Eleanor Oliphant sta benissimo

Gail Honeyman

Traduttore: S. Beretta
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2018
Pagine: 352 p., Rilegato
  • EAN: 9788811672364

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Vincitore del National Book Award sezione Specsavers Popular Fiction Book of the Year. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura.

«Un fenomeno che ha dato vita a un nuovo genere letterario.» - The Guardian

«Imperdibile. Uno degli esordi più riusciti dell'anno.» - New York Times

«Commovente e saggio. Leggetelo.» - People

«Indimenticabile e vero.» - Daily Mail

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.


Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.

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Recensioni dei clienti

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    AntonellaM

    11/01/2019 22:34:28

    Finito ora! non volevo acquistarlo pensando si trattasse del solito caso in cui la troppa pubblicità delude e invece! non so in che genere collocare questo romanzo, Eleanor fa ridere nonostante i drammi vissuti! non è un libro pesante, il dolore è trattato con "leggerezza" e non è neanche superficiale, è la vita! siate gentile con tutti, non si può mai sapere quanto sia dura la vita o la giornata delle persona che avete davanti.

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    Aledifra

    04/01/2019 22:23:19

    Un libro bellissimo la cui protagonista, Eleanor, mi ha conquistata fin dalle prime pagine. Una storia divertente nella prima parte; più intima, commovente e delicata nella seconda. Assolutamente consigliato.

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    Noemi

    01/01/2019 23:58:58

    Devo ammettere che ero molto indecisa se acquistare o meno questo libro. Alla fine ho ceduto e ho fatto bene! Schietta e senza filtri la protagonista ti irrita e ti fa divertire allo stesso tempo. La parte del libro dedicata ai "giorni bui" è da brividi! Se c'è ancora qualcuno che non lo ha letto deve farlo!

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    roberta

    29/12/2018 17:16:08

    Premetto che l'ho preso in considerazione solo in seguito all'enorme successo che aveva avuto, altrimenti non mi avrebbero ispirata ne' il titolo ne' la copertina... nella mia testa l'ho sempre associato a "l'eleganza del riccio" ed ora, dopo averlo terminato posso dire che l'associazione era davvero azzeccata, per diversi motivi, soprattutto per la protagonista che all'apparenza è una sfigata e invece... e poi perché (come anche per "l'eleganza del riccio") due terzi di libro sono di una tale noia che ad ogni pagina ti chiedi se è il caso di perdere ancora tempo, poi invece nell'ultimo terzo di libro la storia ti diventa talmente bella ed avvincente da ripagarti della fatica fatta per arrivarci... Ecco il mio giudizio è questo... a voi la scelta se leggerlo o no

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    Daniela

    28/12/2018 20:05:06

    Originale, scritto molto bene...fa riflettere sul tema della solitudine e dell'indifferenza. Personaggi ben descritti che fanno "entrare" nel libro. Lo consiglio!

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    abookforadream

    21/12/2018 13:27:03

    Si tratta di un romanzo che dal giorno della sua pubblicazione ha attirato l'attenzione di molti lettori, me compresa devo ammettere. Perché un libro che fa tre ristampe in pochi giorni merita davvero di essere definito il romanzo dell'anno e osannare l'autrice, Gail Honeyman. Ora io non voglio esprimere un giudizio troppo severo, ma se devo scegliere un libro da incoronare come romanzo dell'anno, o della prima parte, ne sceglierei un altro. Purtroppo non ho riscontrato il motivo di tutto il clamore che ha trovato, tra critica e lettori, piuttosto ho avuto il piacere di affrontare una buona lettura, nonostante il finale, a mio avviso, troppo frettoloso rispetto al corpo centrale del testo. Compagnia di queste pagine ce la fornisce Eleanor, una donna di trent'anni che ammette di stare bene, anzi benissimo, quando leggendo la sua storia, scopriamo che questa è solo una facciata d'apparenza che si è costruita con gli anni. Eleanor è una donna segnata dal passato condiviso con una madre violenta e menefreghista con la quale si sente telefonicamente una volta a settimana, il mercoledì per la precisione. Dove si trovi sua madre non viene mai esplicitato durante la storia, può sembrare un carcere o una casa riabilitativa, oppure un ricordo lontano. Eleanor è sola, racchiude in sé la sua storia, le sue paure e debolezze e condivide il weekend con un paio di bottiglie di vodka. Dal venerdì quando prende l'autobus per tornare a casa, dopo un giro da Tesko, a lunedì quando torna in ufficio, non rivolge più parola a nessuno. Con il passare degli anni ha eretto un muro di difesa, chiudendo fuori tutti: dai colleghi di lavoro agli uomini sbagliati. Quella narrata è una storia di vita, di come il nostro passato può soffocarci con i suoi dolorosi ricordi, ma anche di come le persone giuste esistano davvero e, nella maggior parte dei casi, si incontrano un po' così, perché il destino lo vuole e noi, al destino, non possiamo proprio farci nulla.

