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Recensioni Filosofia della natura e della scienza. Vol. 1

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    21/08/2002 17:22:52

    Questo libro è il primo volume di un manuale con l’obiettivo ambizioso di definire un legame sistematico fra la filosofia della natura e la filosofia della scienza, nelle loro relazioni spesso problematiche con le scienze naturali e le scienze matematiche. Poiché la questione dei fondamenti è la chiave di volta per comprendere i difficili rapporti fra scienza e metafisica nella modernità, lo svolgimento di queste problematiche è l’argomento principale del presente volume. Tesi principale di esso è che la filosofia della natura e quella della scienza contemporanee potrebbero ricevere apporti notevoli da una riconsiderazione critica della metalogica e della metafisica classiche, pre-moderne. Una riconsiderazione che venga sviluppata con gli strumenti formali della filosofia analitica, in particolare, quelli della disciplina oggi emergente dell'ontologia formale. Il tutto in un’ottica genuinamente e costruttivamente post-moderna, contro vecchi, anacronistici steccati. Questo riesame è dettato da una duplice e complementare necessità. Innanzitutto, vi è la necessità di considerare dopo Gödel, le teorie scientifiche come sistemi logici “aperti”, sistemi dove gli assiomi debbano e possano essere cambiati per adeguarli continuamente alla complessità dei processi studiati. Di qui la necessità di riscoprire l’uso del “metodo analitico” della logica classica, come insieme di procedure per la costituzione di assiomi ipotetici, non necessariamente veri, veri cioè solo entro contesti particolari, contro la dittatura del “metodo assiomatico”. Contro la pretesa moderna, insomma, che la logica sia solo "logica della dimostrazione" e che dunque interrogarsi sulla fondatezza (verità) degli assiomi - limitatamente a contesti particolari, ovviamente - è questione extra-logica, al limite della psicologia o della sociologia della conoscenza. In questo, pur accettando in epistemologia il "fallibilismo" popperiano-lakatosiano a livello di logica della dimostrazione, si critica nel libro la falsa idea popperiana che non vi possa essere

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