Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 587,75 KB
  • Pagine della versione a stampa: 163 p.
    • EAN: 9788823523463
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    Descrizione

    Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue. Questo è il primo romanzo di Jhumpa Lahiri scritto in italiano, con il desiderio di oltrepassare un confine e di innestarsi in una nuova lingua letteraria, andando sempre più al largo.
     
     
     

    Recensioni dei clienti

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      melissa

      22/09/2018 13:02:13

      "Non mi resta niente della brigata straniera, del loro godimento famelico. Il tavolino è di nuovo pulito, i posti attorno liberi. E ora rimpiango di non aver assaggiato nulla di quel pasto abbondante di cui non mi hanno lasciato, gentilmente, nemmeno una briciola". Nelle ultime parole di questa sorta di romanzo a episodi, l'autrice tenta di spiegare come la vita con le sue piccole e insignificanti vicende vada assaporata briciola dopo briciola. Nel dispiegarsi dei giorni e della nostra esistenza, rischiamo di restare affamati presso una tavola imbandita.

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