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    CLAUDIA

    16/12/2018 11:17:19

    Se giudico il libro basandomi esclusivamente sulla storia alcuni temi sono stati trattati in modo molto frettoloso e improbabile...ma..se lo giudico sulla reazione emotiva e sul coinvolgimento che mi ha dato..era da tanto tempo che un romanzo non mi prendeva cosi! meraviglioso!

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    Lidia

    15/12/2018 08:21:29

    Bel libro, ma nulla di eccezionale. Considerando il successo che ha avuto e la miriade di recensioni più che positive mi aspettavo molto di piu.

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    Anna

    12/12/2018 10:15:01

    Romanzo piacevole, ci si appassiona facilmente alle vicende di Eleanor, tanto da desiderare presto che lei stia sul serio benissimo come si dice nel titolo.\nLa lettura mi ha fatto riflettere molto sul tema della solitudine e delle relazioni sociali; viviamo in un'epoca in cui ci sentiamo tutti molto connessi agli altri, ma in realtà ci fermiamo spesso alla superficie dorata che maschera in molte occasioni situazioni e vissuti di cui non sappiamo nulla e per le quali dovremmo avere rispetto e delicatezza.\nLo consiglierei sicuramente

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    Alice

    12/12/2018 05:59:41

    Lettura piacevole, ma niente di eccezionale. Il finale sembra un po' affrettato.

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    Nadia

    08/12/2018 19:42:37

    Non si tratta di un capolavoro di originalità o di profondità, e a volerla dire tutta sul finale si corre un po' troppo nel voler sistemare le cose... ma nel complesso è stata una lettura positiva, che riesce ad affrontare argomenti drammatici (uno su tutti la solitudine) con la giusta dose di ironia, ma senza mai svilirli. 3.5/5.

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    teresa

    04/12/2018 18:40:06

    Una lettura “empatica”, i personaggi hanno personalità forti e ben delineate che conquistano e convincono. Eleanor, la protagonista, con il suo linguaggio erudito, il suo equilibrio faticosamente conquistato, il suo distacco emotivo da tutto quel che le accade attorno, mi ha conquistata pian piano. Lo stile narrativo fluido, intelligente si avvalora della tecnica del “narrare ma non spiegare”, che rende la lettura semplicemente piacevole. “Quando si legge di “mostri”… nomi noti… si dimentica che avevano una famiglia. Non spuntano fuori dal nulla. Non si pensa mai a chi resta ad affrontare i postumi.”(p. 336)

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    Chiara

    30/11/2018 14:13:58

    Personaggio bello e un po' strano che ti scatena tenerezza, rabbia, pietà a seconda dei momenti. Lo seguiamo con trepidazione in questo suo percorso di crescita, facendo il tifo per lei. La lettura è piacevole e lo stile curato

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    Giulia F

    27/11/2018 13:23:04

    "Eleonor Oliphant sta benissimo" e anche noi ci sentiamo bene dopo avere letto il libro che racconta la sua storia. Ognuno ha una cicatrice da cui guarire, Eleonor ne ha una che è segno di un passato che lei non può e non vuole ricordare. Si nasconde dietro ad una vita apparentemente ordinaria, piuttosto mediocre e solitaria. Incontri inaspettati riveleranno la sua straordinaria umanità, il suo essere davvero speciale e per nostra fortuna non "normale". Lo consiglio vivamente a chi ama romanzi ben scritti (in questo caso ben tradotti perchè l'autrice è la scozzese Gail Honeyman), contemporanei e a chi è ostinatamente ottimista.

