L'era del cinghiale bianco - CD Audio di Franco Battiato

L'era del cinghiale bianco

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Artisti: Franco Battiato
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Universal
  • EAN: 0602577956003

58° nella classifica Bestseller di IBS Cd musicali CD - Musica italiana - Cantautori italiani

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L'era del cinghiale bianco segna la clamorosa svolta Pop di Franco Battiato, un'opera considerata un capolavoro destinato a cambiare per sempre le sorti della musica italiana: un album di transizione, tra passato e futuro, tra sperimentalismo Prog e Pop intellettuale influenzato totalmente dalla New Wave. Battiato si avvale di musicisti di altissimo spessore: Giusto Pio dirige l'orchestra e suona il violino, insieme a lui ci sono Tullio De Piscopo (batteria e percussioni), Julius Farmer (basso), Alberto Radius (chitarra), Roberto Colombo e Antonio Ballista (tastiere) e Danilo Lorenzini e Michele Fedrigotti (pianoforte). Battiato inventa un nuovo genere, sposta il suo tappeto volante da uno stile all'altro e lo fa con la maestria che lo contraddistingue affascinando il pubblico di massa e maneggiando materiale per le alte sfere delle classifiche. L'Artista inoltre si cimenta per la prima volta in un brano cantato in lingua siciliana, "Stranizza d'Amuri", un gioiello rimasto inizialmente nell'ombra e solo successivamente apprezzato da critica e pubblico. Il CD in formato Digipack contiene 16 tracce con 9 bonus track e Battiato stesso, in occasione di questo 40° Anniversario, sceglie dal suo archivio tre Demo Version mai pubblicate prima: "Il re del Mondo", "Stranizza d'amuri" e "Strade dell'est". Nel CD sono inoltre presenti 2 versioni in lingua straniera, "La era del jabalì blanco" (in Spagnolo) e "The King of the World" (in inglese) oltre a 4 brani dal vivo: "Il re del mondo" (Teatro Nazionale Iracheno di Baghdad, 1992), "Strade dell'est" (Arena Romana di Padova, 1994), "Stranizza d'amuri" (Teatro dell'Archivolto di Genova, 1994) e "L'era del cinghiale bianco" (Teatro Lirico di Milano, Dicembre 1988). Quest'ultimo brano venne anche inserito in "Giubbe Rosse", primo album dal vivo di Franco Battiato, uscito nel 1989. L'LP mantiene la track-listing originale, il Vinile è in versione 180g colorato bianco, edizione limitata rimasterizzata. In occasione di questa nuova edizione del 40° anniversario il grafico Francesco Messina ha rielaborato la grafica mettendo in copertina lo stesso Battiato in un manifesto d'avanguardia.
Disco 1
1
L’era del cinghiale bianco
2
Magic Shop
3
Strade dell’est
4
Luna indiana
5
Il re del mondo
6
Pasqua etiope
7
Stranizza d’amuri
8
Strade dell’est (Demo Version)
9
Il re del mondo (Demo Version)
10
Stranizza d’amuri (Demo Version)
11
La era del jabali blanco (Spanish Version)
12
The King of The World (English Version)
13
Stranizza d’amuri (Live Version)
14
Strade dell’est (Live Version)
15
Il re del mondo (Live in Baghdad)
16
L’era del cinghiale bianco (Live al Teatro Lirico di Milano)
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    Stefano AbulQasim

    23/09/2019 14:44:59

    Per i 40 anni dalla uscita di questo disco, la Universal ne propone una versione arricchita di numerose bonus track, alcune della quali particolarmente interessanti, "L'era del cinghiale bianco" nel 1979 segna una profonda trasformazione dell'arte di Franco Battiato che da musicista di ricerca estrema si converte in cantante (apparentemente) pop con quella che ai più distratti sembrerà una improvvisa inversione a U. In realtà Battiato torna sui lidi della forma canzone già frequentati negli anni '60 e nei primi dischi dei '70 e che ha frequentato anche durante gli anni più sperimentali attraverso collaborazioni con altri artisti (Ombretta Colli, Giorgio Gaber, Alfredo Cohen...). Il disco conteneva 7 brani, tutti bellissimi, molti dei quali sono rimasti nella scalette dal vivo di Battiato durante tutta la sua carriera. Da "L'era del cinghiale bianco", che uscì anche come singolo ed è una delle sue canzoni più amate in assoluto, passando per "Stranizza d'amuri", deliziata da un Tullio De Piscopo in grande spolvero, e "Magic shop", durissima critica a certe forme modaiole di interesse per il sacro, a "Il re del mondo", sicuramente tra le canzoni più importanti mai scritte da Battiato, eccellente fusione di una musica circolare che non dovrebbe mai finire con un testo dalle ascendenze guenoniane che si interroga sul senso della vita e delle vite. In questa edizione, oltre ad alcune versioni in lingua straniera, di relativo interesse, spiccano alcuni estratti dalla primigenia versione del disco, meno pop e leggera di quanto sarà l'edizione ufficiale, che ci mostrano quanto Battiato fosse interessato sì ad una maggiore comunicatività, ma al contempo volesse tentare l'azzardo di una canzone raffinata e complessa, in qualche modo vicina alle sperimentazioni che lo avevano appassionato. Perfetto esempio di questo una "Strade dell'est - demo version" profumata di minimalismo e dalle percussioni quasi motorik assolutamente imperdibile. Un disco indispensabile.

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    Fer Cid

    22/09/2019 21:43:36

    40 años, los mismo que tengo yo, de esta obra maestra, de una música que no es posible describir. Si se quieren hacer un favor, compren este disco y escuchen cada segundo desconectados de todo. Aún existe buena música.

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    Isabella

    11/08/2019 08:32:57

    Sono passati oramai quarant'anni dalla prima pubblicazione di questo album e il festeggiamento con vinile bianco e nuova edizione del CD mi hanno dato l'occasione di risentirlo e di apprezzarlo di nuovo. Un album di svolta, come si dice comunemente, ma anche un disco che presenta le tematiche che saranno sempre presenti nella discografia di Battiato: il cinghiale bianco che simboleggia la saggezza, paesi dell'Est misteriosi e fiabeschi, religione e spiritualità che non dovrebbero essere sfruttati, l'esoterismo di René Guenon.... Uno degli incontri musicali più belli e più importanti della mia vita.

  • Franco Battiato Cover

    Nato in provincia di Catania, Francesco (detto «Franco») Battiato consegue la maturità scientifica ad Acireale. Il padre era scaricatore di porto a New York, e a seguito della sua scomparsa, il giovane si trasferisce a Roma, e poi a Milano. Di questo periodo Battiato ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il "Club 64", dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: vienimi a trovare. Il giorno dopo andai. Diventammo amici». Con il compaesano Gregorio Alicata,... Approfondisci
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