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Marco Aime, Gustavo Pietropolli Charmet

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 170 p. , Brossura

11 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia - Sociologia della famiglia

  • EAN: 9788806219970

Un antropologo, Marco Aime, e uno psicoterapeuta che da molti anni si occupa di disagio giovanile, Gustavo Pietropolli Charmet, scrivono un agile pamphlet dedicato alla fine del conflitto generazionale e dell’autorità paterna. Un tema che nell’ultimo periodo interessa con vigore crescente studiosi e intellettuali contemporanei e che riguarda non solo il ruolo del padre e del genitore contemporaneo, ma anche delle istituzioni gerarchiche, come la scuola, in rapporto con il variegato mondo dei giovani. In questo caso, l’approccio all’analisi del fenomeno non è di tipo psicologico o sociologico, ma prende le mosse da valutazioni di tipo antropologico, descrivendo i mutamenti che nel corso del tempo hanno subito i gruppi sociali, come i vecchi e i giovani, dalle società tribali e primitive all’uomo contemporaneo.
La prima parte del saggio, a cura di Marco Aime, è tutta dedicata all’antropologia e si concentra in particolare sui riti di passaggio, ovvero quelle fratture che avvengono nella vita di ciascuno e che determinano il passaggio da una fase all’altra dell’esistenza. Dalle società arcaiche a quella contemporanea, ogni gruppo sociale ha assistito alla creazione di questi riti, che possono essere il matrimonio o il servizio militare per l’uomo, la maternità per la donna, e che sono tutti caratterizzati da un momento di distacco dal gruppo di provenienza, un momento liminale di partecipazione al rito e infine un momento di riaggregazione in cui l’individuo entra a far parte di un nuovo gruppo sociale inaugurando una nuova fase della sua vita. Nel caso del matrimonio, ad esempio, il rito di passaggio determina il distacco dalla famiglia di origine e la riaggregazione in un nuovo nucleo familiare, con conseguente ingresso nell’età adulta.
I riti di passaggio sono il momento fondamentale per delineare i confini del gruppo di appartenenza: bambini, adolescenti, adulti, vecchi. Solo grazie alla formazione di questi confini e alla percezione del senso di appartenenza è possibile la rottura generazionale e il conflitto, cioè quei due momenti di emancipazione necessari e indispensabili per la formazione della personalità. È la fine dei riti di passaggio, dunque, la vera responsabile della perdita dell’autorità genitoriale e della confusione dei ruoli tipica della società contemporanea. La fine della leva obbligatoria, il disinteresse per il matrimonio cattolico, il ritardo cronico nella ricerca del lavoro e la conseguente prolungata dipendenza dalla famiglia, allungano e sfilacciano i confini generazionali, avvicinando i figli e i genitori, assopendo i conflitti, creando tra le generazioni un’inedita alleanza.
È lo psicologo e psicoterapeuta Pietropolli Charmet a portarci a conoscenza, nella seconda parte del volume, delle effettive conseguenze nella vita quotidiana del mutamento antropologico cui stiamo assistendo. I sogni dell’adolescente, le sue ambizioni, il suo stare nel mondo, i suoi legami con la famiglia, gli amici e la classe, vengono presi in esame nel dettaglio, attraverso una serie di esempi tangibili.
Un libro illuminante che fa il punto su una situazione complessa spesso incomprensibile, in cui sembra che i figli siano destinati a rimanere sotto l’ala protettrice della famiglia proprio nel momento in cui, paradossalmente, i genitori stanno perdendo la loro autorità.

Recensioni dei clienti

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    Egome

    29/09/2014 12.25.50

    Un saggio sul cambiamento radicale della nostra società, orientato soprattutto a decifrare il disagio giovanile in gran parte legato alla scomparsa o diluizione dei c.d. riti di passaggio che da sempre hanno segnato il passaggio dalla infanzia alla adolescenza e dalla adolescenza all'età adulta. Disagio che si riflette sulla coppia, sulla dinamica sociale e il mondo del lavoro ( che troppo spesso non offre spazi e riconoscimento professionale) e sulle famiglie ( non più solo 'allargate', ma anche 'allungate'per il permanere del figlio e spesso dei nipoti nell'ambito familiare, almeno dal punto di vista economico). Il punto di vista dell'antropologo e dello psicologo convergono in una analisi attenta, profonda di questi inquietanti mutamenti, in sintonia con le tesi di Lacan, Recalcati, Dolto. Contenuti che fanno riflettere, corposi, ma svolti in maniera fluente, fruibile a tutti, mai motivo di cedimenti di interesse per chi legge. Libro imperdibile ed educativo per tutti: un solo quesito, che purtroppo non trova risposta nelle pagine del libro: quali i rimedi ?

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