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Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della grande guerra. Ediz. illustrata
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Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della grande guerra. Ediz. illustrata
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Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della grande guerra. Ediz. illustrata - Emilio Gentile - copertina
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Descrizione

Dieci milioni di morti, tre imperi secolari annientati, rivoluzioni, guerre civili, nuovi Stati, nuovi nazionalismi, nuove guerre. È la fine del primato europeo nel mondo. Sono queste le conseguenze dei due colpi sparati a Sarajevo il 28 giugno 1914. Un mese dopo esplode la guerra europea: in quattro anni, diventa la prima guerra mondiale. Nel continente che domina il mondo, la modernità trionfante della Belle Epoque si trasforma nella modernità massacrante di una guerra totale. La prima guerra mondiale lascia un marchio tragico nella coscienza umana: venti anni dopo, una seconda guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti, lo rende indelebile. Gli storici interrogano la grande guerra: perché scoppiò, perché tanti milioni di soldati furono massacrati e perché altri milioni continuarono a combattere per tanto tempo? Conoscere la sua storia è la condizione per trovare una risposta. Emilio Gentile racconta con parole e immagini l'evento che ha dato origine all'epoca in cui viviamo.
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3
2016
Tascabile
31 marzo 2016
XI-226 p., ill. , Brossura
9788858123898

Valutazioni e recensioni

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Gaia Tonesi
Recensioni: 5/5

Bellissimo libro per chi ama la storia.

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Giancarlo Lupi
Recensioni: 4/5

È utile rileggere questo libro di Emilio Gentile cento anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Esso analizza le ragioni che scatenarono lo scontro fra l'Intesa (Gran Bretagna, Francia, cui si associò l’Italia, e Russia) e gli imperi centrali (Germania e Austria-Ungheria con l’Impero Ottomano) quando l’Europa era all’apice di un lungo periodo di pace e di progresso destinato, nel sentiment collettivo, a durare all’infinito. Sono descritte le grandi battaglie e la disumana vita di trincea dei soldati e analizzati i mutamenti geopolitici e sociali indotti dal conflitto e dalla vittoria dell’Intesa: la caduta di tre Imperi (austroungarico, ottomano e zarista, dopo la Rivoluzione d’Ottobre); la nascita di nuovi Stati in Europa e in M.O.; la crescita dell’intervento economico statale, anche in Paesi con solide tradizioni liberiste, come Gran Bretagna e Usa (entrati in guerra il 6 aprile ’18 a fianco dell’Intesa); il nuovo ruolo delle donne nella vita civile, gradualmente premiato con la concessione del diritto di voto; la sacralizzazione della Nazione e il culto del Soldato senza Nome; il reducismo e il combattentismo che, con le suggestioni alimentate dalla rivoluzione bolscevica, spinsero verso la progressiva militarizzazione della politica. La guerra si chiuse con una “pace senza pacificazione”. Il Trattato di Versailles ne fu l’evento topico. Mentre, da una parte, l’idea Wilsoniana della Società delle Nazioni ambiva a costruire un embrione di governance internazionale, a Versailles si posero le premesse di nuovi conflitti. Il revanscismo antitedesco dei francesi prevalse sugli inviti alla moderazione di Lloyd George. La Germania fu umiliata con perdite territoriali e pesantissime sanzioni economiche e militari. Le ambizioni italiane furono frustrate dalla mancata concessione di Fiume e della Dalmazia, per l’opposizione di Woodrow Wilson. Ne vennero i nuovi revanscismi fascista e nazista, la seconda Guerra mondiale e il definitivo affossamento del mito europeo.

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Claudio
Recensioni: 5/5

Ennesimo libro sulla Grande Guerra ed ennesimo libro di Emilio Gentile, ma anche questo è un libro riuscitissimo. In questi anni, nonostante sia il centenario da quegli eventi che cambiarono il mondo, non si parla abbastanza di quell'atroce decisione di imperialisti e avventurieri che provocò la morte di più di dieci milioni di persone. Ma non solo: Gentile analizza anche il post guerra, almeno quello dei primi due/tre anni, che contribuirono a peggiorare ancor di più lo scenario europeo e non solo.

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Emilio Gentile

1946, Bojano (CB)

Storico italiano.Allievo di Renzo De Felice.   Nella sua prima monografia, ha analizzato il ruolo della rivista La Voce nel panorama culturale e politico dell’età giolittiana (La Voce e l’età giolittiana, 1972). Successivamente si è dedicato alla nascita dell’ideologia fascista (Le origini dell’ideologia fascista, 1975) e alla figura di Mussolini (Mussolini e La Voce, 1976). Nel corso degli anni Gentile si è specializzato sul periodo del fascismo, dando alle stampe un buon numero di saggi su modernità, nazione, totalitarismi (ricordiamo almeno Il mito dello Stato nuovo, 1982, e Le religioni della politica, 2001). È stato insignito del premio Hans Sigrist dall’Università di Berna (2003) e (sulla scia del suo...

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