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Essere senza destino - Imre Kertész - copertina
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Descrizione


Gyurka non ha ancora compiuto quindici anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l'Arbeitsdienst. Alla domanda perché agli ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo è il volere di Dio". Perché dovrebbe esserci un senso in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da lì, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l'impulso vitale di questo ragazzo sono così marcati e prorompenti, che la sua "ratio" trova sempre una buona ragione perché le cose avvengano proprio in quel modo e non in un altro.
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Dettagli

2004
Tascabile
223 p., Brossura
9788807817762

Valutazioni e recensioni

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Jessica
Recensioni: 4/5

Bello, un punto di vista diverso e originale sui campi di concentramento.

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gianluca guidomei
Recensioni: 4/5

Un'opera scandalosa. Perché Kertész ci ricorda che i prigionieri nei campi di sterminio erano esseri umani, non pezzi di legno come volevano i nazisti. E quelle persone, anche in quell'inferno, oltre alla paura, alla sofferenza e alla fame, succedeva che vivessero momenti di sollievo o di speranza o addirittura di felicità. Il ritorno alla baracca dopo il lavoro. I ricordi di un passato da uomini liberi. Fu questa la vittoria sulla stupidità del nazismo. Ovviamente soltanto un grande scrittore poteva permettersi un azzardo del genere.

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monica
Recensioni: 5/5

L'esperienza nei Lager nazisti vista attraverso gli occhi di un ragazzino, e' una narrazione dolce e ingenua, nonostante vivesse quella realta' brutale ed assassina propria dei campi di sterminio, prova sempre curiosita' nel suo volere conoscere il mondo. Non indugia troppo sugli orrori del campo bensi' a episodi di umanita' e amicizia che durano forse pochi istanti ma che lega i protagonisti in una eterna solidarieta'. E' un'insolita prospettiva nel narrare la tragedia del popolo ebraico troppa comprensione da parte di questo giovane sopravvissuto resta comunque una testimonianza di quello che e' stato, un bel libro.

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Imre Kertész

1929, Budapest

Romanziere e saggista ungherese. Di origini ebraiche, nel 1944 subì la deportazione ad Auschwitz e Buchenwald, da cui fu liberato dopo un anno. Per la manifesta avversione al regime comunista, fu licenziato dal quotidiano per il quale lavorava; per sopravvivere si dedicò alla traduzione (Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein), iniziando contemporaneamente la stesura del romanzo che lo impegnerà per circa dieci anni: Essere senza destino, in cui narra l’esperienza di un quindicenne deportato ad Auschwitz che, in un’ottica di aberrante alienazione dettata dallo spirito di sopravvivenza, riesce ad adattarsi agli orrori del campo. L’opera, rifiutata per anni dagli editori e pubblicata solo nel 1975, è rimasta ignorata fino alla caduta del Muro. Per...

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