Curatore: G. Pedullà
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 06/09/2005
Pagine: XL-153 p., Brossura
  • EAN: 9788806176709
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    alida airaghi

    20/04/2018 14:23:54

    Fenoglio ambientò questi versi nella sua odiosamata Alba degli anni del dopoguerra, paludandoli in toghe e calzari dell’antica Roma, utilizzando un linguaggio arcaicizzante e aulico, latinizzando i nomi dei personaggi, mimetizzando automobili e interni borghesi novecenteschi tra portantine e triclini, con la finalità esplicita di stigmatizzare il modus vivendi della comunità albese. L’intento dissacratorio e polemico di Fenoglio era quello di prendere di mira l’ipocrisia, il cinismo e l’apatia dei suoi concittadini, che dopo il periodo dei generosi slanci e delle utopie rivoluzionarie vissuto durante la lotta al nazifascismo, sembravano essere stati risucchiati nel grigiore della routine abitudinaria e sconfortante della vita in provincia, ossessionata dal sesso, dai soldi e dal miraggio del potere: “Ti lagni non ti fruttano i poderi. / Aulo, qual meraviglia? Ari tu il Foro”. Lo scherno, il dileggio, il turpiloquio mantengono a volte il tono goliardico “dello scherzo tra compagni di classe”, come scrive Pedullà. Numerosi epigrammi appaiono decisamente misogini, rancorosi nei riguardi delle donne che si concedono troppo o non si concedono per niente, che tradiscono fingendo fedeltà: spose per interesse, vedove falsamente inconsolabili, vergini pudibonde ma smaniose. Sempre recuperando gli stimoli offertici dall’acuta prefazione, dobbiamo considerare quanto il Fenoglio degli Epigrammi abbia tratto ispirazione dall’ Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, di cui era stato pregevole traduttore. Ma se Masters sceglie un cimitero per rappresentare in ogni singolo epitaffio gli abitanti della stessa città, individuando nel momento della loro morte il disvelamento di un segreto, di una sofferenza, di una passione o di una colpa individuale, per Beppe Fenoglio è l’indole che si manifesta lungo tutta la vita privata e civile degli albesi che va presa di mira, e giudicata con ironia, indignazione o rabbia: in questo vero erede dell’inclemente sogghigno di Marziale.

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