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Sarah McCoy

Traduttore: C. Lionetti
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2013
Pagine: 456 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842921295

Un romanzo che scava nella memoria di due donne, un'anziana tedesca e una giovane americana, che si incontrano in Texas e scoprono di condividere esperienze simili: affinità elettive legate all'amore e alla guerra. Un romanzo storico e al tempo stesso sentimentale, che narra, senza eccedere nei toni, cosa significa avere radici immerse in un passato troppo difficile da dimenticare.
Nel 2001 usciva il libro-testimonianza di Helga Schenider Lasciami andare madre. Un libro importante, tra i primi ad affrontare con gli occhi di un adulto la difficile condizione di figlio di un nazista, il primo a esprimere lo sforzo impossibile di accettare una verità così dolorosa da desiderare di estirparla per sempre dal proprio passato.
Questo romanzo riprende in qualche modo il medesimo tema, allargandolo in senso temporale e storico anche nei confronti di altre guerre e di altre violenze. Cosa significa essere figlia o compagna di qualcuno che ha stuprato, torturato o ucciso? Ma la narrazione non ha i tratti di testimonianza e di dolore dell'autobiografia della Schneider e il romanzo, pur in certi tratti drammatico, è anche una storia d'amore, di tanti amori.
Tra la fine degli anni Trenta e la prima metà degli anni Quaranta del Novecento Elsie è un'adolescente tedesca che lavora a Garmisch nella panetteria-pasticceria della madre Luana e del padre, convinti nazisti che collaborano con le SS fornendo pane in cambio di farina. La sorella fa parte del progetto Lebensborn di Himmler per la nascita della pura razza ariana. Vive a Steinhöring con i tre figli e scrive entusiastiche lettere a Elsie. Un ambiente non facile in cui la ragazza si trova, dopo il primo ballo delle SS a cui partecipa, a dover fronteggiate avance pericolose e un promesso sposo non voluto, che nasconde un passato omicida. Una tragica esperienza che porta Elsie ad acquisire consapevolezza sulla reale natura del nazismo.
Passano i decenni e troviamo Elsie, vedova di un medico militare americano di origine texana, gestire con la figlia Jane una panetteria - Elisie's Bäckerei - a El Paso. La sua storia incuriosisce la giovane giornalista Reba, che decide di intervistarla.
Anche Reba ha una storia difficile alle spalle. I ricordi di guerra, di violenza, di prevaricazione legati alla storia dell'umanità del Novecento non riguardano solamente i regimi fascisti e il nazismo, ma anche tutte le guerre successive. Tra cui quella del Vietnam. "Ci hanno detto di eliminarli e noi eseguivamo gli ordini. Io cercavo di essere un buon soldato. Non volevo essere lì. Io volevo essere a casa con la mia famiglia." afferma il padre di Reba, tormentato dal rimorso per le violenze fatte su donne innocenti. Un rimorso che lo porterà al suicidio e che segna inevitabilmente anche la vita della figlia. "Reba aveva sempre immaginato l'amore come qualcosa di selvaggio e d'indomito. Il vero amore era una fiamma di passione che ardeva finché qualcuno non la spegneva. Non tremolava né si affievoliva a causa delle piccolezze della vita quotidiana", ma l'amore può rendere ciechi - com'è accaduto a sua madre -, nascondere la realtà drammatica o semplicemente squallida di una vita che non è come si voleva che fosse. Una possibilità che la terrorizza.
Per Reba "La menzogna sembrava la strada più rapida e diretta per reinventarsi. Poteva dimenticare la famiglia e l'infanzia". Per questo pur essendo fidanzata con Riki - che di certo la ama - non porta al dito l'anello ricevuto in dono. Per questo è sempre accompagnata da una sensazione di inadeguatezza e non è in grado di comprendere dove ha fine la verità e iniziano le bugie. Anche Elsie non ha indossato l'anello di fidanzamento regalatole dal militare nazista Joseph, molto più vecchio di lei, amico di famiglia, che le si era imposto come promesso sposo. All'interno c'era un'incisione in ebraico...
L'amore narrato in questo romanzo è quello romantico e sentimentale, ma anche quello per un prossimo in difficoltà che non si vuole abbandonare al suo destino. È la compassione, l'empatia che emerge nelle persone inaspettatamente.
Un fil rouge lega tra loro le storie: il profumo di pane e dolci appena sfornati. La panetteria è il luogo sicuro di Garmisch-Partenkincher in cui celare disagio e sofferenza, dove rifugiarsi e trovare conforto nel calore del forno e nel profumo di biscotti e torte, dove nascondere anche fisicamente ciò che si vuole non venga trovato. La panetteria è anche il luogo sicuro di El Paso, dove incontrare amici sinceri, dove trovare il coraggio di dire quel che non si è mai detto a nessuno, tra un boccone e l'altro di Lebkuchen.
Elsie ha portato con sé negli Stati Uniti le sue ricette tedesche e ce le offre in Appendice al romanzo: dal Pane di Reba (senza latticini) ai Brötchen ("la punta di diamante di ogni Schmidt che voglia definirsi panettiere"), dai Lebkuchen a forma di cuore agli Schnecken alla cannella... il profumo esce dalle pagine e si diffonde nella stanza in cui stiamo leggendo, ma la vera magia avverrà solamente se ci procureremo gli ingredienti e accenderemo il forno come Luana, la figlia Elsie e la nipote Jane hanno fatto ogni giorno.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    cinzia andrei

