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La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi
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La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi -  Silvano Fuso - copertina
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La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi Silvano Fuso
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Descrizione


Radiazioni misteriose, extraterrestri, reperti archeologici rivoluzionari, dispositivi elettronici fantascientifici, macchine che controllano il clima e che fanno rivivere il passato... sono solo alcune delle scoperte e delle invenzioni che avrebbero potuto modificare radicalmente la nostra vita, se solo fossero state reali. Il libro analizza con rigore storico una serie di false scoperte scientifiche, immaginando cosa sarebbe successo se fossero state vere. Un viaggio insolito e intrigante all'interno della scienza che mostra aspetti poco noti della ricerca e dei ricercatori.
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Dettagli

2013
24 gennaio 2013
301 p., ill. , Brossura
9788843067053
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Indice

Introduzione. Quando la scienza si ammala

Note

Parte prima
Abbagli individuali e collettivi

René Blondlot e i raggi N

Giovanni Virginio Schiaparelli e i canali di Marte

L’etere luminifero

Charles Piazzi Smyth e le piramidi

L’acqua anomala, ovvero la “poliacqua”

Giorgio Piccardi e l’astrochimica

Wilhelm Reich e l’orgone

Stanley Pons, Martin Fleischmann e la fusione nucleare fredda

Note

Parte seconda
Frodi volontarie

Paul Kammerer e il rospo ostetrico

Trofim Denisovi? Lysenko e la genetica sovietica

Charles Dawson e l’uomo di Piltdown

La mosca fossile nell’ambra

Il gigante di Cardiff

I teschi di cristallo

“The New York Sun” e la Luna

L’esperimento di Philadelphia

Cyril Burt e i gemelli

Jan Hendrik Schön e la rivoluzione elettronica

Woo Suk Hwang e le cellule clonate

Hiroaki Kawasaki e l’rna

Jon Sudbø e gli studi oncologici

Note

Parte terza
Invenzioni folli

Nikola Tesla e il raggio della morte

Padre Ernetti e il cronovisore

Pier Luigi Ighina e le sue strane macchine

Tom Bearden e il meg (Motionless Electromagnetic Generator)

Francis Galton e l’eugenetica

Follie pseudoscientifiche naziste (Aktion T4)

Note

Parte quarta
Scoperte “metafisiche”

Scienziati e spiritismo

Scienziati e poteri psichici

Rupert Sheldrake e gli animali telepatici

La Nuova Gnosi di Princeton

Nicola Dallaporta Xydias e la metafisica scientifica

Frank Tipler, Dio e la resurrezione dei defunti

Note

Parte quinta
Teorie rivoluzionarie

Oggetti fuori dal tempo (ooparts)

Immanuel Velikovsky e le catastrofi cosmiche

Hanns Hörbiger e il ghiaccio cosmico

Michio Kaku e i viaggi nel tempo

Mario Pincherle e le piramidi

Peter Kolosimo, Erich von Däniken e il mistero a tutti i costi

Marco Todeschini e l’etere rotante

Alberto Carpinteri e le reazioni piezonucleari

Note

Parte sesta
Medicine e miracoli

Franz Anton Mesmer e il magnetismo animale

Samuel Hahnemann e l’omeopatia

Jacques Benveniste, la memoria dell’acqua e l’IgNobel

Ernst Hartmann, i nodi radianti e le geopatologie

Dinshah Ghadiali e la cromoterapia

George Goodheart e la kinesiologia applicata

Cure anticancro non convenzionali

Note

Conclusioni. Modesto elogio dello scetticismo

Bibliografia

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Tiktaalik
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Un libro che tratta tanti argomenti, e per questo secondo me non puo' svilupparli tutti esaurientemente. Se poi considerate il fatterello di fantasia introduttivo di quasi tutti i capitoli, rimane ancora meno spazio. Un testo nella media.

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massimo
Recensioni: 3/5

Libro sicuramente interessante, alcuni capitoli sono troppo brevi e non sempre sono esaurienti le spiegazioni in merito alle sconfessioni delle teorie più astruse, forse ci si può arrivare da soli se si ha una certa cultura scientifica. E' un libro che consiglio a chi crede solo a ciò che è scientificamente dimostrabile, ma a me visto che la scienza spiega così poco sulla nostra essenza e riguardo a chi siamo e soprattutto al mistero della vita, preferisco gli scritti dei molti maestri spirituali che hanno e continuano a illuminarci la via.

