Fabrizio De Andrè & PFM. Il concerto ritrovato (DVD)

Fabrizio De Andrè & PFM - Il concerto ritrovato

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Titolo originale: Fabrizio De Andrè & PFM - Il concerto ritrovato
Paese: Italia
Anno: 2020
Supporto: DVD

18° nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Documentari e tempo libero

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Lo storico filmato del concerto di Fabrizio De André con la PFM (Genova 3 Gennaio 1979) recentemente ritrovato dopo essere stato custodito per oltre 40 anni dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese, diventa un docufilm diretto da Walter Veltroni, dedicato appunto a quella indimenticabile pagina della storia della musica italiana.

«Un concerto scomparso e ora ritrovato e rigenerato, per rivedere De André e la sua straordinaria arte» - My Movies

«Che De André diffidasse della tecnologia è cosa nota, e lo è altresì il suo scetticismo rispetto alla presenza di troupe televisive ai concerti: il 3 gennaio 1979, nella data genovese del dirompente tour con la PFM, accetta di esser ripreso purché l'operatore risulti "invisibile"» - Film Tv

Con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e poi restaurato “Fabrizio De André e PFM Il concerto ritrovato” ricostruisce quell’epoca indimenticabile che ha segnato un momento storico l’irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo Un documento straordinario con le uniche immagini di quell’incredibile tournée
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    Francesca

    30/10/2020 21:16:36

    Ritengo questo concerto un vero tesoro ritrovato. Nel DVD è visibile l'intero concerto senza interruzioni e si riesce ad esser trasportati appieno, come se ci si trovasse davvero lì, quel giorno, ad ascoltare Fabrizio. In alcuni momenti vengono i brividi ad ascoltare le sue parole ed a guardare le sue espressioni. Le immagini non sono perfette, dato l'anno in cui è stato girato, ma è un pezzo di storia e va preso per quel che è. Tuttavia, ci sono diverse pecche da parte di chi lo ha curato. Anzitutto le scritte che scorrono con i testi delle canzoni coprono le immagini, già con scarsa risoluzione, e vanno a rompere la magia ed infastidire lo spettatore; sembra quasi un video musicale da MTV degli anni 90. Il cappello introduttivo è interessante solo in parte ed avrebbero potuto farlo più breve. La PFM racconta alcuni aneddoti divertenti e viene spiegata la storia di quel tour, ma alcuni commenti sono davvero fuori luogo. Infine, la presenza di Dori, come al solito, è inutile. Quella donna dice solo cose prive di senso, racconta poche cose "modificate" a suo piacimento ed altera quel che poteva essere un'interessante narrazione. Purtroppo ora è onnipresente e ce la dobbiamo sorbire ovunque, ma avrebbero fatto meglio a zittirla e far parlare il figlio Cristiano, di gran lunga più sincero e saggio. Piccola chicca: all'interno della narrazione è presente uno spezzone che fa sorridere pensando alla vera essenza di Fabrizio, quello vero, che si può carpire solo ascoltandolo e leggendolo direttamente e non dalla bocca o dalla penna altrui.

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    Ernesto

    16/10/2020 14:16:03

    Nulla da aggiungere, ha già spiegato tutto e molto bene Ric79. Anzi, qualcosa da aggiungere c'è l'avrei. Sarebbe stato meglio ricavare un DVD degno di questo evento, da uno dei due concerti eseguiti pochi giorni dopo questo. Uno registrato a Firenze e l'altro a Bologna. Ho un vago ricordo di qualche spezzone trasmesso forse in TV del concerto, e le immagini me le ricordo molto, ma molto meglio di queste. Qui si salva solo l'audio, ma questo non basta.