    25/10/2015 13.42.56

    non mi è dispiaciuto

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    nadia lorenzi

    17/01/2015 17.34.54

    mi è piaciuta molto la parte che tratta il passato ,meno la storia di reba,(EL PASO mi dato la senzazione di essere un brutto luogo..)

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    Daniela

    25/08/2014 19.04.39

    Romanzo scontatissimo e per niente originale. L'autrice sembra aver fatto un puzzle estrapolando dettagli ad effetto da varie storie sulla shoah, non apportando nessun personale contributo alla storia. Anche il parallelismo tra presente e passato, che solitamente crea un collegamento inscindibile per la storia, non risulta efficace. Anzi decisamente inutile il racconto al presente della vita di Reba, così distante e ordinariamente attuale da non trovarvi nulla in comune col passato di Elsie. Una donna genuina dove coraggio, schiettezza, generosità e determinazione l'hanno condotta per mano per tutta la vita.

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    Elena

    09/03/2014 18.38.05

    Superficiale, inconcludente. Accettabile la parte di Elsie, assurda e noiosa quella di Reba. Manca di legame, la prima immagine, di una donna che legge di nascosto una lettera, non si capisce a chi si riferisca. Finale sdolcinato e scontato. Delusione.

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    Francesco M.

    08/07/2013 17.17.59

    Difficilmente un libro riesce a commuovermi, "La figlia dei ricordi" c'è riuscito..e non solo una volta. Consiglio a tutti questo libro, perchè oltre ad essere ben scritto racconta una storia davvero molto bella e toccante. Impossibile non affezionarsi ai suoi personaggi, e non farsi trasportare dalle loro vicende. Davvero una piacevolissima lettura!

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    Isa

    07/06/2013 19.56.27

    Romanzo scorrevole letto con piacere.

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    Laly

    22/05/2013 22.20.37

    Divorato in pochi giorni, l' ho trovato commovente e ben scritto. Devo dire che ho preferito le parti narrative ambientate nella Germania nazista rispetto alle vicessitudini della protagonista del presente. Forse perché sono poco approfonditi certi suoi comportamenti... Voto 4 per questo e perché ci sono troppi termini in tedesco (per chi come me non l' ha mai studiato, la lettura non è apparsa molto scorrevole).