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Voce della critica

  Più di mezzo secolo fa, il biologo e divulgatore francese Jean Rostand pubblicava un breve saggio intitolato Science fausse et fausses sciences (Gallimard, 1958) che aveva come oggetto "i vari modi in cui la verità scientifica può essere adulterata dagli 'stregoni' di ogni specie, dai fanatici di tutte le ideologie, e persino, inconsapevolmente, da qualche vero scienziato". La "scienza falsa" è, nella terminologia di Rostand, quell'insieme di fenomeni illusori che alcuni scienziati, autoingannandosi, ritengono talvolta di osservare (l'esempio originale era quello dei raggi N di Blondlot, ma oggi possiamo far rientrare in questa categoria anche la memoria dell'acqua e la fusione fredda); le "false scienze" sono invece le credenze e le discipline genuinamente pseudoscientifiche, come la genetica di Lysenko o, a un livello più popolare, la rabdomanzia e le teorie della percezione extrasensoriale. Rostand vedeva in "un'igiene preventiva del giudizio" il modo più efficace di combattere le false scienze: "Insegnare ai giovani lo spirito critico, premunirli contro le menzogne della parola e della stampa, creare un terreno intellettuale in cui la credulità non possa attecchire, insegnare loro che cos'è coincidenza, probabilità, ragionamento giustificativo, logica affettiva, resistenza incosciente al vero, far loro comprendere che cos'è un fatto e che cos'è una prova". Dai tempi in cui Rostand denunciava gli attacchi preterintenzionali o dolosi alla verità scientifica, la scienza ha fatto passi da gigante, ma con essa è progredita anche la galassia della "parascienza". È questo territorio variegato, fatto di teorie assurde, di leggende, di presunte scoperte, di risultati truffaldini, che il chimico e divulgatore Silvano Fuso esplora in un libro, La falsa scienza, che ricorda nel titolo il pamphlet di Rostand, ma si presenta come un repertorio sistematico e ragionato delle tante forme di "scienza malata". Le sei parti in cui è suddiviso il libro illustrano altrettanti modi in cui la scienza può degenerare, o l'idea di scienza può essere declinata illegittimamente: abbagli individuali e collettivi, frodi volontarie, invenzioni folli, scoperte "metafisiche", teorie rivoluzionarie, medicine e miracoli. Fuso adotta l'espediente narrativo di fingere all'inizio di ogni capitolo che la pseudoteoria o la pseudoscoperta di cui si accinge a parlare siano corrette, e ne descrive, con esiti talvolta molto divertenti, le conseguenze. Che cosa succederebbe se la fusione fredda fosse un fenomeno reale, se gli animali telepatici di Rupert Sheldrake esistessero davvero, se il cronovisore di padre Ernetti potesse essere realizzato, se il raggio della morte attribuito a Nikola Tesla (uno degli scienziati che più alimentano le fantasie di mattoidi e ciarlatani) fosse nell'arsenale di qualche superpotenza? Il gioco è particolarmente illuminante, perché le false scoperte non riguardano mai questioni di poco conto, ma sono sempre rivoluzionarie. Peccato, però, che di queste rivoluzioni non si veda in giro alcuna traccia. E qui entrano in scena altri due aspetti tipici della pseudoscienza: il mito del "genio incompreso" (il ricercatore solitario, spesso autodidatta, che nel chiuso della sua stanza scopre la teoria del tutto, o inventa la macchina del moto perpetuo) e la teoria del complotto (è, naturalmente, la scienza "ufficiale" a soffocare le straordinarie idee degli scienziati "eretici"). Molti dei casi trattati da Fuso inducono al sorriso, e sono preoccupanti solo perché segnalano un totale fraintendimento delle regole e delle procedure della scienza. Ma ce ne sono altri che destano allarme per le loro conseguenze etiche e sociali: si tratta, da un lato, dei casi di frodi scientifiche, sempre più frequenti vista la crescente competitività in certi settori della ricerca, come le biotecnologie e le nanoscienze; dall'altro, dei casi di terapie "non convenzionali" (ma sarebbe meglio dire infondate), che alimentano purtroppo le illusioni di persone in grave stato di difficoltà. Si pensi, a questo proposito, alla cura anticancro di Luigi Di Bella o, caso troppo recente per poter essere registrato dal libro di Fuso, al famigerato metodo Stamina dello psicologo Davide Vannoni: un protocollo oscuro, non sostenuto da alcuna sperimentazione controllata né da pubblicazioni scientifiche, oggetto di una domanda di brevetto corredata di figure tratte da ricerche altrui, e tuttavia improvvidamente magnificato da certi mezzi di comunicazione. Il libro di Fuso si conclude con l'invito a un sano scetticismo, inteso non come incredulità aprioristica, ma come la giusta pretesa di avere prove adeguate prima di accettare un'asserzione. "Si tratta – osserva l'autore – di un atteggiamento mentale non solo perfettamente razionale, ma anche doveroso nella scienza e in qualsiasi altro ambito". Da dove, se non da qui, dovrebbe prendere avvio l'educazione del cittadino nella società della conoscenza?   Vincenzo Barone    

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