Le fatiche di Hercule

Agatha Christie

Traduttore: G. M. Griffini
Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 01/05/2002
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788804508519
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Recensioni dei clienti

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    Lady Hime

    19/04/2018 09:23:53

    Nonostante questo sia la raccolta di racconti di Agatha Christie che mi è piaciuta meno, mi sento comunque di dare 5 stelle in quanto ho trovato comunque geniale la comparazione tra Hercule Poirot e l'Ercole mitologico: questo libro secondo me può invogliare coloro che non conoscono la mitologia greca a saperne di più.

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    azra88

    31/03/2014 12:10:06

    Non è sicuramente uno dei migliori libri della Christie ma è molto piacevole ed è geniale l'idea di partenza di far compiere a Poirot le fatiche di Ercole: ci vuole davvero fantasia per riuscire a collegarle tutte. Da un punto di vista "privato" è molto interessante l'ultima storia che ci permette di scoprire un po' il lato più nascosto dell'investigatore belga.

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    valentina

    24/03/2014 09:35:45

    poirot è divertente e geniale. ma voto 2 perché sono inammissibili i refusi di cui è pieno il libro.

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    samuele

    18/07/2011 11:53:57

    Singolare raccolta della Christie con protagonista Hercule Poirot:vediamo il noto detective belga alle prese con dodici casi che si rifanno alle fatiche di Ercole. Alcuni racconti non mi sono piaciuti molto, altri invece sono geniali. In tutti però non manca la soluzione a sorpresa, il colpo di scena che non t'aspetti.

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    Daniela

    06/04/2007 13:39:02

    trovo che questa raccolta sia un piccolo capolavoro, come diceva la Christie i racconti sono opere a sé stanti dotati di loro precise caratteristiche e non romanzi in miniatura. Se poi il lettore non riesce a capire dove sta il lato divertente a paragonare il leone di nemeo con un "innocuo" pechinese...

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    Paola

    03/09/2005 13:12:22

    godibile! trovo il commento di chi mi ha preceduto fuori luogo: è ovvio che qui si sta parlando di una messa in scena o "mis en scene"come direbbe Poirot prendendo come spunto la struttura del mito ... il Mito va ben oltre i racconti della Christie; se anche alcuni dei racconti e dico alcuni, perchè i primi soprattutto sono proprio scritti bene, se non altro fa venir voglia di leggere o rileggere l'originale che non guasta di certo... vista l'ignoranza da parte di molti su certi argomenti -compresa anche la mia- Grazie Agatha

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    Giovanni A Giordano

    26/09/2003 01:19:31

    Ercole contro Ercole. Ovvero il figlio della Christie, il belga dalla testa ad uovo, che sfida nientepopodimeno il famoso figlio di Zeus ed Alacmena........ Poirot è indispettito. Motivo? Il professor Burton ha avuto l'ardire di dichiarare che le imprese dell'Ercole mitologico sono da reputarsi superiori a quelle di monsieur Poirot. Possibile che l'acume, la logica di Hercules, le sue prodigiose deduzioni concatenate a possenti induzioni nulla possano a confronto con i muscoli di Ercole? Possibile che più del pensiero valga la forza bruta? Poirot ha deciso. Che cosa? Prima di dedicarsi alla coltivazione della zucca, ripeterà le dodici imprese dell'omonimo dell'antichità. Hercules Poirot riuscirà a completare il ciclo epico emulando il grande Ercole: dal leone di Nemeo alla cattura di Cerbero. E' la Christie, invece, che non riesce a emulare i grandi aedi della Grecia omerica e preomerica. Solo in alcune vicende di questa piccola saga, come quello delle stalle di Augia o dell'Idra di Lerna, l'accostamento all'episodio acheo di riferimento è fantasiosamente metaforico, quasi a guisa di una similitudine; in buona parte dell'opera, invece, detto accostamento è non solo non metaforico - e ciò è già un'incongruenza -, ma addirittura stentato, forzato. Così, per esempio, se le stalle di Augia diventano, nella costruzione della Christie, metafora di corruzione, di scandalo, oggi diremmo, di tangentopoli - originale e metaforica ne è pure la soluzione escogitata da Poirot - il leone di Nemeo diventa semplicemente un cane. Le fatiche dell'Ercole, figlio di Giove, rappresentano, in ultima analisi, solo il pretesto per sbrigliare l'intelletto di monsieur Poirot nella soluzione di casi raramente originali e divertenti. Evidentemente, perché la Christie dia il meglio di sé, il plot, la trama,ha da contessersi, ha da coltivarsi in larghi spazi,ha da sostanziarsi di proposizioni a gran profusione; solo così, ci dà quel che, riferendosi alla visione di Dio, Dante chiamava il BEN DELL'INTELLETTO.

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    Ale

    26/09/2002 12:30:21

    Come molte raccolte di racconti, è impossibile godere appieno del fascino di Poirot e dell'intreccio giallo in genere, a me le raccolte di racconti di Agatha non piacciono molto (anche perchè nonostante i titoli i racconti tendono a essere sempre gli stessi).

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Poirot come l'Ercole della mitologia: così come l'eroe compì dodici fatiche risolte con la forza dei suoi muscoli, allo stesso modo Poirot risolve dodici casi (e quindi 12 racconti) con la forza delle sue cellule grigie.