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Joze Pirjevec

Traduttore: L. Avirovic, M. Rebeschini
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Storia
Anno edizione: 2009
Pagine: XVIII-375 p. , Brossura
  • EAN: 9788806198046

Recensioni dei clienti

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    Ivano

    24/07/2016 14.43.30

    Esemplare ricostruzione dei tentativi di revisionismo catto- fascio-leghista del dramma delle foibe. Spassoso nella drammaticità il tentativo di pseudo storici leghisti e pseudo politici fascisti di manipolare l'elettorato negli anni '90-2000, il famoso ventennio berlusconiano. Rigorosa l'analisi storica. Povera Italia che necessita di uno storico sloveno per ricostruire il proprio passato!

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    angelo

    15/02/2016 12.14.51

    Opera faziosa tesa a ridimensionare un eccidio immane!

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    donna

    02/02/2016 21.32.08

    Mi complimento con Giuseppe Pagliarulo per la recensione di questo libro scritto molto bene in tutti i sensi :dall'attenta analisi storica al linguaggio semplice e chiaro.Questo a mio avviso è un libro che dice chiaramente come stavano le cose,sta dalla parte della verità storica.

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    Giuseppe Pagliarulo

    28/03/2011 22.59.05

    Il libro è scritto molto bene ed è facilmente leggibile anche per i non specialisti. Fa esaurientemente giustizia di molti luoghi comuni e di molti miti - spesso inventati per scopi politici - intorno alla vicenda delle foibe istriane. Il suo maggior pregio è l'attenta attribuzione delle responsabilità: chi cerca un libello che gli dica semplicemente che gli italiani sono vittime incolpevoli e gli iugoslavi carnefici feroci rimarrà deluso da quest'opera. La lettura è consigliata a chiunque desideri approfondire la storia della Venezia Giulia dell'immediato dopoguerra, soprattutto ai revisionisti di ogni orientamento politico.

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    Googie53

    06/04/2010 19.27.17

    I negazionisti si dividono in due categorie, quelli stupidi, e quelli intelligenti. Il negazionista stupido semplicemente afferma che Auschwitz era un campo estivo per boy scout, che gli ebrei non furono mai deportati, e via di questo passo. Il negazionista -diciamo- intelligente, invece, minimizza: si, purtroppo Auschwitz é esistita, molti vi sono morti, anche alcuni ebrei ... ma non così tanti, non é matematicamente possibile, come avrebbero fatto ad ucciderne migliaia e migliaia in così poco spazio, in così poco tempo? E poi, sicuramente troppi decessi furono causati da malattie, dal freddo ... Tutti facevano la fame, in guerra, ed i prigionieri erano i meno favoriti; insomma si, qualcuno ad Auschwitz é morto, ma non certo settecentomila e passa ... Poi, dove sono i nomi? Ma dai, sono cifre gonfiate. E avanti con simili amenità. Ecco, il libro affronta l'argomento foibe in questi termini, appunto minimizzando; non nega, riduce: e riduce sin troppo. L'autore non é un negazionista, é un riduzionista (mi si passi il neologismo). Privilegia su tutte le fonti la documentazione formata (la poca che esiste) dall'OZNA, dove si leggono perle del genere: "Il detenuto XY nel dicembre 1945 si trovava nel carcere tale; trasferito nel gennaio successivo, non é mai arrivato al carcere talaltro, non c'é nessuna altra notizia, XY risulta disperso...", quindi non vi è la prova che sia stato infoibato. Beh, mi permetto di opinare che, secondo me, XY difficilmente tornerà. Anzi, scommetto che l'hanno ammazzato; che poi l'abbiano ficcato in una foiba del Carso, o in una fossa comune altrove, il giudizio della storia non cambia: questi sono crimini contro l'umanità. Punto e basta, indipendentemente dai luoghi e dalle cifre. Peccato davvero, e concludo, che un'opera vergata in stile così elegante (perché é scritta bene, va detto), e che affronta un argomento così difficile e drammatico, sia tanto, troppo di parte.

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