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Håkan Nesser

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 528 p., Brossura
  • EAN: 9788850235384

68° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    giuliano

    11/03/2017 16.21.06

    Scopro un po' tardi questo autore, non sono amante del poliziesco nordico, ma credo di aver letto un piccolo capolavoro del genere e proprio non capisco chi gli da' un voto basso (Valeria, Benedetta, etc) Dopo tanto tempo riesco a trovare un giallo con soluzione finale abbastanza intrigante e non scontata che non ti fa pentire di averci passato insieme 500 e rotte pagine. Si, a voler essere pignoli qualche piccolo difetto lo si può trovare, un centinaio di pagine di troppo, troppi all right, una vita personale del commissario un po' troppo invadente, un certo richiamo ad un paio di gialli della Christie...ma sono peccati veniali che non inficiano un risultato veramente soddisfacente; un gran bel libro per il genere, da consigliare.

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    micge

    17/06/2015 22.56.35

    Bel libro, sia sul piano del poliziesco che su quello delle vicende umane e psicologiche dell'ispettore Barbarotti...ma la trama mi sembra troppo "ispirata " ad un classico di Agatha Christie, "The ABC murders " ( La serie infernale in italiano ) per meritare un voto piu'alto..

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    Davide

    31/01/2014 11.28.55

    Ogni volta ci ricasco...leggo nelle recensioni paragoni tra Mankell e Nesser che raccontano come il secondo sia quasi all'altezza del primo...e allora riprovo a leggere Mankell: niente da fare, Nesser è uno scrittore di romanzi in cui il delitto è solo un pretesto per un indagine psicologica raffinata, da romanziere appunto (in questo libro come nel suo capolavoro "Carambole"). Mankell scrive libroni da ombrellone, si bevono come un bicchiere d'acqua fresca e sono altrettanto persistenti (Larsson non va molto più in la...meglio i film). Nesser per tutta la vita!

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    susanna bottini

    28/06/2013 09.34.02

    Bellissimo e originalissimo, scritto in maniera eccellente. Il finale è a sorpresa, e al lettore restano anche alcune piccole incognite che può provare a chiarire da solo, se crede, ma il caso è risolto. Piacevole figura, molto umana, quella di Barbarotti, anche se come detective non sembra un fenomeno. Gradevoli tutte le altre figure di contorno, bellissimo e , ripeto, originale, il profilo complesso del colpevole, che si scopre solo nelle ultime pagine. Per finire: nulla che intacchi il mio "5" , ma questo "allright" che tanti hanno criticato, è sinceramente un delirio. Non so cosa darei per poter parlare con la traduttrice e chiederle non solo com'era davvero la situazione nell'originale svedese, ma anche e soprattutto se non si è resa conto della ripetitività ossessiva del termine, chiaramente fastidioso. Infine, se proprio vogliamo fare i pignoli, anche il termine stesso è sbagliato: in inglese si dice o "alright" ( con una elle), oppure "all right", con due parole.

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    claudio

    25/06/2013 16.03.58

    Niente male,un poco particolare, ma Nesser non si discute. Vorerei anch'io soffermarmi un attimo sulla questione - sollevata anche da altri - del fastidiosissimo "allright", che veramente è insopportabile. Se ci fate caso, è assai frequente anche in altri romanzi di Nesser. Il dilemma è affrontabile così, a mio parere. 1) sono stato in Svezia almeno 8 volte negli ultimi 20 anni, ho frequentato decine di svedesi di almeno 3 generazioni, e posso assicurare di non aver mai sentito nessuno dire "allright", parlando in svedese. 2) quindi si deduce che Nesser - escludendo che si tratti di ripetuti raptus della brava Carmen Giorgetti Cima, che ha tradotto praticamente tutti i suoi libri - abbia una personalissima fissa per questa parola inglese, che ficca ovunque decine di volte. 3) La citata Giorgetti Cima, che magari ritiene di non dover intervenire per non intaccare l'originalità del testo, forse potrebbe anche dare un'occhiata più attenta alla cosa, ossevare che in effetti non occorre mettere questo maledetto "allright" oltre le venti volte, e sostituire le restanti 50 con "okay", "va bene", "d'accordo", ottenendo il fantastico risultato di non sollecitare ulteriormente i nervi del povero lettore,il tutto unito a un sicuro miglioramento estetico della narrazione, e senza nulla togliere all'estro dell'autore. Detto questo, è un bel libro, e se riuscite a dribblare gli odiosi "allright", molto godibile.

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    m

    11/05/2013 08.25.10

    Un piccolo capolavoro del giallo

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    adriana

    28/11/2011 18.21.14

    Mah, dopo un inizio avvincente ci si aspetta che continui in un crescendo di suspense e io infatti me lo aspettavo. A lettura finalmente terminata mi chiedo: perché scrivere 500 pagine e poi venir fuori all'improvviso con qualcosa che davvero è un'altra storia, che non c'entra, ho avuto la sensazione di aver perso un capitolo. E sono anche tornata indietro un po' per capire, ma niente era da capire: a quel punto poteva essere chiunque l'assassino. Evidentemente dopo tutte quelle pagine era stanco e ha deciso di finir li.

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    bussez

    14/11/2011 15.26.42

    Un libro che riesce a deludere nonostante una sua prima parte molto interessante. La caratterizzazione dello psicopatico, riflessa nelle varie annotazioni riportate, è reale ed intensa, tanto da dare forza ad una trama investigativa non convincente e troppo spesso intervallata da inutili squarci di vita interiore dell'ispettore. Se poi si scopre in una manciata di pagine che di quella caratterizzazione, ne " era tutta un'altra storia", allora ben poco ne rimane..