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    n.d.

    19/11/2018 08:18:30

    Romanzo fresco e innovativo, sia per la storia sia per la scrittura. Veramente una piacevolissima sorpresa.

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    alessandradl

    17/11/2018 15:26:45

    Ha avuto molto successo ma e' lontano dall'essere un buon libro. E' scorrevole ma superficiale. I temi trattati sono duri e meriterebbero piu' spessore. Anche il finale consolatorio e' molto americano. Magari ne faranno un film.......

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    Francesca

    16/11/2018 22:17:44

    È una storia accattivante e scritta benissimo che ti lascia appesa alla pagina successiva fino alla fine.

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    Patry

    07/11/2018 18:37:27

    Meraviglioso, bellissimo, indimenticabile!

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    D.

    07/11/2018 16:04:08

    Libro ben scritto e coinvolgente. Viene voglia di conoscere la protagonista ed entrare nel suo mondo, per quanto disfunzionale. Caldamente consigliato.

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    Edith

    07/11/2018 10:15:57

    Non c'è che dire, un vero pugno allo stomaco. Una storia molto dolorosa e struggente, di quell che ti fanno arrabbiare anche. Ma è anche e soprattutto una storia di riscatto di questa giovane donna così sfortunata. Mi ha intenerito, mi ha fatto arrabbiare, mi ha divertito, mi ha tenuto incollata. Personaggi come Eleanor non si dimenticano facilmente. P.s.: io la penso come lei riguardo a tantissime cose...mi ha un po' sconvolto la cosa.

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Honeyman, picconare solitudine e demoni interiori

«Ci si abitua a stare da soli. A dire il vero, è molto meglio che essere prese a pugni in faccia o stuprate». Eleanor Oliphant la pensa così. E dice anche cose, in modo un po’ forbito, tipo: «Non possiedo un cellulare sebbene sia disponibile a farmi persuadere riguardo alla loro efficacia». E, più avanti, lo avrà, un telefonino. Una giovane donna, scozzese, sembra sprizzare normalità da ogni poro. Sembra. Ha trent’anni, vive da sola, fa la contabile, ha una cicatrice in viso, ogni sei mesi riceve la visita di un’assistente sociale, è convinta che «non può essere riparata», parla quasi esclusivamente con una piantina a casa, si è presa una cotta adolescenziale per un cantante rock di una band locale. Ha trascorso gli ultimi nove compleanni, Natali e capodanni da sola; ai tempi dell’università aveva una relazione con un certo Declan, un tipo violento capace di spaccarle dodici ossa, ma solo al secondo braccio rotto aveva capito che «le persone che ti amano davvero non ti fanno del male». Ragione e sentimento è uno dei suoi cinque libri preferiti. Il libro di cui è protagonista è Eleanor Oliphant sta benissimo (344 pagine, 17,90 euro), l’ha scritto Gail Honeyman, una debuttante, è tradotto da Stefano Beretta ed è pubblicato da Garzanti.

Ci faranno un film, d’accordo. C’è una buona dose di buoni sentimenti e un filo di retorica, in qualche passo una corda robusta. Non bisogna, però, diffidare sempre e comunque dell’apparenze. Anche perché in questo caso, con semplicità disarmante, e a tratti anche con ironia (a cominciare dall’eccentricità della protagonista), Gail Honeyman prende a picconate una delle grandi malattie dei nostri giorni, una delle più ripugnanti, la solitudine. Cantata, con vari gradi di profondità, in canzonette e poesie, e nel suo romanzo immortalata così com’è. La svolta per Eleanor arriva nell’incontro con un tecnico informatico, Raymond, e con un anziano che soccorre per strada. Più o meno a metà libro basta un gesto gentile e disinteressato (un pranzo offerto) per fare vacillare ogni certezza (negativa) della protagonista. Raymond è tutt’altro che un principe azzurro: pancetta, barba ispida a chiazze, scarpe da ginnastica ai piedi, niente macchina, «impugna la forchetta con la destra, come un bambino o un americano», scrive mail piene di sigle e abbreviazioni, con un suo stile di comunicazione che Eleanor definisce «da analfabeta». L’arrivo di un buon amico come Raymond nella sua vita non cancella istantaneamente le cose che non vanno, le crepe quotidiane. Ogni mercoledì la madre di Eleanor continua a telefonarle dal carcere, riemergono i ricordi tristi legati al destino della sorella. Eleanor ricade, inesorabilmente, nell’alcool, suo abituale vizio del weekend. Crollando quando capisce l’inconsistenza dei suoi sentimenti per il rocker (che è anche un po’ sfigato, si veda la sua svolta solista…).

