Essere senza destino - Imre Kertész - copertina

Essere senza destino

Imre Kertész

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Traduttore: Barbara Griffini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 10
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 luglio 2014
Pagine: 223 p., Brossura
  • EAN: 9788807884900
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Scelto da IBS per la Libreria ideale per scoprie che un uomo, tormentato da un'esistenza martoriata, può sopravvivere e scrivere grandi capolavori, pur pervasi da un pessimismo di fondo che non può non accompagnare l’opera di chi ha vissuto prima il campo di sterminio e poi il regime stalinista e solo negli ultimi anni, ormai anziano, ha potuto gustare il piacere e il senso della libertà.

Gyurka non ha ancora compiuto quindici anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l'Arbeitsdienst. Alla domanda perché agli ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo è il volere di Dio". Perché dovrebbe esserci un senso in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da lì, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l'impulso vitale di questo ragazzo sono così marcati e prorompenti, che la sua "ratio" trova sempre una buona ragione perché le cose avvengano proprio in quel modo e non in un altro.
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    Laura

    01/09/2020 09:16:25

    Libro splendido. E' il libro piu' bello che abbia mai letto sulla Shoah. Profondo, commovente, ironico, addirittura nostalgico (la nostalgia della solidarietà tra prigionieri, che ha resistito a tutto, rendendo l'inferno un po' piu' sopportabile). Kertész é stato capace di descrivere l'orrore e l'assurdità del lager raccontando la "vita" quotidiana dei protagonisti : le piccole astuzie per sopravvivere, le amicizie e la complicità tra i detenuti, le speranze condivise, le piccole gioie...... Ne risulta un affresco toccante, diretto, ma piacevolissimo da leggere.

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    Pino

    25/01/2019 15:14:34

    A mio personale giudizio il più bel libro sulla Shoah. Una toccante riflessione dell'autore sulla condizione degli adolescenti ebrei nei lager della "soluzione finale". Molte delle pagine riguardano anche l'esperienza personale dello scrittore ungherese, premio Nobel 2002. Le pagine finali le ho trovate fantastiche. Kertész ci ha lasciati nel 2016, ma il suo libro aiuterà le generazioni future nel comprendere l'Olocausto. Fatelo leggere ai vostri figli!

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    Benedetta

    15/01/2019 18:03:47

    Lettura molto interessante. Non ci sono rabbia, odio o disprezzo. Anzi, l’autore racconta come tutto all’interno del sistema fosse sistematico, pratico, studiato. I nazisti sono descritti come calmi e a tratti autorevoli, i lager come luoghi dove si vive momento dopo momento, dove l’istinto di sopravvivenza non lascia il tempo di badare agli orrori che capitano attorno.

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    Teresa Anania

    31/08/2017 08:44:52

    Ricostruzione autobiografica di quanto vissuto durante l'anno in cui è stato deportato ad Auschwitz, e i vari trasferimenti tra i campi di concentramento di Zeitz e Buchenwald, da cui poi verrà liberato. Narrazione in prima persona, linguaggio semplice e d'effetto. Gyurka, 15enne arruolato al lavoro forzato alla Shell per poi essere costretto a partire per la Germania. L'autore descrive tutto con estrema naturalezza e lucidità. I giorni da deportato prima, ed internato poi, vengono ripercorsi quasi fossero delle normalissime giornate all'interno di un collegio, lasciando percepire, un punto di vista quasi "onesto" dell'olocausto. Tutto viene giustificato, le avversità, le ingiustizie, la fame, la sporcizia, le piaghe, il dolore.. Non ci sono parole di disprezzo, di odio, nè immagini crude; si evince al contrario una sorta di pietas per i carcerieri, quasi a giustificarne il comportamento. Quando, per un caso fortuito, viene liberato la gente si aspetta il racconto degli "orrori", dell'inferno vissuto al campo, quell'inferno che Gyurka, disorientando tutti afferma di non conoscere e non poterlo descrivere e aggiunge che a differenza di Auschwitz all'inferno di sicuro non ci si annoia. Ci si aspetta che dimentichi in fretta ma "non si può cominciare una vita nuova ma soltanto proseguire quella vecchia". Chiave di lettura dell'intera testimonianza di vita vissuta è che "non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza". Tutto è ovvio e naturale come il tempo che inesorabilmente passa un giorno dopo l'altro come naturale è la felicità, "una trappola inevitabile". Ed e' cosi che si conclude il libro con la presenza della felicità. ..'"perchè persino là, accanto ai camini, nell'intervallo tra i tormenti c'era qualcosa che assomigliava alla felicità. ….Si, è di questo, della felicità dei campi di concentramento che dovrei parlare loro la prossima volta che me lo chiederanno. Sempre che me lo chiedano. E se io a mia volta, non l'avrò dimenticato."

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    Laura

    25/03/2016 19:15:44

    Un'altra ricostruzione autobiografica della follia dei campi di sterminio. L'autore induce alla riflessione nel descrivere la realtà dei lager non come un inferno, ma come un luogo dove si vive momento dopo momento, dove l'orrore lascia il passo alla necessità di sopravvivere, di andare avanti, nonostante tutto. Uno sguardo disincantato, una prosa secca, un memento indispensabile.

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  • Imre Kertész Cover

    Romanziere e saggista ungherese. Di origini ebraiche, nel 1944 subì la deportazione ad Auschwitz e Buchenwald, da cui fu liberato dopo un anno. Per la manifesta avversione al regime comunista, fu licenziato dal quotidiano per il quale lavorava; per sopravvivere si dedicò alla traduzione (Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein), iniziando contemporaneamente la stesura del romanzo che lo impegnerà per circa dieci anni: Essere senza destino, in cui narra l’esperienza di un quindicenne deportato ad Auschwitz che, in un’ottica di aberrante alienazione dettata dallo spirito di sopravvivenza, riesce ad adattarsi agli orrori del campo. L’opera, rifiutata per anni dagli editori e pubblicata solo nel 1975, è rimasta ignorata fino alla caduta del Muro. Per... Approfondisci
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