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    franca

    23/08/2011 10.28.38

    Mi trovo perfettamente d'accordo con Benedetta e, parafrasando il titolo del romanzo, si può proprio affermare che: è tutta un'altra storia. 500 pagine di indagini effettuate da troppe persone, per lo più inutili; l'ossessionante termine allright all'inizio della maggior parte delle frasi pronunciata da tutti i protagonisti (forse il traduttore poteva eliminarne qualche centinaia o tradurle con un corrispettivo in italiano, usando qualche sinonimo), e poi, d'improvviso, appare un personaggio sconosciuto e nel giro di 50 pagine vengono annullate le indagini e le supposizioni delle prime 500. Il romanzo è monco, non ha un finale degno. Ma non acquisterò, se ci sarà, il seguito. Ho letto altri autori del nord e fra tutti questo mi ha deluso. Non lo disprezzo, è scritto in modo scorrevole anche se a volte un po' troppo prolisso e trovo esasperanti le sue scommesse con Dio.

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    paola augusta estella

    18/01/2011 13.16.44

    neanche un esperto lettore di gialli,neanche uno scrittore,avrebbe mai capito chi,come poteva svolgersi,i colpi di scena.Solo la bravura del nostro ispettore e la casualita'...ci portano all'assassino.Un assassino veramente singolare in ogni caso!E' il classico libro dove "una cigliegia tita l'altra" e si fa notte senza riuscire a staccarsi

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    elda

    03/01/2011 13.22.40

    Vicenda originale, trama avvincente, personaggi ben delineati psicologicamente, lettura estremamente piacevole e coinvolgente.

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    Maurizio Ricci

    04/10/2010 16.06.10

    Ogni libro di Nesser mi pare superiore al precedente; già piuttosto interessante "L'uomo senza un cane" (prima apparizione del commissario Barbarotti), più soddisfacente dei volumi dedicati al precedente personaggio, Van Veeteren..... Questa volta, oltre al bello stile, c'è anche una solida trama di più ampio respiro, nel solco del buon vecchio mystery d'Autore degli anni Trenta. Niente affatto banale anche la spiazzante conclusione.... Personalmente considero Håkan Nesser, assieme all'islandese Arnaldur Indriðason, il "mystery writer" nordico moderno più godibile

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    chiara zilocchi

    14/05/2010 16.06.53

    Una storia davvero insolita dove non tutto è completamente risolto. Ho letto e riletto le ultime pagine, ma davvero non trovo il “ dettaglio” che ha permesso la soluzione del caso da parte di Asunander. Qualcuno può darmi un indizio indicandomi magari la pagina dove trovarlo? grazie. Un giallo da rileggere, anche se 500 pagine... sono 500 pagine.

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    Michele Ruggieri

    11/05/2010 19.09.14

    Finito di leggere il libro mi sono subito chiesto:"Quando uscirà il seguito?" Questo xchè per tutta la trama l'autore sviluppa dei punti, intriganti ed interessanti, a cui poi non fornisce nessuna risposta e nessuna spiegazione, lasciando tutto in sospeso ed il sottoscritto con molto amaro in bocca. Una mezza delusione, voto 2,5.

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    Andrea

    10/02/2010 22.22.50

    Leggendo qualche recensione mi aspettavo molto di più.. concordo sul fatto che le oltre 500 pagine sono superflue e il finale troppo stringato..

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    Larissa

    14/01/2010 08.34.37

    Dopo aver rimuginato per quasi 500 pagine, l'autore decide che è ora di chiudere i conti. Lo fa senza nessuna pietà per il povero lettore che, fin qui, si è impegnato a collezionare indizi e registrare eventi. I capolavori svedesi del crimine? Tutta un'altra storia.

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    mariella

    06/01/2010 19.08.17

    Le premesse c'erano tutte: la mia predisposizione per i gialli che vengono dal nord, il piacere di avere un bel libro con tante pagine che mi aspetta, il fatto che l'ultimo libro di Nesser che ho letto mi è piaciuto molto ( l'uomo senza un cane). E infatti le prime 200, 250 pagine sono scivolate benissimo, ma già verso pagina 300 è cominciata ad insinuarsi una leggera insofferenza, che a pag. 400 è diventata quasi noia, per tramutarsi alla fine in irritazione. Va bene più giallo che romanzo, va bene introspezione psicologica dei personaggi, ma uno sviluppo sensato ci deve pur essere, e non un trucchetto arraffazzonato giusto per concludere in qualche modo la storia. Sembra quasi che perfino l'autore abbia perso il filo e non sapesse più come fare a ritrovarlo. Ma nonostante tutto comprerò il prossimo libro che pubbicherà.

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    Kat70

    16/09/2009 14.11.03

    Un romanzo scritto con grande maestria. L'ottima struttura della storia, lo stile impeccabilmente scandinavo e l'approfondimento dei personaggi lo rendono una lettura piu che gradevole. Barbarotti però dovrebbe svegliarsi un pochino ;-)

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    Gunnar Barbarotti

    11/09/2009 17.26.48

    Copertina= 5 Trama= 3 Suspence = 2 Personaggi = 4 Ambientazioni = 3 Conclusione = 3 Dialoghi = 4 Principale difetto: troppo lungo. In una parola= incredibile. E' la prima volta che il caso non viene risolto dal protagonista. Ultimo libro letto: i custodi del libro.

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    valerio

    02/09/2009 23.35.54

    Molto bello. Un giallo che riesce ad incuriosirti fino alla fine ed a stimolarti sulle possibili evoluzioni. Avrei pensato ad un'altra identità per sesto uomo.

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