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    Laura

    09/05/2013 12.19.10

    La storia di Elsie, anziana panettiera tedesca, si intreccia con quella di Reba, giovane giornalista americana. La prima ha vissuto, sulla sua pelle, i drammi e gli orrori della fine della seconda guerra mondiale nella Germania nazista, l'altra ha un passato rimosso e una serie di bugie in cui nasconde ciò che non è. Molto riuscita e coinvolgente la parte storica, che affronta il controverso tema del reale coinvolgimento del popolo tedesco nella Shoah. Più debole la parte di Reba, soprattutto quando accenna al dramma dei clandestini. Il costante richiamo alla legge, alle regole, all'integrità del popolo americano, rispetto ai disperati che varcano la frontiera in cerca di un futuro migliore, riecheggia, seppur con le dovute differenze, la convinzione del popolo tedesco, che ama la propria patria, la vuole proteggere da chi (ebrei, zingari, omosessuali), secondo la propaganda nazista, cerca di distruggerla o per lo meno di contaminarla e facendo finta di non vedere, avvalla ciò che sta accadendo nei campi. Romanzo intenso e toccante.

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    annalisa

    02/04/2013 14.07.04

    sono perplessa su questo racconto....interessante la parte narrativa del passato, inconcludente quella del presente....non mi ha lasciato molto. Ha deluso in parte le aspettative

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    paola

    27/03/2013 11.38.00

    Libro infinitamente bello, pieno di personaggi interessantissimi e molto coinvolgenti, le storie di Reba, Elsie e Hazel si intrecciano a perfezione in un cocktail di amicizia, sentimenti, ambientato in una deliziosissima panetteria . Consigliabilissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    silvia

    14/03/2013 09.31.34

    Questo libro ne contengono praticamente due,la parte narrante con Elsie,molto bello, protagonista molto determinata con un bell carattere nonostante tutte le sofferenze subite.voto 4.Invece l'altra parte con Reba,noiosa,si potrebbe benissimo saltare la parte dove viene descritta la sua vita.voto 1

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    sara

    28/02/2013 10.53.35

    Romanzo che sapientemente intesse le vicende personali di Elsie, anziana panettiera tedesca, e Reba, giornalista in ascesa. Le due donne si conoscono per motivi di lavoro e grazie anche a Jane, figlia di Elsie, diventano amiche. Per la prima volta dopo molto tempo la giornalista si sente ascoltata, ritrova la voglia di mettersi in gioco e di affrontare i dolori del passato. A fare da contraltare al vissuto di Reba, le vicende di Elsie e della sua famiglia nella Germania nazista, la decisione di salvare un bambino ebreo e le inevitabili conseguenze. Tuttavia la narrazione viaggia su binari paralleli tanto da far risultare le due storie quasi slegate l'una dall'altra. Unico punto di contatto è il coraggio di farsi carico delle proprie fragilità, di andare oltre alle aspettative della famiglia e della società, la capacità di superare le proprie ipocrisie per ascoltare il proprio cuore e plasmare la persona che si desidera essere.

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    gabriella malerba

    28/02/2013 10.10.39

    brutto pieno di avvenimenti senza approfondire nulla, per fare solo effetto come fanno parecchi giovani scrittori.

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    Gresi

    23/01/2013 03.20.38

    Un romanzo dal profumo di pane e dolci appena sfornati, una storia di due giovani donne contro la crudele legge degli uomini e dell'avidità della guerra. Una fitta ragnatela intessuta da due voci narranti che, come il moto di un orologio, oscilla fra due spazi temporali: quello del passato, con le vivide e alquanto realistiche descrizioni di una Germania nazista alle prese con i primi bombardamenti per mano di Hitler; quello del presente, con protagonista la giovane giornalista Reba e il suo articolo riguardante l'anziana ma vigorosa settantanovenne Elsie. Semplice e innocuo all'apparenza, il romanzo della McCay cela in realtà al suo interno una vasta gamma di elementi, quali: l'amore per la patria, la povertà, il maltrattamento degli ebrei e così via, tutti centellinati a piccole dosi ma non del tutto scevri da quell'irritante e gravoso disagio cui molti tedeschi all'epoca furono vittime.

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