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Esserci e musica. Heidegger e l'ermeneutica musicale

Federico Nicolaci

Editore: Il Prato
Collana: I cento talleri
Anno edizione: 2012
Pagine: 178 p., Brossura
  • EAN: 9788863361704
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    Francesco T.

    07/12/2016 00.23.41

    Libro ricco di pathos e di felici intuizioni che verte sull'interpretazione della musica come fenomeno estetico e filosofico.

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    Carlo Carrera

    23/03/2014 11.03.08

    Ma quale libro avete letto, cari "Diego" e "Federico"? La vostra recensione senza nome (pardon, senza cognome), più che un parere, sembra essere una strofa di fiele, e risulta chiaramente un'espressione della vostra invidia (accademica, viene da supporre). D'altronde, il giudizio di un filosofo come Massimo Donà varrà ben più che il vostro, motivo per cui fareste bene a non sentenziare per non sprofondare nel ridicolo. Due parole sul libro: testo giovanile che rivela una maturità filosofica non comune ed è capace di dischiudere fecondi orizzonti di riflessione. Bellissimo, ma non per tutti - come tutto ciò che non si aggira tra chiacchiere filosofiche e banalità.

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    Diego

    04/02/2014 10.12.12

    Credo questo libro sia il classico prodotto del mondo accademico italiano: contenuti scopiazzati un po' qua un po' là, tono oracolare e incompetenza tecnica totale (soprattutto per quanto riguarda l'ambito musicale, la cosa è addirittura imbarazzante). Per quanto riguarda il premio Frascati, poi, anche lì si dimostra un caso tipico dello stile accademico italiano: si vedano i legami fra E. Matassi (che presiede la giuria), Donà e l'autore di questo libello. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma...

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    massimo

    18/07/2013 20.48.49

    Ho letto il libro incuriosito dopo aver letto sul Corriere della sera che il libro ha vinto il premio nazionale Frascati filosofia. Un bel saggio, in cui viene presentata una interpretazione veramente originale dell'esperienza musicale. Il libro mi ha convinto per l'onestà intellettuale dell'autore, che non esita a criticare certe posizioni ipocritamente accomodanti in ambito estetico-musicale, e per la sua capacità di condurre il lettore per mano lungo un percorso che dalla musica arriva in effetti a meditare sul senso della prassi filosofica. Complimenti al giovane autore.

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    Federico

    22/01/2013 15.54.37

    Ho comprato questo libro interessato dal titolo: Heidegger non si occupò esplicitamente mai di musica, nonostante quanto la sua meditazione sulla poesia esprimesse circa l'importanza dell'arte per il fenomeno della verità mi sembrasse indicare proprio la via dell'esperienza musicale. Tuttavia, c'è in questo libro tutto il peggio della scolastica deteriore "secondo-heideggeriana": incapacità di essere poeti, nella mancanza di immaginazione nella comprensione del fenomeno artistico, che si spera di nascondere abusando della forma saggistico-discorsiva. Incapacità argomentativa che vanifica la scelta saggistico-discorsiva, sfociando in un vuoto periodare sentimentaleggiante. Infine, cosa più grave, incompetenza tecnica e poca onestà intellettuale (che vanno insieme): per la sua incompetenza a parlare in modo serio di musica, l'autore sembra un musicista dilettante che tenta semplicemente di giustificare (senza riuscirci, ovviamente) i propri gusti musicali (cfr. giudizio sulla dodecafonia e im particolare su Schoenberg, a cui l'autore, manco a dirlo, preferisce Berg). Se questo sia, infine, un libro di filosofia, non vale neanche la pena commentarlo. Libro utile solo ad aumentare il numero di pubblicazioni del suo autore.

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