La filosofia come modo di vivere. Conversazioni con Jeannie Carlier e Arnold I. Davidson

Pierre Hadot

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 12 febbraio 2008
Pagine: XV-280 p., Brossura
  • EAN: 9788806191382
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    alida airaghi

    27/04/2018 06:42:43

    Hadot partendo dalla sua esperienza di vita, narra come la pratica filosofica abbia guidato e sostenuto ogni sua scelta esistenziale, anche nei momenti più difficili. Nato in una famiglia umile, costretto ad entrare in seminario a dieci anni, ebbe poco dopo la rivelazione di quello che sarebbe stato il suo destino di filosofo. In una pagina molto toccante, racconta di come una sera, tornando a casa da scuola, la vista del cielo stellato avesse suscitato in lui un “sentimento oceanico”. La profonda adesione all’esistente, l’immersione nella vastità dell’universo, insieme ad una presa di distanza dalla considerazione egoistica e miope del proprio vissuto, lo segnò dall’adolescenza, indicandogli la strada intellettuale da percorrere. Gli studi severi in seminario, la guerra, la laurea, i voti consacrati, gli attriti ideologici con le autorità ecclesiastiche, una vita dedicata quasi esclusivamente al pensiero e all’approfondimento filologico dei classici, ma anche le faticose esperienze di lavoro operaio, gli stenti economici, l’allontanamento dalla chiesa, due matrimoni e le ripetute debilitanti malattie: Pierre Hadot afferma di essere riuscito a superare le gravi traversie della vita grazie al senso di meraviglia nutrito per la bellezza della natura, e alla costante auto-educazione trasmessagli dalla sapienza degli antichi. L’invito alla conversione era da attuarsi con un ammaestramento morale e fisico, basato sulla meditazione e la contemplazione, sul dialogo con i maestri, sulla rinuncia ad ogni eccesso, sull’apprezzamento dell’istante presente. Epicurei e stoici proponevano come terapia “esercizi spirituali”, e la conseguente disciplina di desideri, azioni, giudizi, La conoscenza di sé diventa allora presa di coscienza di un ego trascendentale, dilatazione e intensificazione dell’io: un invito a superare la contingenza, per approdare a una prospettiva più elevata della totalità, accogliendo all’interno della coscienza anche il misterioso e l’indicibile.

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    Danilo Vespertini

    24/06/2008 11:37:56

    Ammetto che come lettore ti testi filosofici, questo mi affascina molto. Considerando che scrivo questo commento non avendo ancora finito di leggere il libro, esprimo il mio entusiasmo che cresce di pagina in pagina. Se la filosofia tornasse realmente come modo di vivere sarebbe un arricchimento per tutti. Consiglio la lettura a chi cerca umilmente vie di senso senza appoggiarsi ai grandi sistemi teorici che la storia ci ha fornito. Esprimo anche i miei complimenti all'autore per la sua chiarezza.

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    Paolo

    05/06/2008 10:43:19

    Avevo già letto il libro nell'edizione Aragno. E' un libro bellissimo e, secondo me, insieme a "esercizi spirituali e filosofia antica" uno dei due libri da leggere assolutamente per iniziarsi alla ricerca di Hadot. Io in realtà non dovrei scrivere perchè sono di parte. Adoro P. Hadot. Penso che la sua lettura della filosofia antica, intesa come ricerca razionale e insieme esercizi spirituali, sia la chiave di volta del pensiero antico e della sua attualità. Leggere hadot non è solo leggerlo. Se si "scopre" P.Hadot, infatti,non si può più ignorare che a chi legge viene chiesto anche lo sforzo di prendersi cura di se stessi, di iniziare, attraverso la pratica degli esercizi spirituale, a modellare un'esistenza più vera e profonda

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    erreesse

    29/03/2008 17:24:01

    mi è piaciuto tantissimo, è come chiacchierare con un anziano maestro di vita, saggio e coltissimo, ma mai pedante, anzi radicalmente anticonformista, pur rimanendo sempre un po' sotto le righe. con sorridente pacatezza ci invita tutti, partendo dalla nostra interiorità, a trasformarci. un grande contributo alla riflessione e all'apertura mentale. dopo averlo letto ho comprato altri suoi testi, alcuni in francese, altri in italiano; ma questo direi è l'ideale per chi voglia accostarsi a hadot, "cooptato" al college de france grazie a michel foucault! ho già finito anche il suo su plotino e la semplicità dello sguardo, di deliziosa lettura, ma direi un po' "elitario". questo invece lo consiglio a tutti, specie ai non specialisti; spero vi affascinerà come ha fatto con me.

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