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L' eroe oscuro dell'età dell'informazione. Alla ricerca di Norbert Wiener, il padre della cibernetica

Flo Conway,Jim Siegelman

Traduttore: P. Bonini
Editore: Codice
Anno edizione: 2005
Pagine: XVI-549 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788875780326
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Per riscoprire "l'eroe scivolato nelle crepe dell'era dell'informazione" arriva questa corposa biografia molto ben narrata di due collaboratori del "New York Times" del "Los Angeles Times" e di "Science Digest" esperti di scienze della comunicazione che hanno perseguito un progetto ambizioso per dodici anni intervistando i protagonisti ancora viventi della vita di Norbert Wiener e ricercando le motivazioni più recondite delle sue scelte tra i documenti più disparati dalle lettere scambiate con numerosi esponenti del mondo intellettuale e politico ai documenti secretati dalla Cia dei tempi del maccartismo e ora resi accessibili.
La biografia di Conway e Siegelman copre tutti gli aspetti dell'umanità di Wiener: dall'infanzia del bambino prodigio sotto la guida implacabile del padre Leo che gli causa un abbassamento precoce della vista (si laurea a quindici anni e riceve il dottorato a diciotto: il più giovane della storia di Harvard) ai contatti con la più avanzata matematica europea del suo tempo e l'ingresso al Mit alla maturazione e affermazione delle sue idee concepite insieme con un manipolo di scienziati visionari riuniti sotto gli auspici della Fondazione Macy (la famiglia proprietaria dei celebri grandi magazzini di New York) e la pubblicazione del suo bestseller all'ampia esplicitazione delle conseguenze della sua rivoluzione scientifica nei settori più diversi della società con Wiener ambasciatore planetario (tra cui un'estesa collaborazione all'Università di Napoli) e in netta contrapposizione alla scienza asservita agli interessi della nazione fino all'infarto fatale che lo coglie durante uno dei suoi cicli di lezioni all'estero.
Il libro si concentra sugli aspetti dell'uomo Norbert Wiener investigando con successo sulle ragioni delle scelte di vita e lasciando sullo sfondo gli aspetti propriamente scientifici. Altre biografie (Steve J. Heims John von Neumann and Norbert Wiener: from mathematics to the technologies of life and death The Mit Press 1980 e Pesi R. Masani Norbert Wiener. 1894-1964 Birkhäuser-Verlag 1990) avevano tracciato il contributo scientifico di Wiener; sull'uomo Wiener esistevano resoconti degli amici molto parziali e soprattutto l'autobiografia in due volumi apparsa negli anni cinquanta (Ex Prodigy: My Childhood and Youth Simon & Schuster 1953). Wiener aveva "usato" i suoi scritti autobiografici per indagare sulla sua infanzia "prodigiosa" ma "affaticante" e per comprendere le conseguenze nella sua vita matura ma rimanevano molti misteri che "l'eroe oscuro" non poteva svelare. In questo libro i pezzi del puzzle sono composti in maniera credibile tutte le affermazioni sono documentate in modo minuzioso le digressioni storiche sono affrontate nei tratti essenziali ma consentendo una contestualizzazione efficace delle azioni dell'uomo Wiener.
La narrazione raggiunge momenti epici che rendono la lettura coinvolgente: un esempio è la ricerca sul sistema di puntamento della contraerea il contributo molto anelato di Wiener allo sforzo bellico (1942). Il problema della predizione dei movimenti casuali dei piloti per evitare di essere colpiti viene descritto con una tensione drammatica tra i nostri eroi (Wiener e il suo collaboratore Bigelow) e i nemici con una sottotrama sul conflitto con i colleghi scienziati dei laboratori Bell che invece perseguono un'altra via risolutiva (infine premiata dalle forze armate).

Più complesso e articolato è il rapporto con John von Neumann il padre dell'architettura dei calcolatori con cui Wiener condusse un percorso comune che tuttavia sfociò in conflitto sia in ambito scientifico (dalla concordanza sulla necessità della ricerca interdisciplinare tra sistemi biologici e automatici alla diatriba tra analogico e digitale nella progettazione dei dispositivi di calcolo) sia etico (dalle frequentazioni e dai confronti onesti nelle conferenze della Fondazione Macy al contrasto profondo sui finanziamenti corposi della Difesa americana con il conseguente indirizzamento delle ricerche scientifiche verso fini militari che von Neumann accettò con entusiasmo e Wiener rifiutò).

