto la nottata si allungava, si allungava e scorreva tutta la mia età adulta. Così leggo questo simpatico libro adolescenziale e mi accorgo che per qualcuno nato in questo ventennio, e cresciuto e ormai adulto, politica e società civile significano (come dato di fatto, né buono né cattivo solo vero) esattamente il grottesco insieme al quale sono invecchiata sentendomi sempre fuori posto. Romanzo fresco, molto "giovane" perché quasi privo di cinismo, forse addirittura ingenuo nella rappresentazione idealistica degli affetti familiari; interessante nella struttura; scivola con grazia ma lascia trasparire una sottofondo robusto che forse poteva mostrarsi di più. E' stato sfrondato da una pesante mano editoriale?

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    silvia

    28/01/2012 23.32.02

    L'impianto narrativo lascia un po' a desiderare. Folgoranti però le pagine sull'era-Berlusconi: quelle almeno vale la pena leggerle!

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    ant

    18/01/2012 18.08.38

    Libro in cui un trentenne dei giorni nostri affronta e sviscera sia impressioni riguardanti la sua privata che constatazioni e digressioni relative alle vicende italiche degli ultimi vent'anni. Vanno di pari passo in questa narrazione gli episodi familiari riguardanti l'io narrante, cioè Italo, e gli avvenimenti recenti politici,culturali e sociali italiani più significativi. Ho trovato molto interessanti e profonde le pagine in cui lo scrittore narra dei dialoghi tra Italo e suo padre, quest'ultimo un prof in pensione descritto come un esempio di rettitudine e morigeratezza, che però commette un gesto spiazzante e inaspettato che manda all'aria sia la sua aura da immacolato..che la quiete e la serenità della sua fam (investe con l'auto, di proposito, un suo ex alunno che gli stava particolarmente..simpatico). Negli scambi di domande, soprattutto di carattere privato tra i due, sul perché fosse successa una determinata cosa o sul perchè fosse capitato un particolare avvenimento, lo scrittore è abile e acuto ad inserire anche quesiti di carattere politico;infatti un adolescente che apre gli occhi al mondo attuale ,non può non chiedere ad un padre: dove eravate tutti,( da cui il titolo del testo) quando quest'Italia stava prendendo la deriva che ha preso e che ancora non è finita? Analizzando la situazione italiana attuale e facendo un bel parallelismo Di Paolo ci vede tutti su una nave da crociera. "Ci siamo saliti negli anni Ottanta, al ritmo di balere, discoteche e Colpo grosso. Abbiamo preso il largo e siamo rimasti a bordo per vent'anni" e ora? Da sottolineare ,per concludere, lo stile a metà tra il giornalistico e il confidenziale di Di Paolo, che accompagna il lettore in un amarcord di avvenimenti sicuramente non indifferenti a noi che abbiamo vissuto questi anni e allo stesso tempo capace di far incuriosire il lettore a riguardo di storie personali molto ben narrate. Da pubblicizzare, saluti

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