Eretici ed eresie medievali

Grado Giovanni Merlo

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 28 agosto 2011
Pagine: 158 p., Brossura
  • EAN: 9788815232984
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Descrizione
Nei secoli XII e XIII si manifestano fenomeni di eterodossia collocabili in una peculiare dialettica: da un lato, si assiste al moltiplicarsi di esperienze religiose in mille direzioni e, dall'altro, cresce l'intolleranza ecclesiastica verso ogni forma di autonomia, in concomitanza con una volontà di inquadramento complessivo di ogni aspetto della vita degli uomini. La sintesi non fu sempre possibile, né sempre si realizzò. Ne derivarono esclusioni, anche violente, e integrazioni proficue. Una parte prevalse, l'altra soccombette: storicamente vinti furono gli eretici, vincitori gli uomini di chiesa. La storia degli eretici è letta qui in connessione con la storia delle gerarchie ecclesiastiche, tese alla elaborazione di una dottrina della salvezza razionalizzata e pacificata. Poiché il conflitto fu tra individui e gruppi dalle idee e dai comportamenti diversi e antagonistici, il libro ruota intorno a figure-cardine individuali e collettive: da Pietro di Bruis a Dolcino di Novara attraverso valdesi, umiliati, catari, amalriciani, apostolici e "santi" eretici.

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    alessandro norcia

    10/05/2006 21:38:15

    Ho affrontato questo libro spinto dalla divorante passione per tutto ciò che riguarda il basso medioevo europeo ed italiano in particolare. Il libro in questione tratta sinteticamente i principali movimenti eretici sorti nel secolo di transizione, il dodicesimo, e sviluppatisi sino alla metà del XIV secolo, non considerando ovviamente la riforma protestante successiva. E' chiaro, sintetico, scritto con una terminologia, però, da addetti ai lavori. Si vede che l'autore ha padronanza assoluta dell'argomento ma, a mio modesto parere, quando si decide di fare un lavoro di sintesi come questo, non lo si intende destinato solo agli addetti ai lavori, ma anche a coloro che intendono approssimarsi ad una conoscenza della materia, anche superficiale. Meno paroloni complicati e più esempi pratici avrebbero reso l'idea in egual misura.

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