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    Ric79

    10/09/2020 09:00:33

    De Andrè e la PFM non si discutono, il mitico tour non si discute e non si discute nemmeno il valore (a livello di testimonianza) del filmato "storico" attorno a cui ruota tutta l'operazione. Detto questo, i limiti di questo film dida Veltroni a parere mio sono molti: innanzitutto il filmato originale (seppur restaurato) è di bassissima qualità. È stato girato con un unica telecamera/cinepresa posta su un cavalletto, quindi l'inquadratura è sempre la stessa. L'operatore ogni tanto si gira un po' verso destra, un po' verso sinistra... stringe con lo zoom su Fabrizio o allarga il campo... ma dopo poco la visione diventa difficilmente sopportabile, anche per via delle luci. Sì, perché è tutto estremamente buio, tranne quando (spesso) i riflettori vanno a fare riflesso sulla telecamera stessa e allora non si distingue più nulla. Veltroni, convinto di migliorare la faccenda, ha poi voluto inserire parti di testo in sovraimpressione, decisamente invadenti (e quasi onnipresenti), che oltre a peggiorare ancora di più la visione, sembrano proprio un'idea da filmmaker dilettante sviluppata con un "softwarino" trovato free su internet. Per quanto riguarda la parte che precede il concerto (quella documentaristica) è sicuramente la cosa migliore, sia per le belle riprese, sia per le interviste. Peccato che sia troppo breve e non si scavi a fondo nelle tante cose che i protagonisti avrebbero potuto raccontare. Concludendo: riponevo forse aspettative troppo alte circa questo film, ma per me è stata proprio una mezza delusione. Ascoltatevi il disco (i 2 LP usciti all'epoca o quello pubblicato di recente), chiudete gli occhi, immaginate... che è meglio!

  • Produzione: Nexo, 2020
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 102 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Walter Veltroni Cover

    Figlio di Vittorio, dirigente della Rai, morto quando Walter aveva un anno. Si diploma presso l'Istituto di studi cinematografici e televisivi e si iscrive giovanissimo al Pci, ne diventa, solo ventunenne, consigliere comunale a Roma, carica che manterrà fino al 1981. Nell'87 entra come deputato in Parlamento. Favorevole alla svolta della Bolognina, è stato direttore dell'Unità. Nel 1996 condivise la leadership dell'Univo con Prodi e, vinte le elezioni, venne nominato vicepresidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali. Nel 2001 viene eletto sindaco di Roma, carica che gli verrà riconfermata nel 2006 con il 61,5 % dei voti favorevoli. Nel 2007 entra nel Comitato Nazionale del neonato Partito Democratico e dichiara di non... Approfondisci
  • Dori Ghezzi Cover

    Dori Ghezzi (Lentate sul Seveso, 1946), cantante, ha debuttato nel 1967 con il brano Vivere per vivere e ha raggiunto il successo con Casatschok, continuato poi nel felice sodalizio con Wess (Un corpo e un'anima). Con Fabrizio De André ha creato l'etichetta e le edizioni Fado e Le Nuvole, e un'azienda agricola in Gallura. È presidente della Fondazione De André e nonna di Demetrio. Per Einaudi ha pubblicato, con Giordano Meacci e Francesca Serafini, Lui, io, noi (2018). Approfondisci
  • Franz Di Cioccio Cover

    A diciassette anni fonda i Quelli con Franco Mussida e Pino Fava loro a cui si aggiungono Giorgio Piazza e Flavio Premoli. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta è il sessionman più richiesto in Italia e suona nei dischi di Battisti, De André, Celentano, Dik Dik, Equipe 84 e Mina. Nel 1970 fonda con Mussida, Piazza e Premoli (ai quali si aggiunge poi Mauro Pagani) la Premiata Forneria Marconi, che diventa, con la sigla PFM, la punta di diamante del rock italiano su scala internazionale, con oltre 4.200 concerti al suo attivo e 25 dischi pubblicati in tutto il mondo, tra cui Storia di un minuto (1972), Per un amico (1972), Live In USA (1974), Suonare suonare (1980) e i due volumi In concerto registrati durante la tournée con Fabrizio De André... Approfondisci
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