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Max Weber

Traduttore: A. M. Marietti
Collana: Classici
Anno edizione: 1991
Formato: Tascabile
Pagine: 416 p.

28 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia

  • EAN: 9788817168083

Recensioni dei clienti

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    Fabius

    19/06/2015 13.51.38

    A tutti gli entusiasti, faccio sommessamente notare che quest'opera di Weber è stata praticamente subito confutata da tutti gli storici dell'economia, dati alla mano e, appena superato il timor reverentialis nei confronti di Weber, anche dai sociologi. Grandi le lacune storiche che Weber riempie con ipotesi personali basate sul pregiudizio imperante allora e il sottile disprezzo che il suo mondo prova per la cattolicità. Nessuno ha pensato che la differenza tra economie atlantiche ed economie mediterranee hanno avuto un cambiamento epocale dalla scoperta del Nuovo Mondo che ha minimizzato i traffici commerciali del Mediterraneo, penalizzando le economie che vi facevano riferimento? Chi sa che le banche e gran parte delle modalità di uso del denaro come le lettere di credito sono nate dalle banche nate e cresciute nella cattolicissima Italia del Medioevo? Come dice Hugh Trevor Roper, nel suo "Protestantesimo e traformazione sociale": "L'idea che la produzione industriale capitalistica su larga scala fosse ideologicamente impossibile prima della Riforma è smentita dal fatto stesso della sua esistenza". Basta studiare un po' di storia e non accontentarsi dei bigini... O perlomeno leggere con spirito critico i testi, senza accettare supinamente quanto proposto (soprattutto dopo tante e tali confutazioni da parte di studiosi di tutto rispetto - come Braudel o Pirenne, solo per citarne alcuni - che almeno qualche dubbio dovrebbero instillare...). Necessario comunque leggere questo testo, per avere agio di confutare le sue conclusioni dati alla mano e non con studi farlocchi come quelli su cui si basava Weber (sentito parlare di Martin Offenbacher, ad esempio?).

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    TOMMASO ALBANESE

    24/10/2014 00.20.31

    Non è il movimento degli interessi economici a trasformare più o meno rapidamente la struttura delle sfere della vita politica religiosa e giuridica della società, ma sono le forze dello spirito umano, tra cui le forze religiose, che indirizzano le trasformazioni sociali nell'economia nella politica e nel diritto: le forze produttive, il cui sviluppo, secondo Marx, trasformava i modi di produzione storicamente realizzatisi, da Weber vengono sostituite dalle forze magiche e religiose. E' l'etica economica del protestantesimo calvinista a determinare nel capitalismo moderno la combinazione di ascetismo e investimento per la "conquista" del profitto economico sul libero mercato . La specificità del capitalismo moderno e la concezione del profitto come scopo fine a se stesso vengono dedotte da Weber dalla concezione del lavoro professionale come "beruf" , cioè come dovere individuale, come "vocazione" che alla fine segna il carattere "professionale" del lavoro in tutti gli ambiti della civiltà del capitalismo occidentale moderno: non il lavoro salariato industriale ma il lavoro professionale sentito come una vocazione e razionalmente praticato per il conseguimento del profitto e del successo economico segna il tratto caratteristico dell'economia industriale moderna in Occidente. L'ETICA PROTESTANTE è una confutazione (la migliore) della concezione materialistica della storia, che non ha ancora subito una confutazione altrettanto convincente. Una considerazione però emerge dalla lettura di questo grande e brillante saggio: che lo spirito del capitalismo sia confuso con lo spirito del marginalismo, che il 'meno' dell'ascetismo e il 'più' dell'investimento sia calcolato in forma marginalistica e che quindi l'etica protestante sia in relazione con lo spirito del marginalismo inteso come "spirito" del capitalismo.

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    Lorenzo Panizzari

    08/11/2012 10.04.35

    Fondamentale per la comprensione del sistema socioeconomico che viviamo. Ci si rende conto di quanti e quali danni abbia fatto al nostro sistema politico sociale ed economico la chiesa cattolica, con la sua pretesa di collocarsi come intermediario tra Dio e l'uomo e la sua smania di potere e di controllo sulla vita delle persone. Amen.

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    Pippomix

    18/07/2006 19.33.38

    Un'opera fondamentale per comprendere le radici sociologiche e culturali del capitalismo occidentale. La commistione col concetto protestante di Beruf, la sua interpretazione etica e la differenziazione cronologica con la sua deriva "contemporanea". Imprescindibile.

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    Clara

    10/09/2005 16.52.26

    Nel titolo di questo studio appare il concetto, che suona un po’ pretenzioso, di “spirito del capitalismo”. Che cosa si deve intendere sotto questa espressione? Nel tentativo di darne una definizione, si palesano subito talune difficoltà che sono inerenti allo scopo stesso della nostra indagine. Se si può trovare un oggetto, per cui l’impiego di quella espressione abbia un senso qualsiasi esso può essere soltanto un’individualità storica; cioè un complesso di relazioni nella realtà storica, che noi dal punto di vista della sua importanza per la storia e per la civiltà, riuniamo in un unico concetto. Ma un tale concetto storico, poiché per il suo contenuto si riferisce a un fenomeno importantissimo nel suo carattere individuale, non può essere definito e limitato secondo lo schema, genus proximum, differentia specifica, ma deve essere costruito a poco a poco dalle parti che lo compongono e che vanno tolte dalla realtà storica. La perfetta definizione concettuale non può perciò stare al principio ma deve esser posta alla fine dell’indagine; si paleserà perciò nel corso della trattazione e ne costituirà l’importante risultato, come debba formularsi nel miglior modo, piú adeguato ai punti di vista che qui ci interessano, ciò che noi comprendiamo come “spirito del capitalismo”. [...] L’ascesi laica protestante... operò con grande violenza contro il godimento spregiudicato della proprietà, e restrinse il consumo, in ispecie il consumo di lusso. D’altra parte essa liberò, nei suoi effetti psicologici l’acquisto di beni dagli ostacoli dell’etica tradizionalistica, in quanto non solo lo legalizzò, ma addirittura, nel senso che esponemmo, lo riguardò come voluto da Dio. La lotta contro i piaceri della carne e l’attaccamento ai beni esteriori non era, come attesta espressamente, insieme coi Puritani, anche il grande apologeta del Quaccherismo, il Barclay, una lotta contro il guadagno razionale, ma sibbene contro l’impiego irrazionale della proprietà. E questo consisteva nell’altro apprezzamento, da condannars

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    Francy

    27/06/2004 16.00.08

    l'opera di Weber è precisa ed untile a far capire come lo spirito del capitalismo, differisca da quello dell'etica protestante ove il lavoro è considerato in chiave salvifica e non come nel capitalismo come mezzo per acquisire sempre più denaro solo per il desideri di arricchirsi sempre di più, al proposito Weber citerà anche le massime dei capitalisti e porterà alcuni esempi.

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