Il feudalesimo nell'Europa moderna

Aurelio Musi

Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 21 giugno 2007
Pagine: 342 p., Brossura
  • EAN: 9788815118653
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Il feudalesimo è indissolubilmente legato al Medioevo che lo creò; e tuttavia questa particolare forma di "istituzione" che determinava i rapporti di potere fra gli uomini, le forme della proprietà e dell'economia, appartenne ancora a tutta l'età moderna. Lo studio di Musi è dedicato appunto a mettere in luce le caratteristiche del feudalesimo moderno, la cui evoluzione individua tre distinte aree europee: una settentrionale dove era sostanzialmente scomparso, una mediterranea dove sopravvisse declinando fino alla Rivoluzione francese, e una centro-orientale, dalla Polonia alla Russia, in cui esso era ancora struttura costitutiva e scomparve solo oltre la metà dell'Ottocento. Il volume mette a fuoco il feudalesimo moderno nei suoi aspetti giuridici, politici, sociali ed economici, per chiudere con un'analisi delle trasformazioni subite dalla feudalità nel Settecento e infine con una panoramica dei tempi e dei modi della sua abolizione nelle diverse aree europee.

€ 22,10

€ 26,00

Risparmi € 3,90 (15%)

Venduto e spedito da IBS

22 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

I termini "feudo" e "feudalesimo", o meglio i loro valori metaforici, sono ben noti alla pubblicistica politica dei giorni nostri e mostrano che un intricato sviluppo storico può essere attualizzato e semplificato, per esigenze espressive o polemiche. Da questi impieghi giornalistici parte la ricerca di Musi sul fenomeno feudale, muovendosi in direzione esattamente opposta: ne è segno distintivo non la semplificazione ma la complicazione, o meglio una "complessità ambigua". Il processo, di lunga durata, è qui studiato fra le origini medioevali e le sue varie manifestazioni nell'Europa moderna, insistendo proprio sulla molteplicità dei modelli e delle realizzazioni: in campo giurisdizionale, economico e sociale. Ne risulta una mappa estremamente differenziata eppure unitaria, dove la periodizzazione e la scansioni geografiche (fra zona mediterranea, centro-orientale e settentrionale) dipendono da fasi diverse di fioritura, ma dove è sempre riconoscibile una forma di potere fondata sul possesso unitario delle terre, sulla delega di funzioni fondamentali da parte del sovrano, sulla rendita patrimoniale dei diritti signorili. Oltre a quest'acuta sensibilità per le sfumature e le variabili del grande movimento storico, lo studio si segnala anche per la lucida analisi della dialettica feudale durante la formazione dello stato moderno: non un semplice contrasto fra due irriducibili alternative (l'affermazione della sovranità unica e la persistenza del vassallaggio), bensì un processo di "osmosi e un complesso intreccio fra collusione e collisione". Sono insomma le strategie di compromesso (come il coinvolgimento dei "gentiluomini" nella gestione del potere descritto da Machiavelli in una famosa pagina dei Discorsi) ad accompagnare il feudalesimo in una lunga serie di trasformazioni e adattamenti, fino alle soglie della crisi definitiva, nel Settecento della Rivoluzione. Rinaldo Rinaldi