Essere Nanni Moretti

Giuseppe Culicchia

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
Pagine: 264 p., Brossura
  • EAN: 9788804641599
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    Simona

    08/07/2017 22:11:52

    Culicchia ride (anche di se stesso), fa ridere e invita a pensare, senza costringerci, a quello che siamo. Aspetto il grande romanzo italiano.

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    Charles Ponzi

    12/05/2017 09:27:12

    Libro acquistato con grande curiosità. Letto e finito a fatica. Quella che vorrebbe essere l'idea portante del romanzo non è nemmeno un idea, ma un espediente mal riuscito per mostrare i difetti, i vizi e le storture del mondo dell'editoria. Mi ha ricordato quei film che raccontavano senza successo il cinema dall'interno. Quello che più mi ha annoiato è stato leggere sempre la stessa scenetta ambientata di volta in volta in una location diversa. Così come il protagonista (per niente empatico) non impara niente da questa storia (grave errore strutturale), anche a me, lettore di questa storiella decisamente chip non è rimasto nulla. Se questa è la letteratura italiana allora è chiaro perché la gente si allontana sempre più dai libri.

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    Lettore

    05/05/2017 23:50:34

    Un libro piatto scritto senza ispirazione. Deludente .

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    Claudio

    25/04/2017 07:22:37

    Il voto è la media fra l'1 che meriterebbe una stupidaggine del genere e il 5 che meriterebbe l'idea di fondo. Uno scrittore di nicchia, che non pubblica da anni e che vive di traduzioni, oltre che dello stipendio della compagna, ballerina di lap dance, improvvisamente scopre di essere il sosia di Nanni Moretti. E i due ne approfittano alla grande.

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    giulia

    28/03/2017 08:32:01

    Come sempre Culicchia racconta la verità. Niente di più di questo. Lui è un grande osservatore, scruta l'orizzonte, ma guarda anche il vicolo in cui cammina. E sa bene compendiare il microcosmo sociale con il macrocosmo nazionale. Con un linguaggio semplice, ma non banale, ci offre la fotografia obiettiva degli anni in cui viviamo. E che il suo alter ego sia il formichiere Anselm o lo scrittore di nicchia Bruno Bruni poco importa. Sottotraccia si legge quanto Culicchia sia fuori dagli schemi cultural-politici che imbrigliano molti colleghi e come, guardando questo mondo dall'esterno, sia capace di descriverlo con impietosa ironia. Assolutamente da leggere.

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Le prime pagine del romanzo

Essere Nanni Moretti.
Uhm.
Mi guardo allo specchio.
Io.
Sono.
Nanni.
Moretti.
«Io… sono… Nanni… Moretti.»
Lo dico ad alta voce al volto che mi sta fissando.
No.
Non ci siamo.
«Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti.»
Ecco.
Così.
Mi scruto. Lo specchio non è mio. Appartiene al bagno in marmo con doppio lavabo della Signature Suite numero 68 dell’Hotel Danieli. È qui che ci hanno sistemati quelli della Mostra del Cinema, così da garantirci un soggiorno confortevole grazie al romantico balcone privato, alla splendida vista sulla laguna, le isole, il Canal Grande e Punta della Dogana. Per tacere dei pavimenti in parquet, dei lampadari in vetro di Murano, del letto Luxury Collection, dell’impianto stereo di ultima generazione con televisore 4K Ultra HD Curved da ottantotto pollici.
Bene.
Bravi.
Così si fa.
Anche se a dire il vero avremmo preferito la Suite Presidenziale al Gritti, dove alloggiava Hemingway, 9100 euro a notte. Ma in quella hanno sistemato Nicole Kidman. Qui al Danieli questa suite la danno via ad appena 6300 euro. La Doge Dandolo Royal Suite invece a 9900. Dovendo rinunciare al Gritti, strapieno, io e Selvaggia miravamo a quella. Peccato fosse già stata prenotata per Tom Cruise. Pare che lui e la sua ex non vogliano correre il rischio di incrociarsi in ascensore, ecco perché hanno preteso di soggiornare in alberghi diversi. Quindi noi ci si deve adattare qui. Amen.
«Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti.»
Inspiro.
Espiro.
La mia voce è la voce di Nanni Moretti.
Il mio volto è il volto di Nanni Moretti.
I miei occhi sono gli occhi di Nanni Moretti.
La mia bocca è la bocca di Nanni Moretti.
Il mio naso è il naso di Nanni Moretti.
I miei capelli sono i capelli di Nanni Moretti.
La mia barba è la barba di Nanni Moretti.
Le mie rughe sono le rughe di Nanni Moretti.
E le mie orecchie?
Mi metto di tre quarti.
Prima da una parte.
Poi dall’altra.
A meno che tu non sia Fantômas in persona, sono proprio le orecchie a fregarti, nei vecchi film di spionaggio o nei blockbuster col nostro vicino di stanza Tom. Ma chi fa caso alle orecchie? Senza contare che questo non è un vecchio film di spionaggio. E nemmeno un blockbuster. Questo semmai è un film di e con Nanni Moretti. Che poi sono io.
Io.
Io.
Io.
E.
Io.
Sono.
Tom Cruise?
No.
Nanni Moretti.
NanniMorettiNanniMorettiNanniMoretti.
E domani è il gran giorno.
Domani, in quanto Nanni Moretti, sarò ospite della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica al Lido di Venezia. È solo un evento collaterale, per carità. Un dibattito su Alberto Sordi. Non presento certo il mio nuovo film. A parte il fatto che dovrei essere più che abituato a questo genere di cose. Venezia. Il Lido. La Mostra. Insomma: tutto un déjà-vu.
Tutto un déjà-vu?
Ma come parli, Nanni Moretti?
Inspiro.
Espiro.
«Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti. Io sono Nanni Moretti.»
Bravo.
Così.
Del resto c’è scritto anche sulla mia carta d’identità, che tra l’altro domattina dovrò ricordarmi di farmi restituire dal concierge.