È una questione di demoni personali (chi non ne ha?), di corazze interiori e di buchi neri, di incertezze e dubbi. Gail Honeyman sa come affrontare ed evocare tutto ciò. Sceglie la strada di un’apparente semplicità, che riesce a scavare lentamente in profondità. La sua Eleanor ci riesce anche grazie alla dottoressa Temple, una terapeuta. Ma non basta. Dopo tanti anni passati a mentirsi, a rimuovere i propri fantasmi, alla ragazza di Glasgow serve puro coraggio per scrollarsi tutto di dosso. Se e come ce la farà è qualcosa che va lasciato ai lettori, per scoprirlo occorre arrivare in fondo a un libro che dal punto linguistico non oppone nessuna difficoltà, come nella struttura che si nutre appena di qualche flash-back.

Recensione di Arturo Bollino


“quanto più una persona diventa solitaria, tanto meno diventa capace di navigare le correnti sociali. La solitudine le cresce attorno, come muffa o pelo, un profilattico che inibisce i contatti, a prescindere dall’intensità con cui li desideriamo” (La città solitaria, Olivia Laing).

Non è un caso che l’autrice abbia deciso di anteporre questa citazione al suo primo romanzo. Infatti, Eleanor Oliphant è una persona profondamente sola. Niente amici, nessun compagno, neanche un tentativo di avvicinamento con i colleghi che vede ogni giorno da ormai nove anni. Le sue uniche comunicazioni con il mondo esterno sono rappresentate dalla telefonata settimanale con la madre e dai monologhi con cui intrattiene Polly, la piantina che accudisce da tempo nel suo appartamento.

Com’è possibile per un essere umano vivere in un tale isolamento? E quali possono essere le ragioni che spingono ad una chiusura così radicale? A lasciare ancora più perplessi è il fatto che Eleanor sembri trovare assolutamente normale la sua condizione; lei sostiene di stare bene. Anzi, benissimo. Gail Honeyman risponde a queste domande svelando a poco il travagliato passato di Eleanor: una madre crudele ha lasciato nella sua mente e sul suo corpo ferite difficili da rimarginare, che poi hanno spinto Eleanor a credere che fosse accettabile convivere con un uomo che ha finito col romperle un totale di dodici ossa. Rimbalzata da una famiglia affidataria all’altra, Eleanor non ha mai conosciuto l’amore, e alla fine ha deciso di ritirarsi nella sicurezza delle sue abitudini invariabili e nei fine settimana annebbiati dalla vodka.
I cambiamenti iniziano quando un giorno, per un caso fortuito, Eleanor è costretta a far affacciare qualcuno sul suo mondo, e questo qualcuno le fa scoprire qualcosa che lei non era nemmeno in grado di immaginare: la gentilezza, quella autentica, disinteressata e sincera. Il guscio allora inizia lentamente a schiudersi e, non senza difficoltà, Eleanor inizia a svelarsi agli altri e a se stessa, esplorando quelle parti della sua vita che fino ad allora si era sforzata di ignorare.

Gail Honeyman è stata capace di creare una protagonista nei confronti della quale è impossibile non provare istantanea empatia, in grado di strappare sì qualche lacrima, ma anche tanti sorrisi, grazie alla sua ironia pungente e alla goffaggine adolescenziale con cui si butta alla scoperta del mondo. Fortunatissimo esordio per Honeyman, il romanzo è già stato tradotto in 35 paesi.

Recensione di Elisa Valcamonica