La fioraia di Deauville e altri racconti

Georges Simenon

Traduttore: M. Di Leo
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 161 p., Brossura
  • EAN: 9788845931666

96° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli classici

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Descrizione
«Nei calzoncini corti la signorina Berthe, che a suo dire non aveva nient'altro da mettersi, aveva indossato quello che lei definiva un copricostume: una sorta di vestaglietta che la faceva apparire ancora più svestita, poiché era chiusa da un solo bottone sul davanti, all'altezza della vita, e i lembi si scostavano a ogni passo facendo risaltare le cosce nude. Insomma, uno strano posto e una strana atmosfera per un'inchiesta poliziesca! Non c'era niente che potesse evocare una sciagura. Eppure una giovane donna, che fino a due giorni prima si godeva l'estate mediterranea a e prendeva la tintarella...»

Nei quattro racconti contenuti in questo terzo volume siamo tra la commedia giallo-sentimentale alla Lubitsch e le gag di Harold Lloyd e di Laurel & Hardy, tra grand hotel della Costa Azzurra e sale da gioco di Deauville, tra presunte miliardarie e improbabili cinematografari. In forma smagliante, gli investigatori dell'Agenzia O, che abbiamo ormai imparato a conoscere, danno il meglio di sé.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    rosa

    22/09/2018 12:51:45

    George Simenon può essere definito, senza ombra di dubbio, uno dei grandissimi del secolo scorso. Il personaggio principale (ed alter ego) è il noto commissario Maigret, protagonista di un centinaio di indimenticabili romanzi. Ma ricordiamo che il miglior Simenon è quello degli altri romanzi e dei racconti: un altro centinaio. Il suo stile asciutto e ruvido come una spugna rinsecchita, il suo erotismo incredibilmente diretto ed esplicito (specie per l'epoca, ma anche adesso!) rendono la lettura sempre piacevole. Questi quattro racconti (che sono: LA FIORAIA DI DEAUVILLE, LE TRE BARCHE DELLA CALETTA, IL BIGLIETTO DEL METRO e EMILE A BRUXELLES) ne sono l'emblema: brevi, essenziali, diretti. L'unico difetto? Finiscono presto, ma di Simenon c'è tanto da leggere...

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    Andrea

    21/09/2018 20:03:48

    È un misto di seduzione e giallo,tutti e quattro i racconti sono riusciti ad avvincermi fino alla fine

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    isabella

    01/08/2018 11:09:01

    Simenon dimostra di essere prolifico come giallista, non solo il nostro caro amato Maiget, anche altri personaggi si fanno amare, il goffo Torrence spalla del commissario diventa personaggio principale insieme ad Emile di un filone a parte, l'agenzia O, investigatori privati. in tutti i sensi una rocambolesca sequenza di eventi in cui l'insospettato Emile risolve i casi anche quando ci rimette e gli affari non vanno bene, ma il desiderio di risolvere il caso è una sfida che Emile non sa e non vuole perdere. consiglio .

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    Claudio

    13/05/2017 17:55:51

    Continua la saga dell'agenzia 0 il cui capo sembra essere Torrence, collaboratore di Maigret andato in pensione. Ma il vero capo è Emile, giovanotto rosso di capelli, che passa per fattorino dell'agenzia, ma di cui è invece la mente. E, sembra sempre quasi per caso, riesce a scoprire i responsabili degli omicidi di questi quattro racconti.

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    la libraia

    19/04/2017 16:27:24

    Magnifico esempio del miglior Simenon. E non credo sia necessario scrivere altro!

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Le tre barche della caletta

Dove si dimostra che è possibile uccidere una persona in pieno giorno, in presenza di tre testimoni, senza che nessuno se ne accorga.
Il caso della caletta, come l'ha chiamato qualcuno, è forse l'unico che l'Agenzia O abbia seguito senza ricorrere ai suoi metodi abituali, metodi ormai noti a tutti. Di solito, infatti, nella sede di Cité Bergère si lavorava per così dire in squadra, una squadra piuttosto ridotta, ma perfettamente coesa. Innanzitutto c'era Torrence, ex ispettore della Polizia giudiziaria ed ex braccio destro del commissario Maigret, che ufficialmente ne era il capo. Sotto di lui, ora nei panni di fotografo, ora in quelli di impiegato, Èmile, un giovanotto magro con i capelli rossi, che era il vero cervello dell'agenzia. Infine Barbet, borseggiatore pentito, una sorta di unità mobile che si occupava dei pedinamenti e non ci pensava due volte a ispezionare le tasche dei pedinati.