Ancora più devastante nella storia personale di Wiener fu il progetto con Warren McCulloch l'ideatore (con Walter Pitts) dei sistemi di calcolo che emulavano la struttura neuronale del cervello. Il professore di Chicago fu l'organizzatore effettivo delle conferenze della Fondazione Macy e stabilì con Wiener un'entusiastica collaborazione per superare le tendenze riduzioniste che all'epoca esprimevano le teorie comportamentiste in psicologia. Wiener che aveva avviato la comparazione tra i sistemi biologici e le macchine con il biologo messicano Arturo Rosenblueth trovò in McCulloch il compagno di viaggio ideale sul lato modellistico per l'applicazione al funzionamento logico della mente. Purtroppo una collaborazione che poteva essere feconda si risolse in una tragedia che secondo la ricostruzione molto attendibile di Conway e Siegelman fu orchestrata dalla moglie di Wiener Margaret Engemann filonazista e conservatrice in netto contrasto con i costumi liberali della famiglia McCulloch presso la quale la figlia Barbara aveva soggiornato durante un periodo di studio a Chicago.

La beffa fu poi l'insediamento al Mit del laboratorio Rle (Research Laboratory of Electronics) a cui McCulloch accettò di partecipare (trasferendosi da Chicago nonostante ciò comportasse una diminuzione del suo salario) e con cui Wiener non collaborò mai scatenando una lotta su base scientifica (anche se di fatto motivata da questioni personali) che determinò le scarse fortune della cibernetica nel panorama futuro delle ricerche intorno ai meccanismi di controllo e di comunicazione. Molti degli aspetti centrali della cibernetica confluirono nella novella disciplina dell'intelligenza artificiale lanciata alla conferenza di Dartmouth nel 1956.

Dal testo emerge un uomo di ampia cultura che ha saputo coniugare gli insegnamenti filosofici con la passione per la matematica applicata (paradigmatica l'invenzione del termine per la nuova scienza che attinge direttamente alla classicità: kubernêtês sono i timonieri i nocchieri i piloti gli attori del controllo nei poemi e drammi greci) e un uomo di straordinaria sensibilità che ha rinunciato ai finanziamenti alla ricerca provenienti dal dipartimento della Difesa convinto che la scienza dovesse essere libera da condizionamenti che da viaggiatore moderno dimostra un rispetto per le tradizioni locali che sebbene ateo esplora in profondità i percorsi dogmatici della fede che condivide con i sindacalisti la preoccupazione per le conseguenze sociali del controllo da parte delle macchine.

La figura di Norbert Wiener scienziato interdisciplinare (e fondatore di una scienza interdisciplinare con una solida base matematica) rappresenta un monito di serietà per gli scienziati della comunicazione di oggi spesso alla ricerca di prassi utili per la risoluzione dei problemi comuni ma che difficilmente ricorrono a solide teorie scientifiche che garantiscono fecondità nella formulazione di predizioni.

In conclusione il libro è sicuramente una lettura avvincente per molti tratti anche se alcuni aspetti non sembrano richiedere la corposità dedicata dagli autori. Il libro è molto centrato sulla biografia del personaggio (un'attenzione quasi maniacale alla vita privata – ad esempio il sospetto da parte della moglie di attenzioni perverse da parte della figlia Barbara verso Wiener). Per apprezzare e contestualizzare al meglio le conseguenze dell'opera di Wiener qualche attenzione alla divulgazione scientifica sarebbe stata auspicabile; il trattamento superficiale e sommario dei risultati può provocare frustrazione nei lettori non esperti. La stesura in forma di romanzo che rende spesso avvincente la lettura sembra strizzare un occhio al mondo del cinema riportando alla memoria il caso della fortunata biografia di John Nash (Sylvia Nasar A Beautiful Mind Simon & Schuster 1998) divenuta un film di successo.

Vincenzo Lombardo